LE NOTIZIE DEL GIORNO. Renzi: un solo Pd ma due sinistre, una che vince e l’altra che perde – Cameron conferma: referendum sull’Europa

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Politica interna
 
Pd – Matteo Renzi, impegnato in un tour de force elettorale tra Firenze, Aosta e Genova, approfitta del palco del capoluogo ligure per lanciare il messaggio che in questo momento gli sta più a cuore: c’è un solo Pd ma due sinistre, una a cui piace cambiare e una a cui piace perdere e far perdere. Dopo lo scontro maturato nelle scorse settimane dentro il partito sulla questione riforme, la polemica del premier tocca il nervo sensibile di chi deve scegliere se stare dentro o fuori il Pd renziano. Intanto, dopo l’addio di Pippo Civati, anche l’europarlamentare Elly Schlein lascia i democratici, in cui dice di non riconoscersi più.
 
Forza Italia – Anche Silvio Berlusconi sceglie la platea genovese per inaugurare la sua campagna elettorale: oggi sarà a fianco di Giovanni Toti, candidato alla presidenza della Regione sostenuto da Lega e Ap. Poi sarà la volta di Perugia, Puglia e Napoli. Intanto, si fa sempre più profonda la spaccatura che divide Raffaele Fitto e il leader azzurro: la prossima settimana a Strasburgo il frondista pugliese lascerà il gruppo dei Popolari per iscriversi a quello dei Conservatori di Cameron. Una scelta plateale che indica come il cammino scelto da Fitto sia ormai irreversibile. Chi invece sembra lavorare nell’ombra è Denis Verdini. Lui smentisce una prossima fuoriuscita da Forza Italia ma c’è chi addirittura già indica la data della rottura: il prossimo 30 maggio, alla vigilia delle elezioni.
 
 
Politica estera
 
Elezioni Regno Unito – Quello che alla vigilia sembrava dover essere un voto carico di incertezze, a urne chiuse e scrutini conclusi ha prodotto risultati inequivocabili. Trionfano i conservatori, esplodono gli scozzesi e crollano tutti gli altri. I Tories di David Cameron ottengono 331 seggi su 650 alla Camera dei Comuni e si conquistano la possibilità di governare da soli. Un risultato che non raggiungevano dal 1992 e che ha travolto gli avversari politici, costringendo alle dimissioni Ed Miliband, Nick Clegg e anche Nigel Farage, nonostante il suo Ukip abbia raccolto 3 milioni e mezzo di voti. Ora il primo ministro britannico si trova a dover affrontare due grosse sfide: la devolution scozzese e il referendum sull’Europa.
 
Emergenza immigrazione – Inizia a circolare la bozza della nuova Agenza Ue sull’immigrazione che, a meno di sorprese, sarà approvata mercoledì dalla Commissione. I punti cardine del testo sono l’obbligo per tutti i Paesi ad accogliere i migranti che sbarcano in Italia o sulle altre coste europee, missioni nei porti libici per sequestrare o distruggere i barconi dei trafficanti, aiuti ai Paesi di origine e di transito per combattere la criminalità che sta dietro ai viaggi della speranza. Un progetto ambizioso su cui si sono personalmente impegnati Federica Mogherini e Jean-Claude Junker, e che hanno voluto accelerare dopo l’ultima strage avvenuta nel Canale di Sicilia.
 
 
Economia e Finanza
 
Pensioni – C’è imbarazzo a Bruxelles per la questione pensioni, dopo la bocciatura da parte della Consulta della norma Fornero. L’Unione europea chiede chiarezza sui conti, mentre procedono i contatti bilaterali per trovare al più presto una soluzione. Fra le ipotesi per limitare il costo dei rimborsi c’è anche un contributo di solidarietà: un prelievo aggiuntivo che potrebbe essere applicato agli assegni al di sopra dei 5.000 euro lordi mensili. Una buona parte dei soldi deve obbligatoriamente venire da altre fonti, perché da solo il “tesoretto” non basterà. Dunque, sarà necessario ricavare le risorse dallo stesso sistema pensionistico, senza restituire tutto a tutti e tenendo qualcosa da parte per il futuro.
 
La ripresa – Sale più delle attese la produzione industriale a marzo: secondo l’Istat, è cresciuta dello 0,4% rispetto a febbraio e dell’1,5% rispetto a marzo 2014. Dati confortanti che fanno prevedere a Nomisma un aumento del Pil per il primo trimestre superiore all’atteso 0,1%. Resta però aperto il fronte disoccupazione, soprattutto quella giovanile: a marzo in Italia ha superato la soglia del 43%. In assoluta controtendenza con quello che sta succedendo dall’altra parte dell’Oceano: ieri sono stati pubblicati gli attesissimi dati sul lavoro americano, con la disoccupazione che ritorna ai minimi dal 2008 e si attesta a quota 5,4%. E mentre gli Stati Uniti annunciano la creazione ad aprile di 223mila nuovi posti di lavoro, in Italia le grandi aziende continuano ad annunciare stati di crisi.
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