LE NOTIZIE DEL GIORNO. Renzi più solo: “Ma non mi fermo” – La nuova intifada per Gerusalemme

Politica interna

Il passo indietro di Pisapia e Alfano e il dibattito nel Pd.   “Il ritiro di Pisapia dalle scene ha terremotato l’alleanza. Nella minoranza che fa capo al ministro Andrea Orlando si rafforza la convinzione che sia ora di chiedere a Renzi di fare un passo indietro. Eppure Prodi ancora non si arrende. Lo conferma Fassino, quando dice che «Prodi incoraggia a perseguire alleanze che consentano al centrosinistra di presentarsi con una proposta credibile» […] Dopo aver toccato 107 province, Renzi chiude il suo tour in treno. Promette «una grande battaglia contro l’evasione fiscale», ma non rivela quanto alta sia la preoccupazione del Nazareno sul centrosinistra. Lo schema di Fassino è anche il suo: «Noi andremo con una lista di centro, anche se Allano non sarà candidato, con un lista di sinistra, anche se Pisapia non è candidato e spero in un accordo con Bonino». La lista di sinistra sarà guidata da Massimo Zedda e animata da Franco Monaco e Giulio Santagata. Quanto alla sinistra di Grasso, a Quinta colonna su Rete4 il segretario del Pd dice no alla «ammucchiate» stile Salvini e Berlusconi: «Alla fine se non mi alleo con D’Alema la gente lo capisce, dopo tutto quello che mi ha detto dietro e davanti». E c’è anche il tempo per difendere «Angelino» dalle critiche che il leader di Ap ha incassato negli anni di governo: «Alfano è stato accusato di essere un poltronaro, ma la sua scelta merita enorme rispetto»”

Centrodestra, le prospettive del dopo voto.   Gli ultimi sondaggi sono concordi circa la tendenza del centrodestra: cresce lentamente ma in modo costante. Si colloca in media al di sopra del 35 per cento e qualcuno, dalle parti di Forza Italia e Lega, spera di superare il 40 per cento. In quel caso, per il gioco della quota maggioritaria, l’alleanza Berlusconi-Salvini-Meloni potrebbe ambire addirittura a un’autentica maggioranza parlamentare. Tuttavia il quadro è più complicato. .È noto che Berlusconi soffre e non ama il suo scomodo alleato nordista. Non può liberarsene e forse nemmeno vuole, ma ha l’esigenza di rimpicciolirlo nelle urne. A quanto pare è quello che sta avvenendo […] Certo, il patto per i seggi uninominali del Nord restituirà un peso condizionante a Salvini, rendendo difficile se non impossibile lo scenario di un Berlusconi che si separa subito dal socio per abbracciare il Pd di Renzi. Tuttavia nella prospettiva berlusconiana non c’è l’essere vincolato dalla Lega troppo a lungo. Si pensa, in Forza italia, a una cadidatura di Calenda. Perché è proprio sul giovane ministro che il Cavaliere punterebbe per l’incarico da presidente del Consiglio di un governo Forza Italia-Pdcentristi

Politica estera

Gerusalemme, sale la tensione.  Protesta nei territori dopo che il presidente americano ha dichiarato Gerusalemme capitale d’Israele. Sono state decine i feriti per gli scontri a Betlemme, Hebron e Ramallah tra soldati israeliani e giovani palestinesi. Razzi sono stati lanciati da Gaza. Hamas chiama all’Intifada. Nel giudizio di Carlo Caracciolo, su Repubblica, “nell’atto di riconoscere Gerusalemme capitale d’Israele, Donald Trump ha messo i suoi interessi politici e elettorali al di sopra di quelli del paese che rappresenta. Il suo obiettivo è il secondo mandato”.

Germania, verso la Grosse Koalition.   Al congresso della Spd, Martin Schulz chiede l’avvio dei colloqui con Merkel ma promette «un finale aperto» e una verifica tra gli iscritti al termine del negoziato. La sua mozione passa con ampia maggioranza. E lui è riconfermato segretario  con l”81,9%, dei voti.

Economia e finanza

Il mercato del lavoro.   La rivoluzione digitale spinge l’occupazione per le professioni Ict: in Italia sono 755mila gli occupati (12,2% in 6 anni). Ma secondo uno studio Censis – Confcooperative, aumentano anche i posti vacanti: non ancora coperte, per mancanza di personale formato o specializzato, 62.090 posizioni. La figura professionale più difficie da trovare è lo sviluppatore di applicazioni web: 23.398 i posti vacanti. Intanto a livello di occupazione complessiva l’Istat nel trimestre conta 303mila occupati in più, grazie solo ai contratti a tempo determinato, calano gli indipendenti. L’Istat registra il record storico di lavoratori precari: due milioni e 784 mila nel terzo trimestre dell’anno, mai così tanti dal 1992, inizio della rilevazione statistica. Eppure il governo si ferma ad un passo dall’introdurre un correttivo al decreto Poletti del 2014 che ancor più della riforma Fomero ha liberalizzato i contratti a termine. Allungandone la durata, a tre anni. I rinnovi possibili, a cinque. E togliendo per sempre pure la causale, lo scopo dell’assunzione, per limitare i contenziosi di lavoro. Un emendamento in realtà risulta depositato in commissione Bilancio della Camera, dov’è in discussione la manovra finanziaria per il 2018. La prima firmataria è Chiara Gribaudo, responsabile lavoro del Pd. E il testo propone di accorciare da 36 a 24 mesi la durata di un contratto a tempo determinato. Soluzione condivisa da tutti, nel partito di maggioranza e nell’esecutivo Gentiloni, fino a qualche giorno fa. Ora tornata in bilico, dopo la rinuncia dell’ex sindaco di Milano Giuliano Pisapia a scendere in campo, a fianco del Pd di Renzi

Basilea 4.   Dopo un anno di diffcili negoziati a livello internazionale, il comitato di Basilea ha approvato ieri il nuovo pacchetto di riforme regolamentari per rafforzare la solidità del sistema bancario dopo la crisi finanziaria iniziata nel 2007.«Pietra miliare»: così il presidente Bce Draghi ha definito l’intesa raggiunta dal Ghos, l’organismo che guida il Comitato di Basilea. In arrivo un giro di vite “soft” per le banche sulla misurazione dei rischi;e la riforma slitta al 1 gennaio 2022, Nessun accordo è stato raggiunto sul trattamento dei titoli di Stato.

Go to TOP