Le notizie del giorno. Renzi: cento euro in più a chi guadagna 1500 euro al mese. Bufera su Telecom, i Pm ipotizzano il reato di usura

renzi fiducia al senato
Politica interna
 
Riforma della legge elettorale – L’Italicum torna in Aula alla Camera ma senza paracadute; infatti, nonostante l’intenso lavorio diplomatico, tra Verdini e gli esponenti Pd non si è trovata l’intesa sulla presenza paritaria di donne e uomini nelle liste elettorali. Si vocifera di un possibile scambio in extremis tra quote rosa e quote verdi, cioè un emendamento salva-Lega che consenta al partito di Salvini di aggirare gli sbarramenti previsti dalla nuova legge. Un’intesa si potrebbe trovare con una ripartizione dei posti da capilista divisi 60-40 tra candidati uomini e candidate donne.
Proprio la parità di genere è il tema che sta spaccando all’interno Forza Italia; le parlamentari azzurre sono in polemica con i colleghi del partito che non vogliono sentir parlare di quote rosa. Oggi le deputate si presenteranno vestite in bianco come forma di protesta.
Se tutto va bene, emendamenti permettendo, stasera o domani la riforma dovrebbe essere approvata in prima lettura
 
I nodi del governo – Renzi, intervistato da Fazio in tv, dà l’appuntamento a mercoledì prossimo, quando il governo, assicura lui, procederà a un primo corposo taglio delle tasse (10 miliardi) con lo slogan: cento euro in più a chi guadagna 1.500 euro al mese. Ma le spine sono tante: dallo scetticismo della Cgil, che minaccia scioperi, al pressing della Ue sui pagamenti della Pa alle imprese, alla difficoltà nel reperire i fondi per ridurre il cuneo fiscale in busta paga ai lavoratori. All’interno dello stesso esecutivo, poi si registrano divisioni: mentre Renzi punta a una riduzione delle tasse solo per i lavoratori, Alfano e Padoan sarebbero propensi a considerare un mix 70% Irpef- 30% Irpeg, in modo da avere ricadute positive anche per le imprese.
Per finanziare parte del cuneo fiscale si pensava di utilizzare il decreto sul rimpatrio dei capitali, ma il cambio di governo ha rallentato i lavori parlamentari e i tempi per la conversione si sono ridotti, tanto che Palazzo Chigi starebbe progettando di ritirare il provvedimento e di far confluire le norme in un decreto ad hoc
 
 
Politica estera
 
Ucraina – Alla diplomazia resta una settimana scarsa per trovare una soluzione alla crisi, prima che domenica prossima si celebri il referendum separatista indetto dal Parlamento della Crimea. Ieri il premier ucraino ad interim Yatseniuk (che presto sarà ricevuto da Obama) ha ribadito che neppure un centimetro di terra sarà ceduto a Putin. Quest’ultimo ieri ha telefonato a Camerun e Merkel: al di là delle dichiarazioni di voler ridurre le tensioni e normalizzare la situazione, pare che la linea del dialogo di cui è fautrice la cancelliera tedesca segni per il momento il passo
 
 
Economia e Finanza
 
Telecom – I pm di Torino, che stanno indagando sulla vicenda dei leasing di Telecom Italia, ipotizzano i reati di usura ed esercizio abusivo dell’attività bancaria in merito alle operazioni con cui si faceva giungere denaro ad aziende in difficoltà a fronte di acquisti fittizi di materiale informatico o tecnologico effettuato tramite la stessa Telecom. Nessun indagato per il momento tra i manager e i dipendenti del gruppo

 

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