Le notizie del giorno. Renzi, avanti tutti sulla riforma del Senato. Putin ferma le truppe in Ucraina. Non passa la candidatura di Frattini alla Nato

Le notizie del giorno. Renzi, avanti tutti sulla riforma del Senato. Putin ferma le truppe in Ucraina. Non passa la candidatura di Frattini alla Nato
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Politica interna
 
Riforme – In una concitata direzione del Pd, la relazione di Matteo Renzi è passata, ma al prezzo di rendere ancora più evidente la spaccatura con la minoranza del partito: i “sì” sono stati 93, 12 i “no” dei civatiani e 8 gli astenuti di corrente bersaniana e cuperliana. Così il Premier ha tirato dritto sulla riforma del Senato, del Titolo V e del Cnel e lunedì il Consiglio dei Ministri voterà un testo in proposito. Inoltre ha respinto le critiche di Cuperlo e Fassina sul Job Act, definendo “intoccabili” le modifiche introdotte su contratti a termine e apprendistato. E tensioni ci sono state anche per l’indicazione di Serracchiani e Guerini come futuri sottosegretari. Del resto Renzi, pur rassicurando sulla volontà di non mettere il suo nome nel simbolo alle elezioni europee e pur concedendo alla minoranza di votare il ddl costituzionale prima dell’Italicum, non ha rinunciato alle provocazioni: “Non voglio tarpare le ali a chi chiede di discutere, del resto si discute solo da trent’anni di superare il bicameralismo”, ha chiosato sarcastico.
 
Forza Italia – In una lettera inviata in occasione del Comitato centrale della Destra di Francesco Storace, Berlusconi ha invitato gli alleati e le diverse sensibilità presenti in FI ad accantonare ogni divisione, convinto che i prossimi appuntamenti elettorali rappresenteranno “l’ultima occasione”, “la chiamata in campo definitiva”. Da settimane il partito è infatti tormentato da faide interne e logorato dal dibattito sulla discesa in campo di membri della famiglia Berlusconi, con sondaggi inquietanti che vedono la nuova creatura di Berlusconi in discesa al 18% alle prossime elezioni europee.
 
Politica estera
 
Ucraina – È arrivata in serata la telefonata di Putin a Barack Obama e al segretario generale dell’Onu Bank Ki-Moon, dalla quale è emersa la volontà da parte russa di non “effettuare ulteriori movimenti di truppe in Ucraina”. Tuttavia le Cancellerie occidentali continuano a osservare con inquietudine i movimenti del corposo dispiegamento di soldati russi sul confine ucraino- alcune fonti parlano di 50 mila unità- incompatibili con semplici esercitazioni e accompagnati dall’allestimento di imponenti servizi logistici, possibile preludio a operazioni belliche di ampio respiro.
 
Nato – Il Consiglio dell’Alleanza atlantica ha nominato Jens Stoltenberg, due volte Premier norvegese, nuovo segretario generale della Nato. Dal primo ottobre del 2014 andrà a sostituire il danese Rasmussen. La candidatura ufficiale del Governo italiano, che aveva proposto Franco Frattini, non ha dunque avuto seguito.
 
India – Il Governo italiano è tornato a chiedere il rimpatrio per i due marò detenuti da due anni a New Delhi, dopo che la Corte suprema indiana ha accolto il ricorso della difesa dei fucilieri e stabilendo così che il processo non sia celebrato sulla base delle indagine della polizia antipirateria (Nia); contestualmente è stato disposto uno slittamento dell’udienza di un mese: “Il processo a cui proprio l’India aveva ipotizzato di sottoporli è stato sospeso. In attesa che riprenda i militari possono seguirne gli sviluppi da qui”, ha incalzato il presidente della Commissione Difesa del Senato, Nicola Latorre.
 
Economia e Finanza
 
Bankitalia – Nel giorno del centenario dalla nascita dell’ex Governatore Guido Carli, l’attuale inquilino di Via Nazionale, Ignazio Visco, ha ripreso l’espressione carliana del 1977 dei “lacci e lacciuoli” e l’ha declinata nell’Italia d’oggi, rilevando che “le rigidità legislative, burocratiche, corporative, imprenditoriali, sindacali sono sempre la remora principale allo sviluppo del nostro Paese”. La reazione, soprattutto da parte dei sindacati, non s’è fatta attendere, con il cislino Bonanni che ha parlato di “massime autorità che stanno diventando gli untori del populismo italiano”. Angeletti, Uil, ha invitato invece il Governatore di Bankitalia a fare “autocritica”, mentre secondo Susanna Camusso  è in corso la riproposizione di “ricette che hanno già mostrato il loro fallimento”. E ieri al convegno su Carli ha preso la parola anche il Ministro dell’Economia, Pier Carlo Padoan, che ha dispensato un cauto ottimismo: “Sarò démodé ma continuo a pensare che il potenziale di crescita sia in gran parte non sfruttato”; così sulla via delle riforme strutturali “non sarà solo il ministro del no, ma anche del no”.
 
Debito – Il Tesoro ha concluso con successo un’asta da 10 miliardi di euro, caratterizzata da tassi ancora una volta in calo. Si conferma dunque il buon momento dell’Italia sui mercati obbligazionari, con il rendimento del Btp a 5 anni che per la prima volta dalla nascita della moneta unica è sceso sotto il 2% (1,88%); bene anche l’asta dei Btp decennali, i quali sul mercato secondario hanno fatto registrare uno spread sul Bund di 175 punti base.
 
Macro Europa – La zona euro ha vissuto a marzo un ulteriore raffreddamento dei prezzi su base annuale, con la Spagna che è entrata in una fase deflattiva (-0,2%) e la Germania ferma a un +0,9%. A questo punto gli analisti cominciano ad aspettarsi la fine dell’immobilismo della Bce, il cui prossimo board si terrà giovedì, la quale potrebbe decidere per un ulteriore ribasso del costo del denaro, da tempo fermo allo 0,25%, o anche di procedere a un programma di acquisto di obbligazioni sovrane dei Paesi di Eurolandia.  

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