LE NOTIZIE DEL GIORNO. Regionali, cresce la lista degli impresentabili – Farmacisti, boom dei redditi

liste elettoraliPolitica interna
 
Elezioni regionali: cresce la lista dei candidati “impresentabili” il cui elenco definitivo sarà oggi reso pubblico dal presidente della commissione Antimafia Rosi Bindi. La quindicina di nomi campani all’esame di Palazzo San Macuto sarà oggetto dell’ultima scrematura e non è detto che tutti compaiano nella black list finale; se fossero tutti confermati, sommati ai quattro pugliesi già ufficializzati martedì porterebbero ad un totale vicino alla ventina. Il vicepresidente della commissione Fava ha anticipato che sarà un pacchetto di nomi non insignificante, non tanto per quantità ma per la pesantezza della lista, aggiungendo di aver visto molta ipocrisia, sfacciataggine ed improvvisazione da parte di quegli stessi partiti che avevano approvato il codice di formazione delle liste. Secondo il ministro dell’Interno Alfano saranno gli elettori a punire i candidati sospetti non votandoli, mentre Lupi ha parlato di tempistica vergognosa e di ritardo dell’Antimafia nell’esprimersi. Silvio Berlusconi si dichiara garantista, anche se il problema appare essere soprattutto della sinistra. Maria Elena Boschi difende Vincenzo De Luca che, in base alla legge Severino, sarebbe ancora candidabile ed eleggibile.   
 
Renzi-Berlusconi: non è stato un faccia a faccia, ma quasi, e non un duello televisivo all’insegna del buonismo o del vecchio spirito del nazareno; nel corso della doppia intervista fatta loro da Nicola Porro su Rai Due Berlusconi e Renzi si sono attaccati come è giusto che sia in campagna elettorale. Il leader di Forza Italia ha definito illegittima la maggioranza di governo, eletta con una legge bocciata dalla Consulta, Renzi ha detto che Berlusconi è ormai un biglietto scaduto. Alla domanda del conduttore su un possibile ritorno del patto del Nazareno Berlusconi non ha però escluso del tutto l’ipotesi, rispondendo “Non lo so”.  
 
Politica estera
 
Fifa: l’inchiesta statunitense sulle mazzette per i mondiali mette con le spalle al muro il presidente Joseph Blatter, da 17 anni alla guida della federcalcio internazionale. Il numero uno dell’Uefa Michel Platini gli ha chiesto di lasciare l’incarico, per il bene del calcio; sono molte le voci in Europa, tra le quali quella del premier inglese Cameron e del ministro degli esteri francese Fabius, che gli chiedono un passo indietro o quanto meno un rinvio del voto, previsto per oggi a Zurigo, per l’elezione del nuovo presidente. Ma dall’Africa, dall’Asia e soprattutto dalla Russia vengono ancora sostegni al 79nne svizzero; in particolare il presidente russo Putin si è scagliato contro i giudici americani, sostenendo che l’inchiesta non è altro che un tentativo degli Usa per estendere la loro giurisdizione ad altri Stati e per impedire la rielezione di Sepp Blatter. Nonostante tutto lo svizzero è ancora dato come favorito e aprendo il congresso della Fifa ieri ha detto “tocca a me fare attenzione alla reputazione del calcio”.
 
Siria: il leader di Al-Nusra, emanazione diretta di Al Qaeda, si presenta come garante della futura stabilità a Damasco, quando Assad sarà caduto. Abu Mohammed al-Golani nel corso di un’intervista rilasciata alla tv araba Al-Jazeera assicura all’Occidente che la sua unica missione è quella di abbattere il regime e sconfiggerne gli agenti, a cominciare da Hezbollah per finire all’Isis. Al-Nusra, sempre secondo quanto afferma il suo leader, non ha piani né ordini per attaccare l’Occidente; l’ultima battaglia sarà quella di Damasco, dove Assad è ormai vicino a cadere. Poi ci sarà la costituzione dello stato Islamico, che nascerà dopo aver consultato tutti i gruppi siriani. Torna così la differenza strategica fra Al Qaeda e l’Isis, che si concretizza in una faida ideologica jihadista che si riflette nella gara per prendere la capitale; per vincere contro il Califfo, Al-Golani tende allora la mano all’Occidente.     
 
Mattarella: dopo un breve scambio di convenevoli ripreso dalle telecamere il presidente della Repubblica e la regina Elisabetta d’Inghilterra hanno avuto un colloquio privato di circa 45 minuti, il cui contenuto non è però stato reso pubblico. Molto di più è invece filtrato circa l’incontro con il ministro degli Esteri Hammond, una di quelle chiacchierate che in gergo diplomatico si definiscono “franche”. Il governo di Sua Maestà non gradisce il piano Ue per ripartire i migranti e ritiene vadano accolti solo quanti risultano profughi in fuga da una guerra; l’Italia ha ovviamente un’altra prospettiva e sollecita uno sforzo di solidarietà da parte degli inglesi; il ministro Hammond è rimasto però sulle sue, dicendosi “strabiliato” dalla tolleranza del popolo italiano nei confronti degli immigrati. Mattarella ha poi invitato gli inglesi a fare presto il referendum sull’Unione europea e si è detto fiducioso sull’esito, dato che la Gran Bretagna non è la tana del lupo.      
 
 
Economia e Finanza
 
Squinzi: è l’industria, in particolare la piccola e media  impresa, la chiave italiana per la svolta. Così si è espresso ieri il presidente di Confindustria rivolgendosi all’assemblea dell’organizzazione, riunita quest’anno all’Expo milanese. Esistono tra 15mila e 20mila imprese che esportano, fanno innovazione, cercano finanziamenti per crescere, assumono talenti; da qui devono nascere i grandi campioni industriali dei prossimi anni. Squinzi non ha rivolto particolari richieste al governo ma ha auspicato che l’esecutivo non smarrisca la determinazione, precondizione necessaria, se non indispensabile, per cambiare il Paese; la politica industriale deve costituire il motore della crescita italiana. I duemila invitati presenti gli hanno dedicato un lunghissimo applauso finale, a riconoscimento dell’impegno profuso nella guida dell’organizzazione.
 
Studi di settore: farmacisti e dentisti, nonostante la crisi ed il calo dei redditi e della ricchezza, si muovono in controtendenza e fanno segnare il più alto incremento dei guadagni medi tra i lavoratori autonomi e le piccole imprese. Secondo gli ultimi dati del ministero dell’Economia il reddito medio dei farmacisti italiani è salito da 90mila a 97mila euro tra il 2011 ed il 2012, un vero e proprio boom. I dati registrano invece un crollo del reddito dei notai, che passa da 233mila a 212mila euro. Nel complesso il reddito totale dichiarato dai 3,6 milioni di contribuenti attraverso gli studi di settore 2013 è stato di 98 miliardi di euro, in calo dell’1,8% sull’anno precedente ed in linea con la corrispondente flessione del Pil. I redditi più elevati si registrano nel settore delle attività professionali, in fondo alla classifica invece si trova il commercio, con reddito medio di 17.500 euro.     
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