Le notizie del giorno. Primarie 5 stelle, liti e ricorso ma il voto si è chiuso – Via libera agli italiani in Niger

Politica Interna

Primarie M5S. A urne chiuse, infuria la polemica sulle parlamentarie 5 Stelle. In tarda serata, dopo ore in cui si è ventilata la possibilità di una proroga, arriva l’annuncio a sorpresa del blog: votazioni concluse. «II voto si è svolto con regolarità e in sicurezza», scrive il Movimento. E ancora: «I risultati delle votazioni sono stati affidati a due notai che li custodiranno fino a domenica. Le liste definitive saranno annunciate questa domenica a Pescara». Ma la giornata è segnata dal caos. Deroghe alle regole, audio «pirata» diffusi sul web, candidati esclusi dalle liste sul piede di guerra, ex attivisti in lista a loro insaputa: l’odissea del voto 5 Stelle si tinge di veleni e sospetti. E sono partite, infatti, le prime contestazioni legali.

Missione in Niger. La missione italiana in Niger ha ottenuto il voto della Camera. Ma nei colloqui con il governo Gentiloni i francesi non usano mezzi termini: “Nel Sahara siete i benvenuti, ma noi lì facciamo la guerra”. L’Italia non ha disegni bellici né coloniali, che d’altronde non si potrebbero realizzare con un contingente di 470 fanti in un Paese di oltre un milione di chilometri quadrati. E non c’è neppure l’intenzione di accodarci a Parigi: la nostra missione sarà autonoma. Tutti i ministri hanno però sottolineato come in Niger ci occuperemo solo di formare le forze locali.

Politica Estera

Papa Francesco in Cile. Centociquantamila persone abbracciano il Papa a Temuco, in Araucania, la regione degli indios Mapuche. Francesco ha lasciato la capitale Santiago per incontrare «l’altro Cile», ripetendo il gesto di Giovanni Paolo II nel 1987. II Papa appoggia le rivendicazioni degli indigeni, invoca il rispetto dei loro diritti, prega per le vittime dell’ingiustizia. Ma chiede di ripudiare la violenza. All’alba, poco prima dell’arrivo del Pontefice, nelle zone rurali diverse chiese sono state incendiate, sono stati dati alle fiamme tre elicotteri della forestale e un carabiniere è stato ferito da una pallottola. «Voglio soffermarmi e salutare in modo speciale i membri del popolo Mapuche, così come gli altri popoli indigeni che vivono in queste terre australi: Rapanui, Aymara, Quechua e Atacama e molti altri».

Le due Coree. Sotto i cinque cerchi e le fiaccole accese per un paio di settimane, anche le Olimpiadi invernali di Pyeong Chang torneranno a offrirci la rappresentazione della pace, con la sfilata comune fra le due Coree. Saranno riunificate, almeno nella cerimonia di apertura delle Olimpiadi invernali, il 9 febbraio a Pyeongchang. Una sola squadra di hockey femminile. Marceranno spalla a spalla atleti e funzionari del Sud e del Nord. Niente, della realtà che vede la guerra appesa alla volontà di un autocrate bambino che controlla centinaia di cannoni e ora missili con testate nucleari a pochi chilometri dalla capitale del Sud e di un Presidente americano che minaccia “furia e fuoco” per fermarlo, cambierà. Il 25 febbraio, quando la cerimonia di chiusura archivierà anche questa edizione invernale della fiaba olimpica che si apre il 9 febbraio, tutto cambierà.

Economia e Finanza

Bce e banche italiane. Uno scambio di opinioni «molto costruttivo e utile» sui principali temi di interesse del mondo bancario: dall’addendum alle strategia di Vigilanza per la gestione delle sofferenze, ai modelli interni, gli esami Srep e i prossimi stress test 2018. Al termine dell’incontro pomeridiano della presidente del Supervisory Board del Ssm, Danièle Nouy, con gli esponenti delle banche significanti italiane, Bankitalia ha sintetizzato in una breve nota i termini di un confronto che rientra nella prassi della Vigilanza europea Di fatto però non si sono viste le auspicate aperture da parte della vigilanza Bce in un incontro dai contenuti che fonti bancarie hanno definito «essenzialmente tecnici».

Nuova Consob. Non un organismo «verticistico», ma un «motore del cambiamento dei mercati finanziari» che agisca in «strettissima sinergia» con Bankitalia, Ivass (l’Istituto per la vigilanza sulle assicurazioni) e Tesoro e che sia in grado di agire prima e non dopo. Così ieri – davanti alle commissioni Finanze di Camera e Senato convocate per un parere non vincolante – si è espresso Mario Nava, presidente designato della Consob. «Non voglio fare il presidente della Consob che diventi il notaio delle proposte della struttura, io voglio fare – dichiara Nava – il presidente di una Consob che sia il motore del cambiamento dei mercati finanziari, che permetta ai mercati finanziari di funzionare». Fatta la premessa, Nava traccia con diplomazia il solco della discontinuità rispetto alla presidenza di Vegas, talvolta contestato per l’impostazione verticistica nella gestione dell’Autorità. I modelli? Spaventa e Tommaso Padoa Schioppa.

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