Politica interna

Pd – E’ il giorno decisivo per il futuro del Pd. L’ultima parola sarà detta questa mattina all’assemblea del partito al Parco dei Principi a Roma “Se ci sarà la rottura – spiega Roberto Speranza – rifaremo l’Ulivo”. Ma, con Emiliano e Rossi, chiederà oggi a Renzi un segnale forte. Lorenzo Guerini, vice dell’ex premier, definisce la sfida della minoranza un “ultimatum non ricevibile”. A quello che potrebbe essere l’ultimo atto non sarà presente Massimo D’Alema. “Il percorso è quello della direzione”, ripete come un mantra Matteo Renzi. Significa nessuna apertura sulle date del congresso (primarie al massimo il 7 maggio), nessuna concessione sul calendario. Il leader insiste, vuole i gazebo prima delle amministrative e chiama i tre sfidanti. “Rossi resta, Emiliano ci sta ripensando, D’Alema è già altrove”. Secondo i renziani sui territori non c’è esodo di dirigenti: “E la base non seguirà chi abbandona”. Orfini propone due settimane di dibattito nei circoli prima di aprire il congresso vero e proprio. Il leader di Campo Progressista Giuliano Pisapia invita ad ascoltare la “voglia di unità” del popolo del Pd: “Ci sono milioni di voti da recuperare, specie nel M5S”. “Solo con una cultura comune di sinistra – afferma – si va avanti nel rispetto delle differenze”. E “se uno oggi vuol fare politica deve partire dal basso. Invece dell”io’ conti il ‘noi'”. E ancora: “Renzi non è il padrone del Pd. Gli elettori vogliono un centrosinistra aperto”.

Berlusconi–  “Io faccio lo spettatore”, dice Berlusconi. Talmente interessato da voler capire di persona quanto sta accadendo nel Pd. Perciò la scorsa settimana ha accolto l’invito ad incontrare riservatamente Emiliano: appuntamento a cena in un’abitazione romana, quattro coperti a tavola padroni di casa compresi. Il Cavaliere desiderava sapere se il Pd si stava davvero avviando alla scissione, ed era parso sollevato dalle parole dell’interlocutore, che aveva garantito sulla tenuta del proprio partito. Berlusconi dice “no a patti con Renzi anche se c’è la scissione”. “Saranno gli italiani a stabilire se Renzi tornerà premier – afferma – . Certo, difficilmente tornerà leader incontrastato della sua area”. E “se Renzi si libera dei comunisti per FI non cambia nulla”. Ma “gli italiani non daranno la guida dell’Italia al M5S. L’alternativa vincente è il centrodestra di governo”.

Politica estera

Usa-Nato – E’ l’era della trattativa, come s’è visto anche ieri, durante la Conferenza sulla Sicurezza di Monaco. II vicepresidente Usa Mike Pence ha detto chiaramente agli europei che l’America è sempre con loro e non li abbandonerà. Ma dovranno prendersi le loro responsabilità, non è più tempo dell’alleato Washington che paga tutto. “L’impegno mancato di contribuire alla Nato – ha scandito Pence – erode le fondamenta dell’Alleanza”. Il ministro degli Esteri russo Sergei Lavrov: Alleanza residuo della Guerra fredda. La seconda giornata della Conferenza sulla Sicurezza si chiude con una conferma: la “leader d’Europa” Angela Merkel e l’amministrazione Trump  restano distanti su diversi dossier chiave, a cominciare dal multilateralismo. “Nessun Paese, da solo, può risolvere le sfide del mondo d’oggi, c’è bisogno di sforzi comuni, per cui occorre rafforzare e rendere più efficienti le strutture multilaterali internazionali: ciò vale per la Ue, la Nato, l’Onu e il G20”, nota Merkel. “Sono convinta che valga la pena battersi per le strutture multilaterali”.

Isis
– Il Califfo dello Stato Islamico ha iniziato a combattere a Mosul con i droni, introducendo sul campo di battaglia siro-iracheno una novità tecnologica che inquieta le unità anti-terrorismo in più Paesi. I primi ad accorgersi della svolta tattica sono stati i reparti iracheni e curdi impegnati nella riconquista di Mosul, la più grande città del Califfato di Abu Bakr al-Baghdadi. I jihadisti che la difendono da gennaio bersagliano dal cielo i loro avversari. Le unità dello Stato Islamico usano i droni per colpire soldati o mezzi iracheni e curdi causando perdite non indifferenti. Puntano soprattutto a diffondere paura e incertezza nei ranghi degli avversari. In alcune occasioni i droni sono stati adoperati come trappole esplosive: caduti dal cielo simulando problemi tecnici sono esplosi appena qualcuno li ha toccati. Ciò significa che non solo lo Stato Islamico ma più organizzazioni definite “terroristiche” da Usa e Ue, sunnite e sciite, sono in possesso di una tecnica che pone nuove sfide alla sicurezza collettiva

Economia e finanza

Spending review / Manovra – Nel quadro della spending review per gli acquisti di beni e servizi, Consip ha assicurato nel 2016 risparmi per 1,7 miliardi contro il miliardo previsto. Con un intervento sui singoli capitoli di spesa il governo può usare subito le risorse. La spesa per beni e servizi gestita con procedure di gara dalla società controllata dal Mef è salita lo scorso anno a 48,3 miliardi, +20% sul 2015. Entro il 2019 Consip arriverà a presidiare due terzi dei 90 miliardi di spesa per forniture.
Potrebbe arrivare a garantire 500 milioni il taglio delle agevolazioni fiscali allo studio del Governo per drenare risorse necessarie all’aggiustamento dei conti richiesto da Bruxelles. “La revisione selettiva delle spese fiscali» – citata dal vice ministro Luigi Casero nella risposta a un’interpellanza sulla manovra correttiva – si baserebbe sul livello di reddito dei contribuenti e la natura settoriale delle tax expenditure da revisionare. Sul fronte delle maggiori entrate si starebbe esplorando un aumento del prelievo erariale unico su slot e video lotterie, che nel 2017 potrebbe garantire quasi 100 milioni . A cui potrebbe aggiungersi l’aumento fino a 200 milioni della base d’asta per il rinnovo della concessione del Superenalotto.

Italia-Ue – La Commissione europea sta ultimando in questi giorni una serie di rapporti sui paesi della zona euro che dovrebbero essere presentati mercoledì prossimo. Tre le relazioni che riguardano l’Italia: un rapporto-paese sulla situazione economica, una relazione dedicata all’andamento sempre preoccupante del debito pubblico, e un rapporto sugli squilibri macroeconomici. Bruxelles dovrebbe anche rendere pubblica un’attesa analisi sull’applicazione del fiscal compact. E’ presumibile che come recentemente il Fondo monetario internazionale (Fmi) e l’Organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo economico (Ocse), anche la Commissione europea metterà l’accento non solo sull’enorme stock di debito, che non accenna a diminuire, ma anche sui rischi di un aumento dei tassi d’interesse. ll presidente dell’Europarlamento Antonio Tajani: “Il 15 febbraio, l’Italia ha inviato alla Commissione europea la stima globale dei danni, che è di 23,5 miliardi. La Commissione farà immediatamente la proposta d’intervento al Parlamento europeo e il Parlamento dovrà votarla. Secondo me, alla fine la cifra complessiva erogata, tra fondo di solidarietà e fondi strutturali Ue, potrebbe avvicinarsi ai due miliardi”.