Le notizie del giorno. Oggi l’abolizione delle Province. Berlusconi boccia i big: basta liti, chiudo il partito. Visco (Bankitalia): basta con le manovre

Le notizie del giorno. Oggi l’abolizione delle Province. Berlusconi boccia i big: basta liti, chiudo il partito. Visco (Bankitalia): basta con le manovre
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Politica interna
 
Riforme – Il Governo ha rischiato di andare in minoranza al Senato sulla legge Delrio, primo passo verso l’abolizione definitiva delle Province. La pregiudiziale di costituzionalità presentata dal M5S è stata infatti respinta per soli quattro voti, anche grazie ai 17 senatori forzisti assenti e al soccorso dei centristi Casini e Merloni. Inoltre poco prima in Commissione il ddl aveva visto il Governo sconfitto sulla votazione di due emendamenti per l’assenza strategica di Mario Mauro, presidente dei Popolari per l’Italia. Oggi è atteso il voto finale al Senato e pare che Renzi, preoccupato dalle turbolenze, sia orientato a chiedere la fiducia: “Se passa la nostra proposta sulle Province 3 mila politici smetteranno di ricevere un’indennità dagli italiani”, ha twittato il Premier.
 
Forza Italia – Mentre in Piemonte si consuma un’altra spaccatura con il Nuovo Centrodestra e probabilmente FI non parteciperà alle primarie per le regionali indette da NCD e Fratelli d’Italia, Silvio Berlusconi torna a farsi sentire e manifesta soddisfazione per la definizione del nuovo Ufficio di presidenza, sintomo che nel partito “siamo riusciti a serrare i ranghi”. L’ex Premier ha voluto anche zittire le voci ricorrenti su nuovi “cerchi magici” composti dalle nuove leve e capeggiati dalla compagna Francesca Pascale: “Qui di magico ci sono solo io. Sono qui vivo e vegeto, ancora con la voglia di combattere per la libertà mia e di tutti”. Molti commentatori politici fanno notare tra l’altro che l’esclusione di molti colonnelli forzisti dalle liste per le europee e dall’Ufficio di presidenza sia una mossa preparatoria per una futura alleanza con il partito di Alfano.
 
Politica estera
 
Russia – A conclusione del vertice sulla sicurezza nucleare, tenutosi a L’Aia, Barack Obama è tornato sulla crisi ucraina con parole molto dure sulla Russia, definita spregiativamente una “potenza regionale” che ora “deve scegliere fra il ritorno alla legalità o nuove dolorose misure”; il riferimento è alla possibilità che la Russia decida di violare l’integrità territoriale dell’Ucraina orientale o di altre Repubbliche baltiche, eventualità che chiamerebbe in causa la “nozione di difesa collettiva stabilita dall’art. 5 del Patto atlantico”. La tensione diplomatica rimane dunque altissima e certo non aiutano le intercettazioni telefoniche diffuse dal Cremlino che vedono protagonista Yulia Tymoshenko: “Non bisogna lasciare della Russia nemmeno terra bruciata, userò tutte le mie conoscenze, sparerei in fronte a Putin”.
 
Egitto – Ha destato preoccupazioni internazionali, con la decisa condanna arrivata dall’Alto Commissario per i diritti umani Navi Pillay, il maxi processo tenutosi a Il Cairo e conclusosi con 538 condanne a morte comminate ai danni di sostenitori dell’ex Presidente Morsi. Secondo Pillay si è trattato di un procedimento “pieno di irregolarità e di violazioni delle leggi internazionali”. E da ieri altri 683 affiliati alla Fratellanza sono a giudizio.    
 
Economia e Finanza
 
Bankitalia – Durante una lezione magistrale al Collegio Borromeo di Pavia il Governatore Ignazio Visco ha esposto la sua ricetta per riportare in sicurezza l’Italia: “Non sarebbero necessarie manovre correttive da 40-50 miliardi all’anno” e nemmeno “un orientamento permanentemente restrittivo alla politica di bilancio”. Secondo Visco la strada da seguire è quella “della crescita reale dell’economia, sulla ripresa degli investimenti che bisogna puntare”. E proprio su questo versante “sta tornando la fiducia degli investitori sull’Italia”, testimoniato anche dai costanti bassi livelli dello spread, che ieri ha toccato i 181 punti base. Il Governatore ha infine rassicurato sulla dinamica dei prezzi: non c’è deflazione, ma “questo rischio va contrastato con determinazione”.
 
Pa – Il Ministro della Funzione Pubblica, Marianna Madia, ha confermato che entro un mese il Governo affronterà con decisione, “e non è detto che ci siano dei tavoli sindacali perché abbiamo tempi molto stretti”, il tema del turnover nella Pubblica amministrazione. Il Ministro vorrebbe approntare un corposo piano di prepensionamenti “per aiutare i giovani a entrare, generazioni che non hanno avuto un canale sano di accesso alla Pa: vincitori di concorsi non assunti o precari”. Madia ha inoltre ribadito che si andrà avanti sulla riduzione degli stipendi nel pubblico: “Vista anche la soluzione del Paese, ci potrà essere un contributo di solidarietà che non riguardi solo i dirigenti, ma che deve partire dalla politica”.   

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