Parisi: Mentre si allarga la rosa degli invitati alla convention di Milano, rimane chiara l’impronta che Parisi vuole dare all’incontro: universitari ed esperti sul palco, politici in platea. Bombassei (Scelta Civica) ad esempio, amico di Parisi ma renziano dichiarato, o ancora Sacconi (Ncd). Il manager romano ha risposto agli attacchi dei colonnelli di FI affermando che la convention “è una cosa mia” e che il suo compito è di “fare un rapporto per Berlusconi” e non agire per FI. L’attenzione mediatica si comincia a concentrare sull’incontro mentre Quagliarello si è avventurato in un paragone tra l’idea di Parisi e l’Ulivo del centrosinistra. Gli oppositori non restano però a guardare e si parla di una contromanifestazione chiamata “Quale centrodestra” organizzata da Matteoli, a cui dovrebbero partecipare i colonnelli di FI ostili a Parisi. Nel frattempo nella Lega i leader cominciano a prendere posizione, con Salvini sempre contro l’ex candidato sindaco di Milano e Bossi e Maroni che si schierano a favore delle iniziative di Parisi.

Referendum: La convinzione di Confindustria a favore del referendum ha preso forma in un vademecum spedito ai vertici territoriali dell’associazione per diffondere le ragioni del Sì. Il fascicolo, dal titolo “Perché Sì. Come spiegare il referendum”, si apre con una ricostruzione delle posizioni di Confindustria sulle riforme dal 1990 a oggi e prosegue con otto capitoli che illustrano le caratteristiche della riforma costituzionale. L’associazione guidata da Boccia rivendica quindi il proprio peso politico, come ricordato dal presidente qualche giorno fa. In giornata è arrivata inoltre la risposta dell’Anpi all’invito di Renzi, con la conferma che alla festa dell’Unità di Bologna saranno presenti banchetti per promuovere il No.

Politica estera

Migranti: A tenere banco nell’incontro di Ventotene è stata sicuramente la questione dei rimpatri. I tre leader si sono trovati d’accordo sulla necessità di rinforzare le misure per regolare l’arrivo di nuovi migranti ma mancano intese su come operare. Si ipotizza il coinvolgimento Frontex, proposta che non scioglie però il nodo su chi dovrà comandare la politica dei rimpatri: la Commissione o il Consiglio? O ancora, una cabina di regia specifica dove avranno più peso i paesi sottoposti a maggiore pressione per gli arrivi di migranti? Resta chiaro comunque che Merkel vorrebbe applicare all’Africa il modello Turchia, con l’Europa che pagherebbe paesi africani per trattenere profughi e potenziali emigranti. Prossimamente dovrebbe esserci un’accelerata nell’annunciata ridistribuzione nell’Ue dei migranti accolti finora da Italia e Grecia. Son stati firmati infine gli accordi per far partire l’operazione di addestramento della Marina e Guardia costiera libica per prevenire tragedie in mare a causa degli scafisti.  

Usa: L’”emailgate” torna a tormentare i sogni di presidenza di Hillary Clinton. Nonostante la candidata democratica abbia già consegnato 30 mila mail al dipartimento di stato, un giudice federale le ha imposto di rendere pubbliche entro metà ottobre altre 15 mila mail finora non pubblicate. Uscita indenne dalle accuse precedenti, Clinton ha la possibilità di dimostrare ulteriormente la propria innocenza ma la questione influenzerà sicuramente la campagna elettorale, dando ai repubblicani nuovo slancio per attaccare l’avversaria. Il gruppo conservatore Judicial Watch ha inoltre portato alla luce finanziamenti sospetti ottenuti dalla Fondazione Clinton. Sono state infatti pubblicate centinaia di email di Huma Abedin (assistente di Clinton) che mostrerebbero legami imbarazzanti tra la Fondazione e il dipartimento di Stato.

Economia e Finanza

Flessibilità: Nell’imminente battaglia per ottenere nuovo spazio di manovra, l’Italia potrebbe aver trovato un potente alleato. Si tratta di Juncker, che ha fatto sapere tramite canali riservati che “io e Renzi stiamo dalla stessa parte” e che la sua intenzione è di concedere all’Italia “tutta la flessibilità pensabile”, come riporta Repubblica. Lo scoglio da superare sarà però l’Ecofin, convinto dell’impossibilità di concedere flessibilità a chi l’ha già ottenuta. L’arma dell’Italia potrebbe quindi essere la Commissione Ue, di cui Juncker è presidente, per ottenere la concessione per il 2017 di rimanere all’1,8%. Il rischio di perdere il referendum e creare instabilità nell’Eurozona potrebbero ammorbidire i sostenitori del rigore, ma l’Italia dovrà presentare una manovra che punti tutto su investimenti, competitività e concorrenza. Fondamentali saranno i futuri incontri di Ecofin e dei leader europei a Bratislava il 10 e 16 settembre.   

Fmi: Il Fondo Monetario ha inviato un working paper che invita l’Italia a migliorare al più presto la situazione dei bilanci delle banche, concentrandosi soprattutto sul problema degli Npl. Il sistema bancario italiano è definito come redditizio ma questo non garantisce che con la ripresa economica le banche riusciranno a superare i problemi di capitale per poter garantire prestiti, in uno scenario dove gli istituti torneranno a fare utili tramite prestiti solo tra cinque anni.   

Poletti: Nell’intervista sul Corriere della Sera il ministro del Lavoro Poletti ha risposto a chi lo critica di privilegiare il settore industriale che “gli interventi sociali e per le imprese debbono camminare insieme”. Ape, aumento delle pensioni minime e ricongiunzioni onerose sono quindi i temi in cima all’agenda del ministro, anche se mancano i dettagli sui fondi che il governo metterà a disposizione. Poi sarà il turno della riforma dei contratti, con l’obiettivo di rafforzare la tassazione agevolata del salario di produttività.