LE NOTIZIE DEL GIORNO. Mattarella, altolà sul voto subito – Berlusconi: sono d’accordo con il Quirinale

Politica interna

Elezioni o governo di tutti: Sergio Matterella pensa che il voto subito sia “inconcepibile” e che vi sia necessità di tempo per varare una legge elettorale omogenea. A proposito del sistema di voto la Consulta ha fatto sapere che l’esame sull’incostituzionalità dell’Italicum è stato fissato per il 24 gennaio, decisione che ha alimentato le idee di un assist nei confronti del Presidente della Repubblica per giustificare la composizione di un governo di scopo. Matteo Renzi ha però fatto sapere che l’opzione di un esecutivo di transizione è accettabile solo se a crearsi sarà “un governo di responsabilità nazionale” che comprenda tutte le forze politiche, comprese Lega e M5S. Che però non ci stanno, avendo prontamente escluso la possibilità di alleanze e dialoghi. La situazione si sta quindi sclerotizzando, con due possibilità opposte: voto il prima possibile con l’attuale legge elettorale (o con quello che ne rimarrà dopo il 24 gennaio) o governo più ampio possibile che dialoghi per un nuovo sistema di voto per elezioni a maggio. Il governo dimissionario nel frattempo oggi dovrebbe concludere il suo corso, con la probabile approvazione tramite fiducia della legge di bilancio al Senato così come richiesto da Mattarella.

Silvio Berlusconi: Mentre si consuma il braccio di ferro tra Quirinale e Palazzo Chigi, Silvio Berlusconi si schiera a fianco di Mattarella, manifestando la convinzione che il voto immediato non è una strada percorribile, perlomeno non fino a che sarà scritta una nuova legge elettorale. Nonostante questo il Cavaliere esclude alleanze: “non possiamo partecipare ad alcun governo, hanno i numeri per continuare” e FI darà disponibilità “solo limitatamente alla legge elettorale”. Ma nella coalizione continuano le pressioni dei più estremisti, con Toti (FI) e Salvini (Lega) che guidano la frangia che chiede “voto subito, nessun governo, legge elettorale maggioritaria per tenere unita la coalizione”. Nel frattempo alcune indiscrezioni vorrebbero Berlusconi intenzionato a avviare un completo restyling dei rappresentanti del partito: i deputati andranno al Senato mentre i pochi senatori riconfermati entreranno nel governo.

Un premier per il M5S: Il Movimento Cinque Stelle continua con la sua linea del voto immediato, confermata anche da un post di Beppe Grillo: “noi vogliamo andare al voto al più presto. Il Pd che ne pensa? La voce del suo segretario conta ancora qualcosa?”. Ma mentre all’esterno viene mantenuta la compattezza, all’interno del Movimento qualcosa si sta muovendo e sembra in procinto di partire una lotta per chi si presenterà come candidato premier alle prossime elezioni. Roberto Fico ha infatti affermato ieri che è disponibile a scendere in campo come premier. Finora tutti i riflettori erano stati puntati sull’enfant prodige Luigi Di Maio ma Fico e la sua corrente di ortodossi potrebbe seriamente lanciare il guanto di sfida. Oggi si dovrebbe tenere una riunione congiunta dei parlamentari Cinque Stelle in cui gli argomenti saranno le “strategie e contenuti per capire come muoverci con la crisi di governo” ma in cui potrebbero emergere i primi schieramenti a favore di un futuro candidato premier.

Politica estera

Angela Merkel: Sembrerebbe essersi trattata di una formalità la votazione per la rielezione di Angela Merkel svoltasi ieri e che ha confermato per l’ottava volta la leader come candidata Cancelliera. Il risultato è stato infatti netto, con l’89,5% dei voti a favore, ma in realtà è stato il secondo peggiore esito per Merkel, segnale inequivocabile di una perdita di fiducia nei confronti della sua politica. Si spiega così la svolta a destra dell’agenda della Cancelliera, convinta che l’emergenza migranti dell’estate 2015 (890mila ingressi senza controlli) “non può e non deve ripetersi, questo è il mio obiettivo politico dichiarato”. Il suo pensiero non lascia interpretazioni: “in Germania valgono le leggi del nostro Paese, per tutti e senza eccezioni” e quindi “le nostre leggi hanno priorità sul diritto tribale, sulle regole familiari e sulla sharia”. La tolleranza zero viene confermata dall’importante affermazione che “il velo integrato non è appropriato e andrebbe proibito ovunque possibile”. Il cambiamento di prospettiva va spiegato in vista della “campagna elettorale più difficile dalla riunificazione” e che potrebbe portare al quarto mandato da Cancelliere per Merkel. Gli obiettivi da centrare per sanare un “mondo in disordine” consisteranno in più solidarietà in Europa sulla redistribuzione dei migranti e nel rafforzamento della “competitività in Europa, specie dopo il fallimento del referendum in Italia”.

Silicon Valley contro il terrorismo: Con una dichiarazione congiunta, i nomi più importanti del variegato universo della Silicon Valley hanno dichiarato di aver “stretto un accordo per combattere l’estremismo in rete” e per fermare la radicalizzazione dei giovani sempre più suscettibili alla propaganda jihadista che corre sulla rete. Il fulcro dell’iniziativa a cui parteciperanno tutti i brand più in vista (Facebook, Twitter, Microsoft, Youtube) consiste nell’utilizzo di un algoritmo che giudichi i contenuti ritenuti pericolosi e li elimini dai vari canali di internet. Il modello dovrebbe basarsi sulla tecnologia PhotoDna, sistema elaborato da Microsoft e già utilizzato per la lotta alla pedopornografia. Sono al vaglio inoltre ulteriori soluzioni, come la rimozione da parte di Google di collegamenti a siti ritenuti fomentatori di odio e la creazione degli hashes, una sorta di impronte digitali dell’odio. L’idea alla base è di prevenire il problema ma l’Isis ha già dimostrato di sapersi adattare e trovare nuove vie. Inoltre la stessa idea di “prevenzione” apre dibattiti delicati che si intersecano con la censura, accusa che da tempo viene rivolta ai grandi colossi della Silicon Valley.

Economia e Finanza

Piazza Affari in rialzo: Come se non bastassero i continui colpi di scena della politica, anche la finanza non smette di stupire. Dopo aver schivato gli scenari apocalittici della vittoria del No Piazza Affari ha infatti guidato i rialzi in Europa, chiudendo la giornata con +4,15%. Si è trattato del risultato migliore dai giorni della Brexit, prestazione confermata anche dalla discesa dello spread, ora a 158 punti. Ancora protagonisti, questa volta in positivo, i titoli bancari, che hanno letteralmente trainato Piazza Affari grazie a rialzi per tutti gli istituti. A contribuire al cambio di tendenza sono state le ultime indiscrezioni sull’esistenza di soluzioni per le banche più in difficoltà, Mps in testa: la banca di Siena verrà infatti salvata perché qualora fallisse la soluzione di mercato su cui Renzi ha tanto puntato, subentrerebbe l’intervento statale che, al contrario degli ultimi casi, non richiederebbe sacrifici particolari agli altri istituti.

Istat: Il quadro che emerge dal rapporto sulle “Condizioni di vita e reddito” pubblicato dall’Istat non è un dipinto allegro, ma è la raffigurazione di un Paese in cui le diseguaglianze nella ricchezza appaiono sempre più preoccupanti. Sono infatti più di uno su quattro (il 28,9%) gli italiani a rischio di esclusione sociale e che hanno problemi con pagamenti pendenti o non riescono a nutrirsi in modo equilibrato. Andando nel dettaglio si nota come il fenomeno colpisca maggiormente i giovani (recentemente giudicati dal Censis come più poveri dei loro nonni), l’Italia Meridionale, con il rischio sempre più concreto che il Centro venga risucchiato nella spirale di povertà, le famiglie numerose e i monogenitori. A rendere ancora più aspra l’immagine sono i dati che riguardano gli altri, i ricchi: l’1% dei più facoltosi possiede infatti un quarto della ricchezza nazionale netta mentre il 20% della popolazione ha accesso solo all’8% del patrimonio dello Stato. L’Italia quindi si distingue in negativo rispetto alla media dei paesi Ocse, perché “non abbiamo strumenti universali di lotta alla povertà e salari bassi” e “abbiamo un sistema di reddito che redistribuisce meno di altri paesi”, ha fatto sapere l’ex ministro del Lavoro e presidente Istat Enrico Giovannini. Si spiega così l’alto numero di italiani che decidono di fuggire: nel 2015 oltre 100mila sono emigrati.

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