Le notizie del giorno. La strage dell’Airbus – Prescrizione, aumentano i tempi – 1,2 miliardi alla Grecia

Aereo precipitato 320Politica interna

 Riforma giustizia – La Camera approva in prima lettura il disegno di legge che riforma l’istituto della prescrizione aumentando i tempi per l’accertamento dei reati di corruzione (che, per svolgere il processo, arrivano fino a oltre 21 anni) e pedofilia. Il Nuovo centro destra prima annuncia il no alla riforma ma poi in Aula si astiene, provocando comunque una frattura nella maggioranza. Il ministro della Giustizia Andrea Orlando prova a calmare i malumori centristi annunciando possibili modifiche, ma in Senato, dove oggi approda il provvedimento, si prepara la bagarre: il Guardasigilli media perché a Montecitorio i 33 alfaniani non sono determinanti, ma i 36 di Palazzo Madama contano eccome.

Forza Italia – L’ennesimo strappo negli azzurri lo provoca in mattinata Gianfranco Chiarelli, fedelissimo fittiano e capogruppo di Fi in commissione Giustizia. Durante le dichiarazioni di voto sul ddl prescrizione, Chiarelli lancia una durissima critica nei confronti di Giovanni Toti e Mariarosaria Rossi, due del cerchio magico di Berlusconi. Informato dell’accaduto, l’ex Cavaliere silura immediatamente Chiarelli. Per Raffaele Fitto è una nuova buona occasione per parlare di “epurazione”, mentre scalda i motori per la rottura definitiva e la candidatura alle Regionali pugliesi contro il partito. Intanto, in vista delle consultazioni, il Carroccio tende di nuovo la mano a Forza Italia: i due leader si vedranno entro la fine della settimana.

Politica estera

 Francia – Un Airbus 320 di Germanwings, compagnia low cost di Lufthansa, in volo da Barcellona a Düsseldorf, si è schiantato ieri sulle Alpi della Provenza. L’aereo, che viaggiava a 11.500 metri di quota, è precitato con una picchiata durata 8 minuti, durante i quali non è stato dato alcun allarme. È ancora mistero sulle cause della tragedia, su cui probabilmente farà luce la scatola nera già ritrovata. Delle 150 persone a bordo (144 passeggeri più 6 membri dell’equipaggio) non si è salvato nessuno. I viaggiatori erano prevalentemente di nazionalità spagnola e tedesca: tra questi anche 16 liceali del Nord Reno-Vestfalia che tornavano da un viaggio di studio. La compagnia ha dovuto cancellare 30 voli perché gli equipaggi si sono rifiutati di decollare. Cordoglio e dolore per le famiglie delle vittime da Angela Merkel, Felipe VI e François Hollande.

Libia – Mentre nel Paese continuano scontri e attentati, il mediatore Onu Bernardino León rivela come nei suoi piani dovrebbe essere il governo di unità nazionale libico. L’idea è confermare il parlamento di Tobruk, quello eletto a giugno 2014, come organismo legislativo di tutti i libici. Poi ci saranno un presidente e due vice a formare un “Consiglio di Presidenza”, non affiliato ad alcun gruppo. Infine, per garantire la rappresentanza del parlamento di Tripoli, León ha accettato di creare un Consiglio di Stato, sull’esempio di quanto accade anche in altre democrazie. L’Onu ha confermato che l’Assemblea incaricata di redigere la nuova costituzione è già al lavoro.

Economia e Finanza

 

Grecia – Oggi il board del fondo salva-stati valuterà di restituire al Paese 1,2 miliardi per la ricapitalizzazione del settore bancario. L’ex Troika si dimostra pronta ad aprire il portafogli, mentre attende il piano di riforme che il premier Tsipras promette «entro lunedì». Senza gli aiuti che si discutono in questi giorni tra Atene, Berlino e Bruxelles, il Tesoro greco rischia di trovarsi a fine aprile (il 20 per la precisione) con un buco da 2 miliardi di euro e il governo di non poter gestire i pagamenti. Ecco perché Alexis Tsipras ha già cominciato a chiedere alle principali utility pubbliche di prestare denaro al governo tramite l’acquisto di titoli, che promette di ricomprare entro pochi mesi. La ripresa del dialogo tra Atene e la Ue è salutata con favore dal presidente dell’Eurogruppo Dijsselbloem che esprime «prudente soddisfazione».

Riforma popolari – Con 155 voti favorevoli e 92 contrari, il Senato dà il via libera definitivo alla riforma della governance targata Renzi-Padoan che impone agli 11 istituti che superano la soglia degli 8 miliardi di attivi di diventare società per azioni. L’unica concessione è stata il tetto anti-scalata al 5% (per 24 mesi). Mentre aspettano le regole che Bankitalia dovrà mettere a punto per regolamentare la trasformazione, le banche preparano le fusioni. Il decreto dà anche l’ok alla portabilità dei conti e agli incentivi per le piccole e medie imprese innovative.

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