Le notizie del giorno. Italicum, alta tensione nel Pd – Regionali, in Puglia e Veneto il centrodestra si fa in due – Crescita, Italia fanalino di coda

Le notizie del giorno. Italicum, alta tensione nel Pd – Regionali, in Puglia e Veneto il centrodestra si fa in due – Crescita, Italia fanalino di coda
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Politica interna
Italicum – Si alza la tensione all’interno del Partito Democratico sulla nuova legge elettorale. La minoranza, compreso il capogruppo alla Camera e leader di Area Riformista Roberto Speranza, chiede a Matteo Renzi di aprire alla possibilità di modificare il testo. Resta fermo nella sua posizione il premier: dopo mesi di dibattimenti non si può ricominciare da capo, dice, ora è il momento di decidere. Renzi è pronto ad affrontare la minoranza dem oggi in assemblea e a porre la questione di fiducia per blindare l’Italicum. Il presidente del Consiglio ha anche sottolineato che, se la legge non dovesse passare, non potrebbe che salire al Quirinale da Sergio Mattarella.
Le Regionali – Così come il Veneto, anche la Puglia si appresta ad avere due candidati di centrodestra che si sfideranno all’ultimo voto. Da un lato c’è l’ex sindaco di Lecce Adriana Poli Bortone, sostenuta dai berlusconiani di Forza Italia e dalla Lega; dall’altro Francesco Schittulli, candidato dei fittiani, di Ncd e di Fratelli d’Italia. Già, perché scaduto l’ultimatum di 24 ore e in assenza di un accordo su un candidato comune, il partito di Giorgia Meloni ha scelto di non appoggiare la rappresentante della sua stessa formazione politica. Ora il rischio è che la spaccatura interna a FI porti conseguenze anche in Campania e Veneto, dove già ci sono due candidati, ma nessuna lista Fitto. Per ora. Se sul fronte politico c’è maretta, le nuvole si diradano, almeno parzialmente, sull’orizzonte giudiziario di Silvio Berlusconi. Il Tribunale di Sorveglianza di Milano ha dichiarato estinta la pena per l’ex Cavaliere in merito alla vicenda Mediaset. Finisce l’interdizione dai pubblici uffici, ma il leader degli azzurri rimane ineleggibile fino al 2019 per effetto della legge Severino.
Politica estera
Turchia – «Condanno il Papa e desidero avvertirlo: spero che non commetta di nuovo un errore di questo tipo». Sono durissime le parole del presidente turco Recep Tayyp Erdogan nei confronti del pontefice. Non si placa la polemica tra Santa Sede e Turchia dopo che, tre giorni fa, papa Francesco aveva definito il massacro degli armeni del 1915-16 come il primo genocidio del XX secolo. Oggi però il Parlamento europeo si schiererà al fianco di Bergoglio, chiedendo che Ankara faccia finalmente i conti con il suo passato.
Egitto – La polizia egiziana avrà il diritto di espellere stranieri omosessuali e di impedire loro l’ingresso nel Paese dei Faraoni. È quanto ha stabilito la Corte amministrativa del Cairo respingendo il ricorso di uno studente libico contro il ministero dell’Interno che nel 2008 lo aveva espulso con l’accusa di omosessualità. Secondo quanto spiegato dal quotidiano Al Ahram, l’obiettivo è tutelare l’interesse pubblico, i valori religiosi e sociali e prevenire la diffusione del vizio e dell’immoralità. L’omosessualità in Egitto è perseguita ma non in quanto tale: spesso gli accusati vengono incriminati in base alle leggi che puniscono dissolutezza o corruzione della morale pubblica.
Economia e Finanza
Stime Fmi – L’Italia rimane sul binario della crescita, accelera un pochino ma resta comunque in fondo alla classifica dei Paesi dell’Eurozona. È quanto emerge dai dati pubblicati dal Fondo monetario internazionale in occasione degli incontri di primavera. Quest’anno, secondo le previsioni del Fmi, l’economia nazionale crescerà dello 0,5%, meno dello 0,7% stimato dal governo, per poi balzare all’1,1% nel 2016. Segnali positivi ma ancora deboli rispetto al resto dell’area euro, dove l’Italia rischia di essere superata da Cipro, oggi fanalino di coda. L’istituto guidato da Christine Lagarde rivede invece al ribasso le stime per la crescita di Stati Uniti e Paesi emergenti: ci sarà il sorpasso dell’India sulla Cina e la flessione di tutti gli altri Brics.
Conti e fisco – Secondo l’Ocse, nel 2014, l’anno del bonus da 80 euro, il cuneo fiscale in Italia è tornato a crescere dello 0,37%. Il peso delle imposte pagate da datore di lavoro e lavoratore che gravano sulla busta paga sale al 48,2%, uno dei più alti dei Paesi industrializzati. Per due terzi l’incremento deriva da addizionali locali. A farne le spese maggiori sono i single con retribuzione media e senza figli e le famiglie monoreddito con due figli.

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