Politica

 

Referendum: Il Sì potrebbe avere trovato un nuovo alleato in Giuliano Pisapia che nella giornata di ieri ha temporeggiato affermando di aspettare “la decisione della Consulta sull’Italicum prima di esprimermi sul referendum costituzionale”. Una frase che non chiude quindi la porta e si collega all’incontro a Roma in settembre con Zedda, Stefàno e Uras per discutere sulla possibilità di votare Sì nel caso sia modificato l’Italicum. Quest’argomento lega la sinistra di Pisapia a quella di Bersani e potrebbe essere un fattore importante nel gioco degli schieramenti. Intanto il fronte del No si salda sempre più attorno alla figura di D’Alema, che dovrebbe scrivere le ragioni del voto contrario insieme a Quagliarello. L’ex premier ha spiegato che la legge Renzi-Boschi è “una cattiva riforma” e ha escluso la possibilità che l’Italicum subisca modifiche prima del referendum. E sui suoi rapporti con il premier ha confessato che la rottura è arrivata dopo un comizio congiunto a Firenze seguito dalla dichiarazione di Renzi che tra i politici da rottamare vi fosse anche lui.       

 

Politica estera

 

Terremoto/Ue: Il progetto Casa Italia incontra le prime difficoltà. L’Ue sembrerebbe infatti incline a concedere flessibilità solo per spese a breve termine e non per interventi strutturali. Il premier Renzi ha replicato prontamente, dichiarando al Tg1 che “all’Europa diciamo che quello che ci serve lo prendiamo. Punto”. La replica del segretario Pd è stata secca e ha enfatizzato la determinazione a far partire il progetto. Determinazione che ha portato Renzi ad aprire un asse con tutte le opposizioni per lavorare in comune alla soluzione migliore per risolvere i problemi sismici dell’Italia. I partiti sembrerebbero aver risposto positivamente all’appello di Renzi, mentre la minoranza Pd potrebbe esser stata colta in contropiede, pronta a lanciare in pompa magna la campagna per il No ma frenata dalle ultime vicende. Renzi è consapevole di non dover “fare passi falsi” e “lasciare niente al caso”. Ecco perché ha annunciato in giornata la verificabilità online dei soldi della ricostruzione e la collaborazione stretta con l’Autorità anticorruzione.  

 

Siria: L’assalto allo Stato Islamico in Siria ha alimentato ulteriormente le tensioni tra Usa e Turchia. Motivo del recente scontro diplomatico sono stati i ripetuti bombardamenti della nazione guidata da Erdogan nelle zone battute dalla coalizione siriana che combatte i terroristi, che comprende soprattutto le milizie curde dell’Ypg. Il governo turco non ha nascosto le sue azioni e con le parole del ministro degli Esteri Cavusoglu ha avvisato che i curdi rischiano di scatenare una “pulizia etnica” e dovrebbero ritirarsi il prima possibile. Ecco così che Erdogan vorrebbe sfruttare il conflitto con l’Isis per arginare il problema della minoranza curda e dell’eventuale creazione di uno stato curdo ai confini con la Turchia. Gli Stati Uniti hanno provato a replicare per fermare le azioni turche, ma finora le parole sono rimaste inascoltate. Tanto da costringere Barack Obama a fissare un incontro privato a margine del G20 della prossima settimana, con l’intenzione di raffreddare gli animi già caldi dopo la questione del golpe di Güllen.    

 

Brasile: Durante un ultimo, energico discorso in Senato prima del voto di impeachment Dilma Roussef ha definito l’imminente votazione come “un altro golpe di Stato, senza armi e carrarmati, un golpe parlamentare”. L’erede di Lula è stata accusata di aver falsificato i conti pubblici, in un mandato che ha portato il Brasile a due anni di recessione e ha vanificato gli sforzi politici di Lula. Il discorso di Roussef (sospesa a maggio per 180 giorni in attesa della votazione del Senato) ha puntato molto sull’emozione ma sembra che non servirà a ribaltare l’esito di una decisione già presa, con la quota necessaria di 54 senatori su 80 già raggiunta. Se dovesse essere confermato l’impeachment Roussef verrebbe allontanata dalla politica per otto anni.    

 

Economia e Finanza

 

Crescita Italia: Si riaffacciano le ipotesi di un prolungato stop per la crescita dell’Italia, dopo i dati Istat pubblicati ieri che segnalano un calo della fiducia di imprese e consumatori ad agosto, rispettivamente a 99,4 punti e 109,2. Confesercenti ha quindi parlato di una “non fiducia quasi strutturale”, preoccupata da una stagione di saldi probabilmente sotto le aspettative. L’unica nota lieta potrebbe venire dal settore del turismo anche se dovranno essere verificati i dati. Ma non sarà sufficiente e secondo lo studio del centro di ricerca Ref la crescita zero si confermerà nel terzo e quarto trimestre del 2016, con un trascinamento nel 2017 che attesterebbe un Pil a +1% contro il +1,4% previsto dal governo.     

 

Mercati: Le Borse mondiali hanno vissuto gli ultimi giorni nell’attesa di chiarimenti sui rialzi dei tassi americani da parte della Fed. La misura è stata infatti quasi confermata dal discorso della presidente Yellen a Jackson Hole, ma rimangono ancora dubbi sulle tempistiche. Wall Street rimane comunque ottimista e cresce dello 0,66% con l’indice Dow Jones e dello 0,67% con S&P500. E’ andata bene anche Tokyo (+2,3%), mentre Piazza Affari ha guidato il trend delle Borse europee chiudendo in negativo e con il valore peggiore (-1,12%). Nel mercato valutario il dollaro continua a comportarsi bene, rimanendo sotto quota 1,12 rispetto all’euro. L’asta BoT del Tesoro ha infine registrato il tutto esaurito, con 6 miliardi collocati a fronte di una richiesta di 9,03.