Le notizie del giorno in pillole. Renzi, Italia Paese a un bivio – Mercati, torna l’incubo Grecia

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Politica interna 

Matteo Renzi – Nella conferenza stampa di fine anno il premier è ottimista, anche se non nasconde qualche preoccupazione: l’Italia è un Paese al bivio e la ripresa non passa solo attraverso Palazzo Chigi. Il presidente del Consiglio affronta diverse tematiche, primo fra tutti il Jobs act. Dopo le prime polemiche, precisa che “anche gli statali potranno essere licenziati, se ne occuperà il ddl Madia”. Renzi lancia anche la parola del 2015 che sarà “ritmo” per sottolineare la necessità e l’urgenza di cambiamento. Parlando dell’Italicum, il premier ha mostrato un facsimile di scheda elettorale che i cittadini potrebbero trovarsi di fronte se fosse approvato il nuovo sistema di voto. E a proposito della partita per il Colle, Renzi ha detto che non si avranno difficoltà a eleggere il nuovo capo dello Stato perché “non ci sono 200 franchi tiratori”. 

I partiti – Nessun commento di Silvio Berlusconi sulle parole di Renzi: l’ex Cavaliere vuole tenere Forza Italia il più lontano possibile dalle polemiche. Intanto, il leader degli azzurri prepara il faccia a faccia con il premier previsto subito dopo la Befana. L’importante è apporre il sigillo definitivo sull’ultima versione del patto del Nazareno prima che il Senato sia chiamato a dare il via libera all’Italicum. E nella partita del Quirinale ci saranno anche i 5 Stelle: ne è convinto Roberto Giachetti, “ambasciatore” Pd per i rapporti con il Movimento, che nei giorni scorsi ha avuto contatti con Luigi Di Maio. Secondo Giachetti, il M5S potrebbe presentare candidati propri ma non esclude affatto di valutare quelli presentati dai democratici. 

 Politica estera 

Barack Obama – In un’intervista alla Npr, la National public radio, il presidente degli Stati Uniti fa un bilancio di fine anno. Dopo il disgelo con Cuba, Obama non esclude la riapertura di un’ambasciata Usa a Teheran, che potrebbe avvenire persino entro la fine del suo mandato, cioè il 2016. Prima però, precisa Obama, l’Iran deve dare il suo contributo sul dossier atomico, nell’ambito del negoziato inaugurato oltre un anno fa. Tra i due Paesi si sta verificando una lenta ma visibile convergenza, non solo sul piano nucleare ma anche su quello della guerra all’Isis: Washington si trova nell’insolito ruolo di alleato di Teheran nella lotta per fermare l’avanzata del Califfato.   

Isis – Sondaggio choc sull’account Twitter dello Stato islamico di Raqqa: “Come uccidiamo il pilota giordano?”. In poche ore, arrivano undicimila risposte e nessuno ha dubbi sul fatto che il pilota vada ucciso. La sorte di Muath al Kasabeh, catturato dai miliziani il 24 dicembre, è appesa a un filo. Già sarebbero in corso i negoziati con i jihadisti: per riottenerlo, la Giordania dovrebbe scarcerare un gruppo appartenente ad Al Qaeda e sospendere i rais contro l’Is.

  Economia e Finanza 

Mercati – Dopo la fumata nera per l’elezione del capo dello Stato, la Grecia torna a spaventare i mercati per l’ipotesi di un successo di Syriza alle elezioni del 25 gennaio: la sinistra radicale anti-austerity guidata da Alexis Tsipras è in testa a tutti i sondaggi. Immediata la reazione delle Borse: in un primo momento Atene è arrivata a perdere fino all’11,5%, travolgendo praticamente tutte le altre Piazze. Ma poi, con il passare delle ore, il temuto effetto contagio è andato sfumando: la Borsa greca, a fine giornata, ha limitato le perdite al 3,91%, mentre Piazza Affari si è fermata a un -1,15%, restando comunque la peggiore in Europa e pagando pegno anche sul mercato dei titoli di Stato, con lo spread che risale a 143 punti base. Vari fattori hanno contenuto il panico dei mercati, tra cui le rassicurazioni dell’Fmi sugli aiuti all’economia greca. 

Crescita – Un pacchetto di misure a sostegno di piccole e medie imprese e di strumenti per stimolare sviluppo e investimenti stranieri: lo annuncia al Corriere il ministro dell’Economia Padoan, auspicando un varo entro gennaio. Si chiama “Investment compact” e mette sul tavolo diversi provvedimenti: misure fiscali a sostegno delle pmi, anche attraverso un rifinanziamento del Fondo di garanzia; misure di finanza per la crescita per consentire, anche a intermediari non bancari, di fornire credito alle imprese; misure per incentivare gli investimenti esteri superando il cosiddetto rischio regolatorio; misure a sostegno della cultura per attrarre finanziamenti privati.  

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