LE NOTIZIE DEL GIORNO. Il sangue degli italiani in libia – Retromarcia sulle rate dei mutui – Migranti, il muro della Polonia: non vi vogliamo in Europa

Politica interna

 

Verdini: il soccorso dei verdiniani ai candidati renziani alle amministrative aumenta il malessere all’interno del partito democratico, troppo ingombrante la figura dell’ex FI per accettare un suo impegno diretto alle primarie Dem della capitale. La sinistra del Pd denuncia il legame sempre più stretto tra il partito e Denis, ma il commissario di Roma Orfini interviene invitando Verdini a convincere la destra ad organizzare le sue primarie, se davvero ci tiene tanto; “le nostre sono off limits per chi non è di centrosinistra”, conclude. Il senatore Abrignani però conferma le sue parole a proposito di Giachetti, ribadendo la stima nei suoi confronti, ma esclude che il gruppo di Ala abbia  alcuna intenzione di partecipare alla battaglia elettorale né che Verdini abbia dato ai suoi indicazioni di voto. Ma Cuperlo chiede che Giachetti, ed anche Sala, che ha ricevuto l’endorsement di Verdini, dicano chiaramente che i voti di Ala sono da respingere.

Roma: Giorgia Meloni sarebbe ad un passo dalla candidatura a sindaco della Capitale. Il caos apertosi nel centrodestra dopo il dietrofront di Matteo Salvini su Guido Bertolaso sta spingendo la leader di Fratelli d’Italia a scendere in campo, nonostante sia alle prese con la prima gravidanza, una scelta estrema per evitare una convergenza sul nome di Alfio Marchini, che sin dall’inizio era il candidato preferito dalla Lega ed il cui nome verrebbe rilanciato qualora fosse dato il via libera alle primarie del centrodestra. Salvini è tornato alla carica anche ieri, sostenendo la possibilità di organizzare le primarie entro Pasqua, ed anche Berlusconi non sembra più essere totalmente contrario all’idea, come ha confermato ieri Altero Matteoli dopo l’incontro sulle alleanze fra Fi, Lega e FdI. Nessuna decisione è ancora stata presa, il leader leghista ha però dato il suo via libera alla candidatura Meloni: “Io la sosterrei”.        

 

 

Politica estera

 

Libia: due dei quattro ostaggi italiani sequestrati lo scorso luglio, mentre erano in viaggio dal confine tunisino verso l’impianto Eni di Mellita, a 60 chilometri da Tripoli, sono rimasti uccisi ieri durante un conflitto a fuoco fra milizie e jihadisti Isis. Secondo un testimone i due, tecnici del gruppo “Bonatti” di Parma, sarebbero stati usati dai terroristi come scudi umani; né il luogo in cui la sparatoria è avvenuta, né la sua dinamica sono ancora stati chiariti, la Farnesina ha per ora solo parzialmente confermato la notizia, perché le salme non sono ancora state recuperate. I servizi segreti italiani hanno confermato che gli altri due ostaggi sono ancora vivi, probabilmente nelle mani di una banda di predoni islamista. Scia di polemiche in Italia, dal Quirinale e da Palazzo Chigi dichiarazioni prudenti sulla missione militare che sta per partire in Libia sotto il comando dei nostri servizi segreti, Renzi esclude ogni accelerazione e fuga in avanti.

 

Immigrazione: il presidente del Consiglio europeo invita chiaramente i migranti economici, privi dei requisiti per ottenere l’asilo, a non venire in Europa, ignorando i suggerimenti e gli inviti dei trafficanti di uomini. La Grecia, come ogni altro Paese europeo, non sarà più un Paese di transito, e le norme di Schengen torneranno in vigore a novembre, ha proseguito Tusk, aggiungendo che i rimpatri degli irregolari in arrivo dalla Turchia e dalla Grecia aumenteranno. Anche Angela Merkel fa appello all’unità degli europei per fare fronte all’emergenza migranti e punta a trovare un accordo comune dei 28 Paesi dell’Ue entro il vertice previsto per il 17 e 18 marzo; la leader tedesca non vuole rinnegare la sua linea delle “porte aperte”, ma neppure intende perdere consensi in patria in vista delle prossime elezioni in tre lander dove la destra xenofoba sta salendo nei sondaggi.

 

 

Economia e Finanza

 

Mutui: dopo le polemiche scatenate dal M5S sul recepimento della direttiva Ue in tema di mutui, il Pd ha concordato con il governo una serie di modifiche al decreto. Saranno diciotto, e non sette, le rate non pagate necessarie a far scattare la procedura di vendita della casa del debitore inadempiente, anche in caso di surroga non vi sarà alcuna cessione “facile” dell’immobile. Il consumatore dovrà essere assistito da un esperto di sua fiducia ed il perito che effettuerà la valutazione dovrà essere indipendente e nominato dal Tribunale. Tutte queste norme non saranno retroattive ed anche la vendita forzata dovrà essere concordata tra le parti all’atto della stesura del contratto.  Ma i grillini non sembrano ancora accontentarsi e ieri Luigi Di Maio, nel corso di un incontro con il sottosegretario all’Economia Pier Paolo Baretta, ha chiesto lo stop immediato all’iter del ddl sui mutui.

 

Appalti: via libera al nuovo codice, tra le novità il no alle varianti in corso d’opera che gonfiano i costi delle grandi opere pubbliche e lo stop alle gare al massimo ribasso, che mettono a rischio la qualità dei lavori. Il consiglio dei ministri ha approvato ieri il decreto che riordina la disciplina in materia di contratti pubblici, servizi, forniture e concessioni e che contiene criteri di semplificazione e di snellimento delle norme. Il ministro Delrio ha sottolineato come il nuovo codice contenga solo 217 articoli, rispetto ai 600 del precedente, ed ha parlato di svolta per il sistema dei lavori pubblici italiani. Il nuovo codice si configura come una disciplina autoapplicativa, che non prevede regolamenti di esecuzione ed attuazione, e declina la programmazione e progettazione, oltre che le modalità di affidamento, dei lavori secondo criteri di trasparenza ed efficacia, correttezza, concorrenza e tempestività.

Go to TOP