LE NOTIZIE DEL GIORNO. Genova in ginocchio per lo stop dei trasporti. Indaga la magistratura. Berlusconi: non mi dimetto, devono cacciarmi. Renzi avverte Letta: il governo farà quel che dice il Pd

Politica interna

Genova – La città ha vissuto il quarto giorno consecutivo di completa paralisi del trasporto locale e la magistratura ha aperto un’indagine per interruzione di pubblico servizio. I rappresentati dei lavoratori Amt, che protestano per l’intenzione annunciata dalla giunta Doria di cedere quote dell’azienda ai privati, non hanno infatti trovato nessun accordo con Comune e Regione, nonostante una lunga riunione in Prefettura. E c’è il rischio che le proteste si allarghino ad altre realtà locali, viste le precarie condizioni finanziarie di altre municipalizzate e l’appoggio convinto del M5S alla mobilitazione: “Questa è una battaglia all’ultimo sangue, noi vogliamo il trasporto, l’acqua, il gas, la luce pubblici, loro vogliono svendere tutto, anche quello che non gli appartiene”, ha detto Beppe Grillo ieri in città in mezzo ai manifestanti.   
Silvio Berlusconi – Dopo il rifiuto del Presidente del Senato, Pietro Grasso, di cambiare la data del 27 novembre per il voto della decadenza da Senatore, Alfano ha chiesto che l’Aula possa votare prima la Legge di Stabilità, senza che il Governo ponga la fiducia, per passare poi al voto sulla decadenza. Pare che Letta stia ragionando su questa possibilità e intanto comincia a filtrare l’intenzione del Cavaliere di pronunciare al Senato un ultimo discorso “fortissimo” che “lasci il segno negli annali del Paese”, mentre dalle colonne de Il Mattino lo stesso Berlusconi tuona: “Non mi dimetto, mi caccino se hanno coraggio”. Ieri Angelino Alfano ha perorato le ragioni di Berlusconi durante una cena privata con Napolitano e Hollande, criticando l’applicazione “distorta” della legge Severino e “l’uso politico” che se ne sta facendo. Intanto, il neonato Nuovo Centrodestra ha eletto Maurizio Sacconi capogruppo al Senato.
Pd – In attesa delle primarie dell’8 dicembre, Matteo Renzi alza il tiro e si rivolge direttamente al Presidente del Consiglio: “Dal 9 dicembre si fanno le cose sul serio: il governo farà quel che dice il Pd altrimenti ci arrabbiamo”. Il sindaco ha ripetuto che in caso di vittoria non userà il partito per arrivare a Palazzo Chigi, anche perché questo governo può arrivare anche al 2018 purché faccia le riforme e smetta di giocare alle bandierine sull’Imu”. Renzi ha poi nuovamente attaccato il Ministro Cancellieri ma ha difeso il sindaco di Salerno De Luca, da qualche giorno indagato e per cui il M5S ha chiesto a gran voce le dimissioni: “Le dimissioni si chiedono ai condannati, non agli indagati”. Da parte sua Letta ha risposto a Renzi promettendo che “lavoreranno insieme” e dicendosi “più forte rispetto ai sette mesi passati”, anche perché “Berlusconi non è più un pericolo”.      

Politica estera

Ucraina – Dopo la scelta di Kiev di rinviare la firma dell’accordo di associazione con la Ue, frutto anche delle violente pressioni russe, dal carcere la leader dell’opposizione, Yulia Tymoshenko, ha parlato di colpo di stato, invitando i cittadini a scendere in piazza. Numerose manifestazioni si sono svolte in varie città, soprattutto nella parte occidentale del Paese, ma Putin ha ribaltato le accuse denunciando “le pressioni, il ricatto di Bruxelles” nei confronti dell’Ucraina.
Israele – Yitzhak Herzog ha vinto le primarie del partito laburista israeliano con il 58,5% dei voti. I laburisti hanno 15 deputati su 120 nella Knesset e rappresentano il maggior partito d’opposizione.

Economia e Finanza

Europa – Dall’assemblea di Federcasse il Premier Letta si è scagliato contro chi si comporta da “ayatollah del rigore” ricordando che “di troppo rigore l’Europa e le nostre imprese finiranno per morire”; nel pomeriggio è volato poi a Berlino per un convegno e ha difeso il suo operato: “L’Italia ha fatto i suoi compiti a casa e li ha fatti bene” e così “l’anno prossimo saremo l’unico Paese assieme alla Germania ad avere un deficit sotto al 3%”. Letta ha poi indicato alle autorità tedesche i prossimi comuni obiettivi in Europa: da un rapido completamento dell’unione bancaria per cui anche Draghi ha chiesto ieri un’accelerazione, “viceversa sarà difficile convincere i mercati che siamo uniti”, alla firma del patto commerciale con gli Stati Uniti. E ieri il Ministro Saccomanni ha incassato l’ok dell’Eurogruppo sull’impianto complessivo della Legge di Stabilità: “La nostra strategia complessiva è passata, un ulteriore test superato nell’ambito di queste nuove procedure più severe”, ha dichiarato il titolare del Tesoro.
Imu – Una bozza del decreto legge, in via di approvazione martedì prossimo, ha legato l’abolizione della seconda rata dell’Imu 2013 a una clausola di salvaguardia. Se cioè il Governo non dovesse reperire tramite tagli di spesa i circa 2,4 mld necessari, scatterebbe dal 2015 un aumento sulle accise del carburante, con un’aliquota ancora non specificata. I fondi saranno inoltre ottenuti dall’aumento al 128% dell’acconto Ires per banche e assicurazioni, dall’aumento al 101% dell’acconto Ires per le imprese e da un acconto del 100% sulle società che operano nel risparmio gestito.
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