LE NOTIZIE DEL GIORNO. Draghi-Merkel, duello sui tassi di interesse – Roma, Berlusconi non decide: caos amministrative

Politica interna

Roma: dopo l’apertura di qualcosa in più di uno spiraglio sulla possibilità di una candidatura unica, torna il caos nel centrodestra. Forza Italia appare sempre più spaccata, Giorgia Meloni apre la campagna elettorale al Pincio dicendo chiaramente “Noi non aspettiamo nessuno”, mentre Bertolaso conferma “Berlusconi mi ha chiesto il grande sacrificio di andare avanti”. L’ufficio di presidenza del partito si è chiuso senza nessun accordo, anzi con tensioni interne acuite, tanto da ipotizzare scissioni dopo le amministrative; ma Berlusconi non vuole ulteriori spaccature e punta ancora a mediare, anche se sono proprio i fedelissimi dell’ex premier a dire no ad ogni tentativo di riavvicinamento alla coppia Meloni – Salvini. Il leader della Lega spara a zero “Qui sono tutti matti. Mi avevano detto che la partita era chiusa, ma con Berlusconi non ci si può più fidare”.

Legittima difesa: rinvio sine die alla Camera, tra le proteste della Lega, per la nuova legge sulla legittima difesa. Punto di frizione lo stabilire fin dove si può spingere l’asticella dell’autodifesa, se la norma può indicare confini precisi per la vittima che si difende dal rapinatore e spara, o se l’ultima parola “spetta ai magistrati”, come sostiene la Pd Ferranti.  Secondo i leghisti, firmatari della prima proposta di legge del febbraio 2015, “legittima difesa è sempre”, ma nella maggioranza si litiga fra Pd e centristi, e questo ha portato alla richiesta di rinvio fatta da Ncd. Il ministro della Giustizia Orlando garantisce da New York che la quadratura del cerchio sarà trovata, anche se con un po’ di fatica supplementare, ma l’obiettivo pare veramente difficile, come testimonia il clima infuocato di ieri alla Camera. Intanto la Procura di Vicenza ha chiesto l’archiviazione per l’inchiesta su un benzinaio che, nel febbraio 2015, aveva sparato per difendere la commessa di una gioielleria uccidendo un bandito.

 

 

Politica estera

 

Brexit: con sempre maggiore enfasi, anche se in ordine sparso, le istituzioni mondiali ed i leader entrano nel dibattito sull’uscita di Londra dall’Unione Europea e lanciano il loro avvertimento sulle gravi conseguenze che ne potrebbero derivare. Germania, Stati Uniti, Cina, India, Canada, Banca Europea e Fondo Monetario Internazionale, da diverse prospettive e con diversi interessi in gioco tutti sembrano avere la stessa idea, cioè che l’isolamento non porterebbe benefici economici e di sicurezza alla Gran Bretagna, ma solo danni. Oggi nella capitale arriva Barack Obama, atteso sia dalla regina Elisabetta a Windsor che da Cameron a Downing Street. Le parole del presidente americano su Brexit sono prevedibili, secondo Obama il futuro di Londra è con e non contro l’Europa, ma gli euroscettici lo attendono con il fucile puntato, il sindaco Boris Johnson lo definisce “ipocrita” e considera  la sua come una “intromissione non gradita” nel terreno della sovranità decisionale britannica.

Caso Regeni: sei diverse fonti di Polizia e Intelligence del Cairo convincono la prestigiosa agenzia di stampa inglese Reuters a ritornare sul sequestro e la morte del ricercatore italiano, per concludere che si è trattato di un omicidio di Stato. Giulio venne infatti fermato la sera del 25 gennaio dalla Polizia  egiziana durante uno dei tanti rastrellamenti nella zona di Piazza Tahir, per poi essere consegnato agli interrogatori e alle torture ella Sicurezza Nazionale. Il Servizio segreto Interno. Le sei fonti, cui la Reuters garantisce l’anonimato, ricostruiscono una catena di eventi logicamente compatibile con le poche e lacunose risultanze investigative di due mesi e mezzo di indagini, ma naturalmente il portavoce del Ministero dell’Interno egiziano le ha subito smentite, escludendo qualsiasi coinvolgimento della Polizia o dell’Intelligence nella vicenda.

 

 

Economia e Finanza

 

Draghi: il presidente della Bce ha replicato duramente alle critiche tedesche rivolte sia alla politica monetaria del suo Istituto che direttamente alla sua figura. “Noi obbediamo alla legge, non ai politici” ha chiaramente detto Draghi, ribadendo che la Bce è indipendente e che il consiglio è stato unanime nel difendere “la postura appropriata della politica monetaria accomodante”. Secondo i Trattati europei, ha ricordato ancora il governatore, la Bce deve assicurare la stabilità dei prezzi nell’eurozona, non nella sola Germania. La scintilla alle aspre critiche arrivate da più parti erano state le dichiarazioni del ministro delle Finanze tedesco Schaeuble, che aveva accusato la Banca centrale di aver provocato, con la sua politica di bassi tassi d’interesse, il successo elettorale, al voto regionale tedesco, del partito anti-immigranti. Secondo Draghi una discussione “educata e vivace” è benvenuta, ma critiche che danno la percezione che l’indipendenza della banca centrale sia a rischio possono causare rinvii di investimenti. Anche Angela Merkel è intervenuta in difesa della Bce ma ha sostenuto che il dibattito in Germania “è legittimo”.

Pensioni: dopo il balzo delle pensioni di anzianità nel 2015 sono arrivati ieri altri dati amministrativi relativi ai trattamenti liquidati. Nel primo trimestre del 2016 sono state il 34,5% in meno le pensioni liquidate, rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente. Ancora più significativo il calo per le nuove pensioni anticipate, crollate del 46,1%. I due dati non sono però direttamente confrontabili, pur fotografando flussi di pensionamento condizionati dalla graduale entrata in vigore dei nuovi requisiti previsti dalla riforma del 2011. Altri dati, che segnalano ampi movimenti di flusso dei pensionamenti tipici degli anni successivi ad una riforma, confermano il peso relativo delle pensioni anticipate e confermano le differenze di reddito tra le diverse tipologie di assegni.

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