Le notizie del giorno. Caos Atene, Borsa e banche chiuse – Unioni civili, Renzi non cede

Atene file davanti a BancomatPolitica interna
 
Unioni civili – Il premier Matteo Renzi non intende fare marcia indietro sulla legge sulle unioni civili. Il recente Family Day non gli impedirà di rispettare la promessa fatta nel 2012 in occasione della sua candidatura a segretario del Pd. Tanto più che, assicura un ministro Pd citato dalCorriere della Sera, “il testo che si sta esaminando è iper-accettabile anche per molti cattolici”. Una maggioranza trasversale sembra insomma possibile. Quanto al timing, invece che a luglio, come da progetto originario, la legge dovrebbe passare al Senato a settembre. Sullo sfondo della posizione di Renzi, anche la storica sentenza della Corte suprema americana che ha dichiarato le nozze gay un diritto costituzionale e che è stata usata dalla minoranza dem per mettere in difficoltà il leader.
 
Campania – La presidente del Consiglio regionale della Campania, Rosetta D’Amelio, ha rinviato la prima seduta, prevista per questa mattina, dopo il decreto di sospensione del neogovernatore Vincenzo De Luca arrivato da Palazzo Chigi. Cambia quindi l’orientamento iniziale del pool di De Luca, cioè insediare oggi il Consiglio rinviando le nomine. Qualsiasi atto compiuto dal governatore sarebbe infatti nullo o annullabile. Oggi De Luca presenterà ricorso. Se questo non verrà accolto o l’insediamento dell’assemblea non avverrà entro il 13 luglio, un commissario riporterà la Campania al voto.
 
Piemonte – Lo spettro delle elezioni, oltre che sulla Campania, si agita anche sul Piemonte. Il presidente Sergio Chiamparino non vuole restare impantanato nell’inchiesta firme false che ha investito il Pd pochi mesi dopo il voto dello scorso maggio. Se dopo l’udienza del 9 luglio, che vedrà il Tar del Piemonte riunito per la terza volta, la situazione non si chiarirà, il governatore potrebbe lasciare e ricandidarsi alla guida di una “coalizione istituzionale”. Oggetto dei due procedimenti aperti a luglio 2014 dopo un esposto alla Procura di Torino e un ricorso al Tar del Piemonte, entrambi a firma leghista, è la regolarità delle firme a sostegno delle liste Pd del capoluogo e di Cuneo e del listino regionale che garantisce il premio di maggioranza e l’elezione del presidente. Di nuovo una questione di firme, quindi, tecnicamente diversa da quella che ha posto fine alla precedente presidenza di Roberto Cota, ma il cui risultato rischia di essere lo stesso, anche se forse in tempi più brevi.
 
Politica estera
 
Terrorismo – L’Isis colpirà ancora nei resort della Tunisia. È questo l’allarme che gli 007 inglesi, che ora temono attentati anche nel loro territorio, hanno lanciato dopo l’attacco che i seguaci del Califfato hanno sferrato in Tunisia, Francia, Kuwait e Somalia venerdì scorso. E mentre l’assassino di Lione rilascia una confessione poco chiara, l’Italia rafforza le misure per difendere le coste adriatiche: la paura è per gli sbarchi dal Kosovo e per gli infiltrati dalla Grecia. Il piano che sarebbe scaduto domani è stato subito rifinanziato dal Consiglio dei ministri, per permettere ai militari di presidiare gli obiettivi sensibili almeno per altri sei mesi. Di più: il ministro della Difesa Roberta Pinotti mira a rendere stabile la loro presenza.
 
Turchia – Per la prima volta nei 13 anni in cui si è svolto, il Gay Pride turco è sfociato in incidenti. Cannoni ad acqua, gas lacrimogeni e proiettili di gomma sono stati usati come a Gezi Park due anni fa per fermare una parata pacifica ma non autorizzata, perché quest’anno coincidente con il Ramadan. Dietro le cariche di Istanbul, però, sembrerebbe esserci anche una motivazione politica. Sono stati infatti proprio gli omosessuali, insieme alle donne e alle minoranze, a contribuire al primo ingresso in Parlamento del partito curdo alle ultime elezioni generali, le stesse che hanno visto arretrare i conservatori islamici del presidente Erdogan di nove punti percentuali.       
 
Economia e Finanza
 
Emergenza Grecia – Per una settimana la Borsa e le banche greche resteranno chiuse e saranno posti limiti a bonifici, assegni e prelievi. L’annuncio del premier Alexis Tsipras è arrivato dopo la decisione della Bce di non concedere ulteriore liquidità. Una decisione dettata dal referendum sulla proposta dei creditori indetto a sorpresa sabato scorso. Dalle pagine di Repubblica, il ministro delle Finanze greco Yanis Varoufakis difende le ragioni della consultazione popolare – “non abbiamo potuto né accettare né rifiutare la proposta dell’Eurogruppo” – e si appella ai capi di governo, in particolare alla cancelliera tedesca Angela Merkel, perché scongiurino il disastro. Intanto il presidente della Bce Mario Draghi assicura l’impegno ad aiutare le economie fragili. Ad altissimi livelli, dal presidente Usa Obama alla direttrice dell’Fmi Lagarde e alla stessa Merkel, arrivano poi forti pressioni per riaprire il dialogo con Atene. Tra le nuove proposte, una clausola che consente di sostituire i tagli sulle pensioni, un ridimensionamento dell’aumento dell’Iva e misure per il rilancio dell’occupazione.
 
I rischi per l’Italia – Un invito a Tsipras a risedersi al tavolo del negoziato è arrivato anche da Francia e Italia, che in caso di insolvenza da parte della Grecia perderebbero circa 40 miliardi ciascuna. In un’intervista al Corriere della Sera, il ministro dell’Economia Pier Carlo Padoan assicura comunque che il nostro Paese non è a rischio speculazione: con una vendita più intensa di titoli italiani interverrebbe infatti il Quantitative Easing, mentre in caso estremo si potrebbe usare l’Omt con l’acquisto illimitato di bond. Nel caso più generale di un attacco all’euro, aggiunge il ministro, la Bce ha le armi per difendere l’Eurozona.  
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