Le notizie del giorno. Bagnoli, la sfida di Renzi – Banche, via libera ai rimborsi

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Politica interna

Bagnoli: Matteo Renzi è stato ieri in visita a Napoli per un vertice sul rilancio dell’area di Bagnoli, a cui il governo ha destinato 272 milioni per un’opera di bonifica che si dovrebbe concludere in tre anni. Il sindaco del capoluogo ha accolto con gelo il presidente del consiglio e non ha voluto prendere parte alla “cabina di regia” sul recupero dell’area ex industriale. Nella città ha sfilato un corteo, cui hanno partecipato anche due assessori della giunta De Magistris, degenerato poi in incidenti e scontri con le forze dell’ordine, fra lanci di pietre e lacrimogeni. Renzi non arretra davanti alle proteste e replica “siamo più forti delle minacce e più decisi degli insulti” e conferma il via libera a quella che sarà “la più grande opera di recupero ambientale della storia italiana”.

Inchiesta petroli: gli atti dell’inchiesta della Procura di Potenza su Tempa Rossa rivelano le guerre interne al governo e delineano il ruolo del ministro per lo sviluppo economico Guidi, che da una parte si muove per agevolare le aziende del compagno, ma contemporaneamente si lamenta delle pressioni che deve subire dai colleghi. In alcune sfuriate la Guidi si scaglia contro il suo vice De Vincenti e contro il sottosegretario alla presidenza Lotti, e giunge a criticare la scelta di Padoan come ministro dell’economia; un direttore della Ragioneria generale dello Stato promette a Gianluca Gemelli di recuperare foto del ministro Delrio insieme a mafiosi. Previsto per oggi l’interrogatorio dell’ex ministro, mentre la mozione di sfiducia delle opposizioni al governo sul caso Eni-Basilicata verrà discussa il 19 aprile, dopo il referendum.  

Politica estera

Primarie Usa: dopo il voto di martedì nel Wisconsin le primarie più incerte degli ultimi quarant’anni sono diventate ancora più contese. Tra i repubblicani la netta vittoria di Cruz rende molto probabile una “brokered Convention”, ossia senza un candidato sicuro, quando il Great Old Party si riunirà a Cleveland in luglio; Cruz ha quasi doppiato Trump, reduce da una settimana disastrosa nella quale ha infilato una gaffe dietro l’altra. Anche tra i democratici la situazione si è complicata, il successo di Sanders ha quanto meno alimentato la sua speranza di costringere Hillary Clinton ad una sfida incerta nel congresso che il partito terrà, sempre a luglio, a Philadelphia; Bernie punta a negare a Hillary la maggioranza assoluta senza l’aiuto dei 400 superdelegati, i non eletti che finora si sono schierati con la Clinton.

Panama papers: nelle carte dello studio panamense Mossack Fonseca, specializzato nella creazione di società nei paradisi fiscali, compaiono i nomi di otto parenti di politici cinesi che fanno, o hanno fatto parte del Comitato permanente, l’organo direttivo del Partito. Fra di loro ci sono un nipote di Mao, l’imprenditore edile cognato del presidente Xi Jinping, una figlia di Li Peng, premier degli anni ’90 che guidò la repressione contro i manifestanti di Piazza Tiananmen, ed altri personaggi della passata storia politica della Cina. Il regime, per evitare un terremoto politico, sta oscurando su Internet le notizie sull’inchiesta dell’International Consortium of Investigative Journalist.      

Economia e Finanza

Banche: con il voto definitivo del Senato da ieri è legge il decreto sulle banche. Punto centrale del provvedimento è la riforma del credito cooperativo, che dovrà essere completata con la regolamentazione attuativa affidata alla Banca d’Italia. Inoltre sono stati fissati i criteri per cartolarizzare, con garanzia pubblica, i crediti deteriorati. Il ministro Padoan ha spiegato che le riforme del governo “tendono a rafforzare il sistema del credito e a lasciare alle spalle l’eredità dolorosa di tre anni di recessione”. 

Sanità: la sanità italiana è malata, ferita dalla corruzione che brucia ogni anno 6 miliardi di euro, mandando in fumo miliardi di fondi pubblici, riducendo le risorse, portando al taglio dei reparti ospedalieri e dei servizi al malato. Accade così che anche i pazienti diventino corruttori, portando mazzette per essere visitati e curati in tempi utili; secondo il sottosegretario all’istruzione Farone sono due milioni gli italiano che si sono ritrovati a dare bustarelle per aggirare tempi d’attesa infiniti e riduzione delle prestazioni. A fotografare questa situazione di malcostume dilagante è lo studio di Transparency international Italia, di Censis, Ispe e Rissc. Numeri e tabelle raccontano come “la sanità italiana sia terreno di scorribande da parte di delinquenti di ogni risma, per l’enorme giro di affari che ha intorno”, ha commentato il presidente dell’Autorità nazionale anti-corruzione Raffaele Cantone.

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