LE NOTIZIE DEL GIORNO. Atene affonda le Borse, Junker invita i greci a votare sì – De Luca, doppio ricorso per resistere alla Consulta

Politica interna
 
Riforma costituzionale – Per rispettare i tempi voluti da Matteo Renzi, il governo dovrà trovare una mediazione con la minoranza del Pd entro questa settimana. Al compromesso lavorano Anna Finocchiaro, Maria Elena Boschi e Gaetano Quagliariello. Unica soluzione possibile: dare al Senato una forma elettiva. La strada che tenta l’esecutivo è simile a quella usata per la riforma della scuola: modifiche mirate per ridurre i voti contrari. Solo che, in questo caso, la partita si annuncia molto più complicata e lo strappo un’ipotesi concreta. E in gioco, come ha sottolineato Renzi, c’è anche il partito stesso e il suo futuro: il premier è pronto a una riorganizzazione e alla creazione di una nuova classe dirigente.
 
Il caso Campania – Con la dimensione politica in stallo (primo consiglio regionale saltato tra le proteste di M5S e Forza Italia), tutta l’attenzione si concentra sulla dimensione giudiziaria. Ieri i legali di Vincenzo De Luca hanno presentato il ricorso con cui il neoeletto presidente della Regione si gioca la possibilità di governare per i prossimi 5 anni. L’appello presentato ieri solleva questioni di legittimità costituzionale sulla legge Severino. Il limite per insediare il Consiglio è il 13 luglio: se una decisione non arriverà entro tale data, si fa concreto il rischio di commissariamento.
 
 
Politica estera
 
Ucraina – Il presidente Petro Poroshenko, intervistato dal Corriere della Sera, racconta la difficile situazione nella zona di guerra al confine con la Russia. Putin «sta continuando a mandare truppe, armi e finanziamenti ai terroristi del Donbass», infischiandosene degli accordi di Minsk. Il presidente ucraino è pronto al dialogo ma chiede agli Usa armi pesanti per difendere il suo Paese dall’aggressione russa, un pericolo che riguarda tutta l’Europa. Poroshenko si rivolge anche all’Unione per chiedere che non vengano sospese le sanzioni economiche fino a che la Russia non si deciderà a rispettare i patti.
 
Egitto – Il procuratore generale Hisham Barakat, figura chiave dei processi contro i Fratelli musulmani, è stato ucciso al Cairo in un attentato rivendicato da una cellula vicina agli islamisti. Un’autobomba, probabilmente comandata a distanza, è esplosa al passaggio dell’autovettura del magistrato che si stava dirigendo in ufficio. L’atto terroristico cade alla vigilia del secondo anniversario della rivoluzione del 30 giugno 2013 che destituì l’allora presidente Mohamed Morsi, espressione della Fratellanza.
 
 
Economia e Finanza
 
Grecia – Lunedì nero per le Borse dopo l’annuncio nel weekend del referendum greco e dopo l’interruzione delle trattative con i creditori. I listini europei bruciano 287 miliardi di capitalizzazione e Milano, la peggiore del Vecchio Continente, chiude a -5,17%. Con i negoziati in stallo, Atene si avvia al referendum di domenica prossima tenendo con il fiato sospeso tutto il mondo. Da Juncker alla Merkel, da Renzi a Schultz, da Hollande a Rajoy, tutti hanno sottolineato come il vero quesito riguardi la volontà dei greci di restare nella moneta unica. Qualunque sarà il risultato, il fatto certo è che, a partire dalla mezzanotte di oggi, la Grecia si troverà in default (ieri il governo ha confermato che non rimborserà la rata da 1,6 miliardi all’Fmi) e il programma europeo di aiuti sarà definitivamente scaduto. Difficile quindi che, in caso di esito negativo, Atene abbia il tempo di negoziare un nuovo accordo, con le casse vuote e con nuovi debiti in scadenza.
 
Matteo Renzi – In una lunga intervista a Il Sole 24 Ore, il premier fotografa la situazione dell’Italia e dell’Europa, con un occhio alla crisi greca. «Il percorso iniziato di riforme strutturali, l’economia che torna a crescere e l’ombrello della Bce ci mettono al riparo dal rischio contagio in caso di default di Atene», dice Renzi. Il presidente del Consiglio parla anche della crisi delle costruzioni, un settore ancora fermo che ha bisogno di essere rilanciato: il primo passo sarà sbloccare 20 miliardi di cantieri nei prossimi 18 mesi, ma per concretizzare la ripartenza servono anche permessi rapidi e credito alle piccole imprese. Anche sulla questione tasse il premier è ottimista: «Nel 2016 scommetto su una ulteriore riduzione del carico fiscale».
Go to TOP