parlamento votazioni
Politica interna
 
Legge anticorruzione – A oltre due anni dalla sua presentazione, è previsto per oggi al Senato il voto finale sul disegno di legge anticorruzione. Tra le altre cose, il provvedimento reintroduce il reato di pericolo anche per il falso in bilancio delle società non quotate. Dopo la consultazione con la Rete, il Movimento Cinque Stelle ha deciso che voterà no, anche se la decisione non mette tutti d’accordo. A proposito dell’ultima inchiesta in materia di corruzione, quella per le presunte tangenti a Ischia, l’ex premier Massimo D’Alema, il cui nome è stato inserito dai magistrati nell’ordine di arresto, in un’intervista al Corriere della Sera si definisce «indignato e offeso» per la decisione dei giudici e aggiunge che il Csm dovrebbe vigilare di più sul loro operato.
 
Dopo Lupi – Sarà ufficializzato al massimo venerdì, ma il nome del nuovo ministro delle Infrastrutture c’è già: è quello di Graziano Delrio, attuale sottosegretario a palazzo Chigi e fedelissimo di Matteo Renzi. Resta ancora da definire chi prenderà il suo posto: si va dal ministro Boschi a Lotti e Guerini, ma l’impressione è che il premier opterà per un nome diverso. Per la legge della compensazione, rimane da stabilire anche cosa toccherà al Ncd: è probabile che al partito di Alfano vada il ministero degli Affari Regionali per il quale i vertici avevano pensato a Gaetano Quagliariello. Ma l’incontro di ieri con Renzi ha scombinato i loro piani: il premier ha chiesto di fare il nome di una donna.
 
Il centrodestra – Un altro pezzo di Forza Italia se ne va e dice addio a Silvio Berlusconi. Questa volta si tratta dell’ex coordinatore ed ex ministro della Cultura Sandro Bondi e della sua compagna, la senatrice Manuela Repetti. L’addio era già stato preannunciato all’inizio di marzo e poi congelato dopo un incontro ad Arcore con l’ex Cavaliere. Ieri, il leader azzurro è rientrato a Roma per sedare la rivolta della vecchia guardia del partito e per chiudere il discorso con Salvini sulle Regionali. Diverse voci raccontano dell’incontro tra i due che sarebbe avvenuto tra domenica e lunedì e il cui risultato sarebbe questo: FI sosterebbe Zaia in Veneto, il Carroccio andrebbe da solo in Toscana e farebbe un passo indietro in Liguria, dove Berlusconi sarebbe pronto a schierare Giovanni Toti.
 
 
Politica estera
 
Svizzera – Ancora 24 ore di tempo ai negoziatori riuniti a Losanna per redigere una dichiarazione comune sul nucleare iraniano. Il prolungamento delle trattative testimonia i progressi compiuti, dando tempo fino a giugno per trasformarli in accordo. Continua anche l’opposizione ferma di Israele, che ritiene l’intesa come il via libera per gli ayatollah di Teheran alla costruzione dell’atomica e come ulteriore minaccia alla sua sicurezza nazionale.
 
Turchia – È morto il magistrato preso in ostaggio per 8 ore in Tribunale a Istanbul da un gruppo marxista leninista. Dopo il fallimento di una lunga trattiva, le forze speciali della polizia hanno fatto irruzione nel palazzo per liberare il pm. Nella sparatoria però il giudice è rimasto ferito ed è successivamente deceduto in ospedale. Mehmet Selim Kiraz era uno dei magistrati più famosi del Paese, titolare dell’inchiesta sulla morte di un quindicenne durante gli scontri a Gezi Park. Ieri la Turchia è rimasta paralizzata da un gigantesco blackout, che ha provocato l’interruzione della circolazione di tram e metro e il blocco dell’attività di molte aziende. Il premier ha paventato l’ipotesi che si sia trattato di un atto terroristico.
 
Nigeria – Muhammadu Buhari, ex dittatore, musulmano e convinto sostenitore della sharia, ha stravinto le elezioni presidenziali. Un risultato di portata storica perché, dall’avvento della democrazia nel 1999, aveva vinto sempre e solo il Pdp, il partito dello sconfitto Goodluck Jonathan. Ora resta da vedere se il neo eletto sarà in grado di riportare l’ordine nel Paese e rispettare le promesse, a cominciare dalla lotta a Boko Haram, indebolitosi nelle ultime settimane ma ancora forte.
 
 
Economia e Finanza
 
Mercato del lavoro – Nel mese di febbraio torna a salire la disoccupazione che si attesta al 12,7%. I più colpiti sono i giovani nella fascia di età compresa tra i 15 e i 24 anni: secondo l’Istat in un mese sono andati persi 44mila posti di lavoro, portando così la percentuale dei senza occupazione al 42,6%. Altra categoria fortemente danneggiata è quella delle donne: la componente femminile della forza lavoro ha perso 42mila unità rispetto a gennaio. Nel frattempo, il governo prepara il Documento di economia e finanza: la flessibilità Ue sul piano riforme vale 6-7 miliardi.
 
Caso Rai Way – L’Antitrust chiude l’istruttoria su Ei Towers: no all’offerta del Biscione perché il nuovo soggetto, creato dall’Opas della controllata Mediaset, avrebbe dominato sulle antenne televisive, scrive l’Autorità, compromettendo la concorrenza anche per ascolti e spot. A questo punto, Ei Towers avrà un mese di tempo per abbozzare una difesa ma dovrà essere davvero molto convincente per scalfire la posizione granitica dell’Antitrust.