LE NOTIZIE DEL GIORNO. Al vertice europeo il piano italiano sulle banche in crisi – Tensione in Usa, più di duecento arresti

Politica Interna

Referendum: Si fa in salita la strada per lo spacchettamento del quesito referendario (si parla di tre o cinque pacchetti). I problemi nascono dalle tempistiche e dall’incognita per una richiesta inedita. Venerdì 15 luglio è l’ultimo giorno utile per presentare la richiesta di spacchettamento alla Cassazione. Non dovrebbero esserci particolari problemi a raccogliere i voti, le preoccupazioni arriverebbero però dalle decisioni di Cassazione e Consulta. Se infatti le firme raccolte appartenessero agli stessi parlamentari che hanno presentato la prima domanda (quella a quesito unico, già accettata) ci si troverebbe davanti a un caso senza precedenti e davanti al quale non si sa come potrebbe pronunciarsi la Cassazione. Nonostante un lavoro rapido da parte di quest’ultima, la risposta dovrebbe arrivare entro agosto. La palla poi passerebbe alla Corte Costituzionale, che esaminerebbe la richiesta e esprimerebbe un parere in autunno. Le cose potrebbero cambiare ulteriormente se le firme fossero di parlamentari diversi rispetto a quelli del primo quesito, ma a questo punto si dovrebbe aprire una nuova partita di trattative per Renzi.

Riforme: La maggioranza pronta alla sfida sulla tenuta, in vista delle battaglie autunnali. Mercoledì in Senato si terrà infatti la votazione sugli enti locali. Il voto richiede, secondo la Costituzione, il raggiungimento della maggioranza assoluta (161 voti per il Senato), con Renzi che dovrebbe teoricamente contare 182 voti a favore. Ma dopo i malumori centristi di Ap e Ala in seguito all’inchiesta Labirinto e alle minacce ai piccoli partiti da parte dell’Italicum, le certezze rimangono fragili. Il premier ha però incontrato Alfano e gli ha assicurato il suo supporto sul caso Labirinto, facendo apparentemente rientrare l’allarme. L’obiettivo di Renzi sarebbe quello di riuscire a superare i 161 voti senza l’aiuto di Ala, dando così una prova di forza che rinvigorirebbe la maggioranza.

Politica Estera

Stati Uniti: La tensione rimane a massimi livelli in Usa dopo le vicende degli ultimi giorni che hanno visto la morte di cinque poliziotti a causa dell’attacco del fanatico Micah Johnson. Nella giornata di ieri, durante una manifestazione a St. Paul, Minnesota ci sono stati violenti scontri con lancio di oggetti da parte dei manifestanti contro le forze dell’ordine e un bilancio di cinque feriti. Un ‘altra manifestazione a Baton Rouge, Louisiana, si è conclusa con più di 100 arresti compreso quello di DeRay Mckesson, leader del movimento Black Lives Matter. Il presidente Obama ha condannato chi si scaglia contro la polizia, invocando però allo stesso tempo il rispetto per le frustrazioni delle comunità. Un problema che si fa sentire anche a Dallas, luogo della strage di giovedì, dove esiste una forte distanza tra le comunità più povere e i quartieri residenziali. Domani Obama terrà a Dallas un discorso durante la cerimonia interreligiosa in onore degli agenti uccisi.   

Giappone: Il premier Shinzo Abe conferma e rinforza la propria maggioranza nel nuovo turno di elezioni. L’obiettivo di Abe era di ottenere una super-maggioranza per poter aver più spazio di manovra. Il leader dei liberaldemocratici continuerà con la dottrina dell’Abenomics puntando su politica monetaria, stimolo di bilancio e riforme strutturali. Le promesse che lo hanno condotto alla conferma parlano di un aumento del Pil da 500 trilioni di yen a 600 (quasi 6 mila miliardi di dollari). Abe ha promesso inoltre una manovra da 99 miliardi di investimenti pubblici, nonostante il paese abbia un grave problema di debito pubblico. Con un’ampia maggioranza Abe potrebbe inoltre puntare a una profonda riforma della costituzione, cancellando l’impronta pacifista che la contraddistingue dal 1947. Le intenzioni di Abe sono mosse dal suo forte spirito nazionalista ma i cittadini non sembrano a favore di una tale riforma.

M5S: Si apre un contenzioso diplomatico tra il Movimento Cinque Stelle e il governo di Israele. Non sarebbero stati concessi infatti i permessi per la visita da parte della delegazione M5S a Gaza. La notifica è stata inviata prima della partenza del gruppo italiana ma nonostante questo i rappresentanti del Movimento hanno lasciato in agenda l’impegno. Secondo l’ambasciata israeliana in Italia il divieto è legato a motivi di sicurezza. Il vicepresidente della camera Di Maio si dice dispiaciuto per non aver potuto fare visita a Gaza e vedere così come sono stati spesi i soldi della cooperazione internazionale forniti dai cittadini. Più duro Manlio di Stefano che ha definito “grave che Israele non permetta di entrare a osservatori come noi”.

Economia e Finanza

Banche: In programma per oggi un incontro dell’Eurogruppo e dell’Ecofin, con i ministri dell’Economia degli stati Ue in riunione. Nonostante il tema ufficiale siano Brexit e sue conseguenze, sarà la sede ideale per continuare le trattative in tema di salvataggio banche, con particolare interesse a Monte dei Paschi. Renzi punta a strappare la sospensione temporanea delle direttive europee, così da poter avviare un piano di aiuto statale verso Mps e le banche che ne avranno bisogno. Ma il premier italiano vorrebbe anche trovare un modo per limitare il burden sharing, la condivisione dei costi in caso di risoluzione, evitando il sacrificio ai possessori di bond subordinati e agli investitori istituzionali. Nel mondo politico si alza intanto la tensione, con il blog di Grillo che annuncia che un fallimento di Mps darebbe inizio a una crisi finanziaria globale. I vertici di Mps punterebbero ad andare oltre alle richieste della Bce di smaltimento di 10 miliardi di sofferenze in tre anni. Le opzioni rimangono o l’acquisto delle sofferenze da parte del fondo Atlante o la creazione di una bad bank che gestirebbe i crediti deteriorati. Renzi rimane fiducioso e conferma di avere “il pieno supporto dei partner europei”.

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