LE NOTIZIE DEL GIORNO. Aborto, il perdono del Papa. Svolta della Chiesa: i preti potranno assolvere donne e medici – Referendum, scontro Renzi-Grillo

Politica interna

Referendum: Nell’ultimo videomessaggio di Matteo Renzi è ricomparsa la bandiera europea, tolta negli ultimi appelli telematici e fonte di polemiche. La scelta del premier, che ha specificato il desiderio di vederla sventolare sempre a patto che l’Ue cambi, è stata letta come una mossa per recuperare il favore dei moderati (soprattutto in orbita centrodestra), cittadini che potrebbero determinare il risultato finale del referendum. Ecco perché anche il ministro Boschi ha lanciato l’appello ai militanti del Sì per essere “educatamente molesti per convincere gli indecisi a votare la riforma”. Al segretario Pd ha risposto direttamente Beppe Grillo che, invitato per l’ennesima volta da Renzi a un confronto in tv, ha attaccato duramente il fronte del Sì definendo “serial killer, persone che vogliono attentare alla vita dei nostri figli tra 20 anni” tutti i politici a favore della riforma. Secondo Renzi l’attacco feroce di Grillo è dovuto alle difficoltà del M5S per il caso di Palermo, mentre Di Battista (M5S) ha fatto notare che il premier ha giustificato “le parole mafiose di De Luca”. Dalla Lega Matteo Salvini ha cercato di stemperare i toni (“se dovesse vincere il Sì riconoscerò il risultato”), avvertendo però sulla possibilità di brogli nel voto estero. Dall’estero nel frattempo è arrivata la preoccupazione sul Financial Times che la vittoria del No potrebbe spingere l’Italia fuori dall’euro, opinione del giornalista Wolfgang Munchau, famoso per le bordate a Mario Monti sempre dalle colonne del giornale di economia.

Giorgio Napolitano: Nonostante abbia ribadito il suo Sì al referendum, Giorgio Napolitano ha descritto il confronto dell’ultimo periodo tra le parti politiche “una sfida largamente aberrante”. Il presidente emerito ha inoltre ricordato che “qui non siamo a giudicare Renzi” e che la riforma dovrà essere valutata nei contenuti. A riguardo Napolitano rimane convinto che la Costituzione italiana “resta la più bella del mondo, ma nella sua prima parte”, mentre la seconda presenta punti deboli soprattutto per quanto riguarda il “pasticcio del bicameralismo paritario”. Il senatore a vita ha consigliato di fare attenzione ai rischi di crisi finanziaria, tra cui il famoso spread che portò all’uscita di Berlusconi durante la presidenza di Napolitano. Il suo pensiero è comunque che la riforma costituzionale “consente al Paese di fare un grosso passo in avanti rispetto a ciò che non ha funzionato negli ultimi anni”. Il giudizio su Donald Trump è incerto: “in campagna elettorale ha detto cose aberranti”, ma la sua interpretazione del ruolo di presidente è ancora difficile da prevedere.

Politica estera

Francia: Francois Fillon, il vincitore temporaneo delle primarie dei conservatori, potrebbe iscriversi al partito sempre più ampio a favore della Russia e riconsiderare le sanzioni imposte alla nazione guidata da Putin. Fillon sarebbe infatti grande amico di Vladimir Putin, sin dai tempi in cui si conobbero nel 2008 quando entrambi erano primo ministro dei rispettivi paesi. Secondo Fillon la scelta di un riavvicinamento alla Russia porterebbe la Francia a trovare un nuovo alleato nella lotta allo jihadismo e permetterebbe di aumentare l’indipendenza dagli Usa. Nonostante la sua simpatia verso Mosca, l’ex premier francese si è dimostrato molto pragmatico affermando che “si sa che la Russia non è una democrazia” ma che comunque una politica fatta di sanzioni e di imposizione del modello democratico non serve a nulla in questo contesto. Valutazione simile sul governo in Siria, per cui Fillon non ha alcuna simpatia ma che è un governo giustificato dal fatto che “Assad è sostenuto da una parte della popolazione e, finché non si capirà questo, non si troverà una soluzione al problema siriano”.

Germania: Dopo la conferma che Angela Merkel guiderà la Cdu per le elezioni del prossimo anno, il partito ha cominciato a tracciare la strada che dovrà essere seguita per il programma di governo. Ieri sono state infatti votate alcune linee guida in una mozione presentata all’interno del partito. L’obiettivo principale sarà di distinguersi da tutte le tendenze politiche populiste, perché queste “non rappresentano una risposta ai problemi impellenti del presente e del futuro”. Verranno quindi fornite soluzioni ai problemi attuali come l’immigrazione, cercando di riportare in Nordafrica i profughi a cui è stata respinta la domanda d’asilo. L’immigrazione clandestina verrà perseguita inoltre stringendo “con gli Stati africani accordi sul modello di quello Ue-Turchia”. La Cdu si opporrà poi al velo integrale, cercando le possibilità per vietarlo con una legge. Infine il partito di Angela Merkel promette che non verranno contratti nuovi debiti, che la pressione fiscale non crescerà e che i soldi verranno utilizzati per investimenti, sgravi fiscali e potenziamento di Esteri e Difesa.

Economia e Finanza

Mario Draghi: Davanti al Parlamento europeo, in un clima dove “le sfide sono aumentate”, Mario Draghi è tornato a parlare dello stato dell’economia. Il presidente della Bce ha confermato che “la ripresa continua a procedere a un ritmo moderato, ma costante” e ha invocato l’unità dell’Ue in questo periodo difficile. Per poter risalire la china si dovrà puntare su “l’adozione di riforme strutturali, che deve essere accelerata in modo sostanzioso”. Oltre ai processi di riforma, i governi devono fare attenzione ai conti pubblici, “rispettando le regole di bilancio dell’Unione Europea”. Draghi ha rivendicato l’importanza della politica monetaria della Bce, finora dimostratasi un “fattore chiave dietro gli ultimi sviluppi positivi” dell’economia nella zona euro. Nonostante questo l’ex governatore della Banca d’Italia ha ammesso, incalzato da alcuni parlamentari di schieramenti radicali, che la politica monetaria espansiva comporta rischi e potrebbe fiaccare la redditività delle banche con i tassi negativi. Questi non hanno però accentuato le divergenze nazionali sul fronte del finanziamento dell’economia, come alcuni critici avevano fatto notare. A lato dell’intervento Draghi è stato interrogato su quali conseguenze potrebbe portare l’elezione di Donald Trump, rispondendo che “è molto molto difficile dirlo a questo punto”.

Ignazio Visco: Il governatore di Bankitalia Ignazio Visco ha spiegato a La Stampa che il grafico che sottolineava l’aumento di volatilità nei giorni del referendum “era solo la constatazione di un fatto”. Visco si è espresso su Donald Trump e sullo scenario futuro dell’economia mondiale, ammettendo che “le conseguenze economiche di un ritorno del protezionismo sarebbero profondamente negative per tutti”. Gli Usa si sono distinti anche per il rafforzamento del dollaro, evento che potrebbe richiedere una reazione della Bce ma che secondo Visco non dovrà influenzare la politica monetaria fino a che non si noterà un aumento considerevole dell’inflazione. Ciò che Visco ritiene fondamentale è però il continuare con “lo sforzo di rendere il nostro ambiente economico più favorevole all’attività di impresa”, obiettivo ottenibile con il processo di riforme. Il referendum quindi non dovrà fermare questo percorso, indipendentemente dal suo esito. Visco riflette anche sullo stato delle banche italiane, sottolineando che “non si deve parlare di sistema, ma delle singole banche”. Sulle quattro banche in particolare, il governatore garantisce che il lavoro sta continuando, ma non esclude che se ci dovessero essere problemi potrebbe essere necessario ricorrere all’intervento pubblico, da effettuare rigorosamente seguendo le regole europee.

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