#DiciamoNo

All’ennesima Scandalosa Legge proposta dalla Giunta della Regione Campania in tema di Edilizia, paesaggistica ed Urbanistica.

  • assurdo infatti che la Regione Campania dopo l’ennesima recentissima bocciatura da parte della Corte Costituzionale delle norme approvate sull’abusivismo edilizio si prepari, non contenta della bocciatura dell’Alta Corte, a portare All’attenzione del Consiglio Regionale una proposta di legge che contiene palesi profili di incostituzionalità;

Si pensi che:

  • Dall’analisi approfondita dell’art.3: “semplificazioni in materia di riqualificazione del patrimonio esistente” non si evince alcun intervento in zona rossa! Sola un’aggiunta a fine dei commi citati di alcune specifiche riguardanti norme urbanistiche nell’area vesuviana, e tantomeno, pur essendo stata presentata il 29 giugno 2016 una Proposta di legge recante “Norme Urbanistiche per i comuni rientranti nelle zone a rischio Vulcanico dell’area Flegrea” Reg.Gen.309, la la stessa nuova zona rossa, in allerta ARANCIONE, non viene equiparata ,ancora, a quella all’attualità a minor rischio ossia quella vesuviana.
  • All’art. 4 della proposta si introducono, ancora una volta in spregio agli artt. 135 e 143 del Codice per i beni culturali (D. LGS. 42/2004), modifiche al Piano territoriale della Penisola Sorrentina – Amalfitana (PUT). Come ribadito ancora una volta con sentenza della Corte Costituzionale n. 11/2016 il PUT è un Piano Paesaggistico a tutti gli effetti e la Regione non può cambiarlo unilateralmente.

 

Gli adeguamenti introdotti anche dal famigerato Piano Casa, in realtà legittimano o fanno strada ad interventi edilizi speculativi di imprenditori senza scrupoli i cui progetti probabilmente sono già sui tavoli degli uffici dei Comuni, che con l’avallo tacito delle Soprintendenze purtroppo indebolite dalle riforme del vecchio Governo.

  • Anche al successivo art. 5 si addensano grossissimi dubbi circa la liceità di quanto previsto, in quanto l’introduzione di un Preliminare di Piano Paesaggistico da “condividere” a stesura conclusa con il Mibact, rappresenta un altro punto in cui si esplicita la logica del #Dimmidisi in una logica iperverticistica del “prendere o lasciare”. Un Piano paesaggistico, tra l’altro, costruito per ambiti, o peggio ancora, per stralci, come ad esempio è il caso del masterplan del Litorale Domizio, che incide su due Piani Paesaggistici esistenti e per i quali sembra giusto chiedersi ed Interrogarsi su chi abbia realizzato questo Piano stralcio? O Dove sia il Ministero dei beni culturali?

Solo come Promemoria è bene inoltre ricordare che l’art. 144 del Codice prescrive che “Sono assicurate la concertazione istituzionale, la partecipazione dei soggetti interessati e delle associazioni portatrici di interessi diffuse [oltre che] ampie forme di pubblicità”. Il Codice, a riguardo, stabilisce che “le Regioni disciplinano mediante apposite norme di legge i procedimenti di pianificazione paesaggistica, anche in riferimento ad ulteriori forme di partecipazione, informazione e comunicazione”.

Queste garanzie per le comunità e per i cittadini Dove sono finite?

  • Infine l’Art. 8 rappresenta l’apoteosi di una visione verticistica ed impositiva, della Giunta Regionale della Campania con l’aggravante di costituire un pericoloso legame tra le procedure di infrazione della Unione Europea e l’esigenza di assicurarsi la realizzazione a tutti i costi delle “Opere pubbliche di interesse strategico regionale”. Sicché è realistico pensare che a fronte di una multa in tema Rifiuti, con questa Legge sarà possibile imporre discariche o impianti che negli anni sono stati bocciati da numerose comunità locali, senza che di fatto queste ultime possano minimamente tentare di opporsi.

Al contrario, con una risibile discussione in Consiglio si vuole approvare, salvo agognate illuminazioni alla gran parte dei consiglieri Regionali, un provvedimento criminogeno, che emendato all’ultim’ora, invece di stabilire opportunità per i cittadini della Campania e migliore pianificazione dei territori, di fatto eliminerà qualsiasi forma di partecipazione alla decisione pubblica. Il fine di tutto questo è ben chiaro: si introducono le ampie possibilità di trasformazione dei derogatori Piani Casa anche nei territori della Penisola – soggetti interamente al vincolo di tutela paesaggistica, alle rigorose norme di salvaguardia del PUT, riconosciuti pure dall’Unesco quale patrimonio dell’Umanità – addirittura rendendo “ordinarie” le prassi di intervento vietate dalla Pianificazione paesaggistica vigente, sulla quale la stessa Corte Costituzionale è già intervenuta sancendo che la Regione non ha alcuna competenza esclusiva.

“Oggi, nel nostro Paese, alla luce delle trasformazioni ambientali e sociali in atto, è necessaria la definizione di una Legge per l’Architettura, considerando l’architettura e il paesaggio come patrimonio comune, espressione della cultura, identità e storia collettiva cui riconoscere carattere di interesse pubblico primario.

L’art. 9 della Costituzione Italiana (la Repubblica tutela il paesaggio e il patrimonio artistico della Nazione e promuove la cultura e la ricerca) legittima l’introduzione di una normativa sulla valorizzazione dell’architettura, per il suo innegabile e imprescindibile interesse pubblico”.

Per acclarare ciò, chiediamo l’adozione di un programma Nazionale di Rigenerazione Urbana da considerare come l’alternativa virtuosa alle espansioni incontrollate e all’ulteriore consumo di suolo.

  • per tutto quanto espresso che i cittadini, le Associazioni, i Comitati denunciano all’opinione pubblica questa inquietante iniziativa di legge e annunciano fin d’ora ogni possibile ricorso avverso gli effetti del provvedimento

CHIEDENDO in primis

Alla Giunta Regionale, ai Consiglieri Regionali e ai gruppi consiliari di non procedere alla votazione in assenza di un confronto in audizione e coscienti della responsabilità che si assumono rispetto ai profili di incostituzionalità, e di ritirare il Provvedimento in questione per una più ampia e condivisa discussione in Commissione anche attraverso l’audizione delle Associazioni Territoriali

al Governo di porre con immediatezza all’ordine del giorno la richiesta alla Consulta di sancire (per l’ennesima volta) il contrasto con la Costituzione della norma di cementificazione della Regione Campania, inoltre

al Ministero per i Beni Culturali di provvedere ad elaborare il Piano paesaggistico regionale esercitando il potere sostitutivo della Regione sancito esplicitamente dal Codice, atteso che la Regione non soltanto ha da sempre eluso tale compito, ma sistematicamente disciplina deroghe o modifiche dei PTP vigenti sempre prevedendo indiscriminate aggiunte di cemento utili solo alla speculazione edilizia nei territori pregiati della Regione Campania e che il Ministero ha il dovere di mettere al riparo.

alla Legge

#DimmiDiSi

 

Associazioni aderenti: ADA, Liberarchitettura, Legambiente, Italia Nostra, Rinascita Flegrea

 

Primi Firmatari: Marco Borrelli, Emma Buondonno, Ugo Carughi, Umberto Caturano, Giuseppe Cristoforoni, Costantino Comella, Luigi De Falco, Marcella Genito, Teresa Leone, Luigi Napolitano, Paola Nugnes, Rosario Pugliese, Fulvio Ricci, Gaetano Ruocco, Maurizio Russo, Vincenzo Russo, Anna Savarese, Ciro Totaro, Lucia Trapanese