L’Altra Storia del Sud. Le feste nel Regno di Napoli. Il Marchese de Sade: “Quando Cristo diventa un idolo…”

L’Altra Storia del Sud. Le feste nel Regno di Napoli. Il Marchese de Sade: “Quando Cristo diventa un idolo…”

“La settimana santa a Napoli offre agli stranieri una ostentazione di lusso che merita attenta osservazione. A mezzogiorno preciso, il giovedì santo, la circolazione delle vetture è interrotta fino alla stessa ora di sabato. Ci si muove soltanto su portantine; ma sembra che lo sfarzo e la pompa raddoppino in questo periodo di umiliazione e di penitenza. Nulla eguaglia la bellezza di queste portantine nelle quali si adagiano le dame di corte;i valletti a piedi, i facchini vestiti con livree di gala, i paggi, i gentiluomini di scorta riccamente abbigliati, danno a tutto li corteo un’aria di magnificenza veramente imponente.

Quanto alle dame, tutte vestite di velluto nero, possono indossare di lussuoso soltanto brillanti. Così non sono esposte all’invidia reciproca… il giovedì, il re e la regina, seguiti dai principali signori e gentildonne della corte, visitano a piedi qualche chiesa, le donne vestite di nero, come ho appena detto, e gli uomini egualmente parati di velluto nero. Le chiese che il corteo visita sono, come ben si immagina, riccamente addobbate.

In una delle cappelle è sistemato ciò che viene chiamato il Sepolcro. Una figura di legno o di cera, a fingere un cadavere martirizzato, è l’orribile idolo venerato venerato dalla superstizione.

L’indomani si svolge una processione alla quale assistono la corte ela guarnigione militare al completo… Su stanghe di carro sfilano tutti i misteri della Passione, raffigurati da statue lignee o di gesso, spaventose eppur assai realistiche nella loro esecuzione.

Questo rigurgito di idolatria fa fremere, tanto da disperare che la fiaccola della filosofia arriverà una volta ad illuminare un paese in cui le pesanti tenebre della superstizione ancora soggiogano con tanta forza gli animi. Durante tutta la settimana gli spettacoli sono sospesi. Resta tuttavia per strada qualche saltimbanco insieme a qualche predicatore popolare dal tratto decisamente comico. Questi ciarlatani cattolici, saliti su un palco, proprio come i cantimbanchi al centro delle piazze, arringano il popolo crocifisso alla mano. Ve ne sono alcuni che sanno impadronirsi dell’animo popolare fino al punto di condurlo a tutto ciò che vogliono. Durante l’inverno che passai a Napoli un inglese che rideva di questa usanza fu assassinato dalla plebe furibonda aizzata da un funesto predicatore.

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