Del fratello maggior dei Napoleone I°, Giuseppe Bonaparte, conosciamo di fatto poco. Bonaparte nacque ad Ajaccio nel 1868 e quindi per un anno fu di nazionalità genovese. Infatti solo l’anno successivo la Corsica passerà alla Francia e per tale motivo Napoleone I°, nato nel 1869, fu di nazionalità francese a differenza del fratello.

Giuseppe seguì le orme del padre Carlo, laureandosi in Legge a Pisa. L’ateno pisano aveva visto infatti studente anche Carlo Buonaparte che poi, grazie anche alla sua formazione giuridica, divenne per un certo periodo il Segretario personale di Pasquale Paoli.

Giuseppe fu nominato da Napoleone Bonaparte Re di Napoli nel 1806 e qui rimase fino al 1808 quando fu sostituito nel ruolo da Gioacchino Murat, cognato di Napoleone e dello stesso Giuseppe.

Quell’anno infatti quest’ultimo fu investito del ruolo di Re di Spagna, anche perché Napoleone non potette mettere sul quel trono il fratello Luciano per divergenze politiche, personali e familiari.

La storiografia presenta Giuseppe come un uomo meno dotato su piano politico. Dei fratelli. Meno pronto a cogliere l’attimo a differenza degli altri membri della famiglia Imperiale. Eppure quando Giuseppe si installò nel Regno di Napoli seppe fronteggiare, di concerto col fido Saliceti, le difficoltà incontrate, soprattutto in relazione all’ex Ducato di Benevento che, limitrofo alla realtà partenopea, ancora aveva sul piano politico un ruolo importante. Egli mantenne l’indipendenza, almeno sul piano formale, del Ducato, che poi dovette deporre le armi di fronte al centralismo francese. Sicuramente Giuseppe seguì alla lettera le richieste del fratello Imperatore, dovette essere più malleabile di altri fratelli, sicuramente preciso ed adatto al Ruolo ricoperto. Lo spostamento in Spagna rappresentò la presa d’atto che Egli era di fatto un uomo Mediterraneo votato al nuovo. La Spagna, da sempre proiettata verso il nuovo Mondo, si trovò in casa un Re che svecchiò il precedente sistema politico così come era capitato alla realtà partenopea. Ma soprattutto grazie a questo suo ruolo mediterraneo Giuseppe potette, in epoca di Restaurazione, partecipare alla lotta Risorgimentale italiana proprio nel Nuovo Mondo e precisamente da New York, dove si era rifugiato.

Nessuno scrive dell’amicizia importante di Giuseppe Bonaparte con il plenipotenziario di Seravezza Luigi Angiolini.

L’Angiolini fu uomo europeo importante. Presente a lungo in Inghilterra, poi a Parigi dove ebbe da una relazione la figlia Enrichetta, che crebbe da solo, era considerato un intellettuale di spessore nella sua epoca. Una volta a Seravezza, sua terra natale, creò nella sua villa del Buon Riposo un centro culturale e salotto davvero importante, che fu poi portato avanti, dopo la sua morte, dalla figlia Enrichetta e dal genero patriota Gherardi Angiolini.  Entrambi furono legatissimi sia a Luigi Napoleone Bonaparte che a sua moglie Carlotta. Il Gherardi Angiolini lo troviamo nel 1830 nella villa di Giuseppe Binda a Segromigno in Monte di Lucca assieme ad altri due celebri patrioti mazziniani, il conte Bichi di siena e Michele Carducci, padre del poeta Giosuè.  Giuseppe Binda, lucchese ed ex agente segreto in epoca murattiana a Napoli, si trovava anche lui a New York in quel periodo ed era addirittura diventato cittadino americano per aver sposato all figlia del potentissimo generale Sumter.

Venne successivamente inviato (nel 1840) a Livorno dal Governo americano, per svolgere il ruolo di console americano In quella città. Ma nel 1830 sicuramente frequentò il suo ex Re Giuseppe Bonaparte, con lui proprio a New York.

Qui si innescano delle osservazioni che ritengo essenziali. Quando Re Giuseppe giunse a Napoli, nel 1806, sicuramente conosceva ed aveva contatti con Giuseppe Binda. Re Gioacchino ereditò tout court il precedente Regno partenopeo guidato da Giuseppe Bonaparte, con i suoi  stessi uomini. Tra questi certamente il (quasi )conterraneo di Luigi Angiolini Giuseppe Binda.

La partita si giocava sia in epoca napoleonica che nel primo Risorgimento nel Mediterraneo. Livorno, Napoli, Genova erano porti essenziali nei traffici, sia per gli inglesi che per gli Stati Uniti. Spesso si è soliti sottovalutare il ruolo mediterraneo dalla nascente potenza statunitense in quel periodo. Eppure sin dal settecento Washington aveva monopolizzato il porto di Livorno che vedeva ancora gli inglesi in prima linea. Giuseppe Binda fu chiamato qui come Console perché il ruolo era considerato dagli Stati Uniti prestigioso. Non avrebbero voluto, nel primo Risorgimento, perdere le prerogative di libertà che dava loro la presenza degli Asburgo Lorena in Toscana.  Soprattutto per quanto riguardava i traffici nel porto di Livorno. Ma certamente anche Napoli e Genova non furono secondi nella loro ricerca di espansione mediterranea. Gli interessi Risorgimentali d’impronta mazziniana, curati sia da Giuseppe Binda che da Giuseppe Bonaparte, partivano da New York prima ancora che da Londra. Giuseppe Binda non si spostò nel 1817 da Londra a New York per caso; o come vuole la storiografia ufficiale per ragioni di opportunità economica personale. Binda sapeva che a New York avrebbe trovato chi lo abbracciava e gli avrebbe permesso di sposare una donna appartenente ad una famiglia molto potente. Ma soprattutto sapeva che qui avrebbe incontrato altrettanti fuoriusciti essenziali alle questioni italiane a partire da Giuseppe Garibaldi e Giuseppe Bonaparte, rappresentante in loco degli interessi napoleonidi in Europa, non ultimi nella penisola italiana.

Re Giuseppe rimase con un piede ben legato all’Italia ed in particolare a Seravezza col suo caro amico Luigi Angiolini e poi con sua figlia Enrichetta; e a Napoli, dove aveva regnato solo due anni ma dove aveva potuto prendere contatti con quella borghesia illuminata e quella nobiltà meno refrattaria al nuovo che qui dimorava. I moti napoletani del 1820 non furono estranei a questi due uomini. Si tratta di perorare la causa della Carboneria, florida sia a Napoli che in Spagna; ma anche più in generale della Libera Muratoria e perché no, dell’Arcadia di letteraria Memoria. 

Luigi Angiolini fu un Arcade, ma sicuramente anche un Libero Muratore. E queste realtà non furono meno presenti nel Nuovo continente. La volontà di perorare la causa di chi vedeva in un modello economico prima ancora che politico e culturale nuovo prevalse. Giuseppe Bonaparte, Giuseppe Binda, Giuseppe Garibaldi. In modo assolutamente diverso erano uomini nuovi per un Mondo nuovo. In particolare sia Binda che Bonaparte appartenevano ad una esperienza politica comune.

L’Europa mediterranea, e in specifico lo Stivale, rimasero sempre una loro prerogativa. Un continuum col passato Imperiale permise loro di monopolizzare e sostenere la politica dei patrioti della Penisola, fossero essi legati ad una visione mazziniana piuttosto che cattolico liberale. Sono precisazioni essenziali che i documenti visionati preparando una tesi di laurea sul periodo mi hanno permesso di valutare. Un invito a rileggere le carte del periodo mediterranee con occhi nuovi.

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