La tragedia di Taranto, quella coppia si stava separando…

La tragedia di Taranto, quella coppia si stava separando…

I litigi e la tensione per la separazione ormai imminente avevano scavato un fossato nella coppia, divisa da venti anni di differenza. Ieri, quel rapporto difficile, tormentato, avrebbe dovuto trovare un qualche approdo. Luigi Alfarano, 50 anni e Federica De Luca di 30, si sarebbero dovuti incontrare nello studio di un avvocato a Taranto per formalizzare le pratiche di separazione e porre cosi’ fine al loro matrimonio. Ma Federica a quell’incontro non e’ mai andata, non si e’ mai presentata. Questo perche’ il marito e’ andato a casa della donna e l’ha uccisa. Federica viveva in una palazzina bassa, delimitata da un piccolo giardino, parcheggio condominiale e cancello: e’ in via Galera Montefusco, alla periferia di Taranto, ma a due passi da un’arteria di grande scorrimento come viale Magna Grecia.

Qui Luigi Alfarano, medico dell’Ant, l’associazione che anche a Taranto presta assistenza domiciliare agli ammalati di cancro, e’ arrivato prima che Federica andasse dall’avvocato. Probabilmente c’e’ stato un ulteriore litigio tra i due. In casa c’era anche il figlio della coppia, Andrea, di 4 anni. Fatto sta che l’uomo si e’ scagliato contro la donna, l’ha immobilizzato e l’ha strangolata uccidendola, e poi e’ uscito dall’appartamento chiudendo la porta dietro di se. Prima di andar via, Luigi ha portato via con se anche il figlioletto. Ma la tragedia, a quel punto, non era compiuta ancora. Nella mente dell’uomo prendeva le mosse qualcos’altro: togliere di mezzo il bambino e se stesso. Con l’auto raggiunge quindi la marina di Palagiano, ad una ventina di chilometri da Taranto, nella zona occidentale della provincia rispetto alla citta’. Percorre la statale 106, quella che da Taranto porta sino a Reggio Calabria, e arriva alla casa delle vacanze. Una costruzione a pian terreno a cui si accede da un cancello.

Davanti all’abitazione uno spazio a verde con un prato. Qui l’uomo porta Andrea nel box garage, lo ammazza sparandogli con la pistola che deteneva regolarmente. Prende quindi il corpo del piccolo, lo abbraccia, lo porta un camera da letto e si distende abbracciandolo per l’ultima volta. Dopodiche’ rivolge la pistola verso se stesso, spara e si ammazza

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