La Svimez: “Il Sud crolla e calano ancora gli investimenti pubblici”

La Svimez: “Il Sud crolla e calano ancora gli investimenti pubblici”

Gli investimenti rimangono la componente più dinamica della domanda interna
nel Mezzogiorno (+3,1% nel 2018 nel Mezzogiorno, a fronte del + 3,5% del
Centro-Nord). La sostanziale tenuta degli investimenti meridionali nel 2018, rivela una
dinamica molto differenziata tra i settori. Sono cresciuti gli investimenti in costruzioni
(+5,3%), mentre si sono fermati, con un fortissimo rallentamento rispetto all’anno
precedente, quelli delle imprese in macchinari e attrezzature (+0,1%, contro il +4,8% del
Centro-Nord). Un dato preoccupante, perché sono soprattutto gli investimenti in
macchinari e attrezzature (nonostante la ripresa dell’ultimo triennio, sono ancora del
-27,6% al di sotto dei livelli del 2008, contro il +4,9% del Centro-Nord), a indicare la
volontà di investire delle imprese, segnalando un sensibile peggioramento del clima di
fiducia degli operatori economici. A pesare è anche l’indebolimento delle politiche
industriali (super e iper ammortamenti e credito di imposta per R&S). Riteniamo
necessario il rifinanziamento del credito d’imposta per il Sud (in scadenza nel 2019) e un
rilancio dei contratti di sviluppo.
La ripresa degli investimenti privati, in particolare negli ultimi tre anni, aveva più
che compensato il crollo degli investimenti pubblici, che si situano su un livello
strutturalmente più basso rispetto a quello precedente la crisi e per i quali non si riesce a
invertire un trend negativo. Nel 2018, stima la SVIMEZ, sono stati investiti in opere
pubbliche nel Mezzogiorno 102 euro pro capite rispetto a 278 nel Centro-Nord (nel 1970
erano rispettivamente 677 euro e 452 euro pro capite).

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