La storia del Sud. Quando gli arabi occuparono Otranto e nacquero i “martiri della cristianità”

La storia del Sud. Quando gli arabi occuparono Otranto e nacquero i “martiri della cristianità”

Nel 1480 l’impero ottomano era in prepotente espansione verso l’Europa e il Mediterraneo. Sulla sua traiettoria, l’Italia lacerata da congiure e lotte intestine fra le più splendide signorie rinascimentali. Il 28 luglio del 1480 un esercito ottomano di circa 18mila uomini sbarca in Puglia, territorio che è sotto la Corona del re di Napoli e occupa la città di Otranto.

Qui i Turchi resteranno per 13 lunghi mesi fino a quando la peste e la mancanza di rinforzi li costringono ad abbandonare le coste pugliesi. In questa storia c’è il sogno di un sultano affascinato dai fasti dell’antichità, che intende riunificare l’impero romano. Ci sono gli interessi della Repubblica di Venezia. Lorenzo il Magnifico, appena scampato alla congiura dei Pazzi. Un ex gran visir in cerca di gloria. Le mire di dominio sulla Penisola del re di Napoli. Un pontefice spaventato da una possibile avanzata dei Turchi fino a Roma. Alla fine della guerra di Otranto, durata 13 mesi, non ci saranno vincitori, se non la peste. Si cercherà di recuperare la gloria almeno dai resti delle vittime, facendone dei ‘martiri della cristianità’

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