La breve visita di fine marzo a Palermo di Xi Jinping, per ricambiare la cortesia istituzionale fatta da Mattarella visitando la sua città natale, in questi mesi ha acceso l’interesse dei cinesi per la Sicilia. Ora una delegazione cinese torna in Sicilia per siglare un primo accordo. «Si parte col turismo, che da subito si è rivelato il terreno più fertile, come dimostra il considerevole aumento dei voli diretti tra Roma e la Cina che si è avuto subito dopo la firma del memorandum d’intesa passando da 47 a 56 collegamenti la settimana con la prospettiva di arrivare presto a 100», spiega il sottosegretario al Commercio estero Michele Geraci, il “padre” dell’intesa col governo di Pechino sulla via della Seta. Martedì Geraci accompagnerà a Palermo i rappresentanti di Ctrip. Si tratta della più grande agenzia di viaggi online dell Asia, un vero e proprio gigante del settore, con 40 mila dipendenti sparsi tra Shangai e le altre 13 sedi, un fatturato di 88 miliardi di dollari e 300 milioni di utenti registrati.

Martedì la firma a Palermo. Nella sede dell’assessorato al Turismo e con la benedizione della Regione, che sarà presente con l assessore Manlio Messina, il responsabile del marketing di Ctrip Bo Sun firmerà un accordo quadro con Alessandro Albanese, presidente vicario di Sicindustria. Obiettivo dell’intesa, che andrà poi tradotta in pratica da una serie di accordi più specifici, è raddoppiare nel giro di un anno il numero dei turisti cinesi che visitano l’Isola e che ora intercetta appena il 2% del flusso di turisti cinese. Troppo pochi rispetto al suo potenziale turistico legato a bellezze naturali, storia e cultura millenarie.

«L’anno scorso dalla Cina sono arrivati in Italia 3,5 milioni di turisti, con 5 milioni di pernottamenti, e questo ha fatto del nostro Paese la prima destinazione europea per i loro viaggi – spiega Geraci -. Ora vogliamo aumentare il numero dei turisti cinesi in arrivo e la durata dei loro soggiorni facendo conoscere loro altre località oltre alle classiche Roma, Firenze e Venezia».