LA RECENSIONE. L’universo a portata di mano di Cristophe Galfard

LA RECENSIONE. L’universo a portata di mano di Cristophe Galfard

Le previsioni nelle parole del titolo non sono assolutamente fantascientifiche. Sono, come l’umanamente possibile, tutte da scoprire; sono parte del futuro del mondo. Pur mancando le certezze, non c’è assolutamente fantascienza.

È quanto potrà accadere nel lontano futuro, al futuro dell’uomo che un giorno lontanissimo, potrà emigrare anche in altri mondi, avendo così, come casa possibile, non più la Terra, destinata a scomparire, ma l’universo, che potrà essere la nuova casa per l’uomo del mondo.

Tutto questo non è, comunque, fantascientifico; tutto questo è parte di un domani possibile; misteri oggi inconoscibili, non saranno assolutamente tali per sempre.

Sulla strada del futuro, l’uomo incontrandoli, né avrà piena consapevolezza e quella opportuna conoscenza che ne farà finalmente cadere i veli, il frutto, per lungo tempo, di misteri apparentemente imperscrutabili ed assolutamente difficili da conoscere.

Il mondo nel suo pantareo cosmico, cambia ed in fretta; le certezze dell’oggi, non sono altrettante certezze per il domani sempre più carico di cambiamenti solo poco prima, assolutamente inimmaginabili; cambiamenti che ci portano ad interrogarci sul territorio umanitario avente non più per casa la Terra, ma il cosmo; non più la Terra, ma l’universo, un territorio che anche se sconosciuto, non è assolutamente fantascientifico e tanto meno causa di disumano terrore per quell’umanità futura destinata a cambiamenti profondi, oggi del tutto impensabili e difficili da immaginare, in quanto ancora espressione evanescente di soli misteri imperscrutabili.

Questo dibattito delle idee al confine con la realtà, mi viene suggerito, da un libro fresco di stampa. Ne é l’autore Cristophe Galfard. Il titolo che ben dà la dimensione del suo contenuto è “L’universo a portata di mano”. Con la traduzione di Giuliana Oliviero, è edito da Bollati – Boringhieri (pagine 304, euro 29). L’autore del libro Cristophe Galfard è un fisico francese.

In una interessante intervista con Giulio Giorello pubblicata sul Corriere della Sera – supplemento “La lettura”, l’autore, con assoluta chiarezza di idee, a voce alta riflette sulla scienza oggi; sulle sue ambizioni e su tutte le speranze possibili per quello che sarà il futuro dell’umanità, con mondi assolutamente diversi da quelli che oggi conosciamo come mondi umani, purtroppo, destinati inevitabilmente a scomparire ed a cedere il posto, in un futuro lontano, ad altri mondi che, non è fantascienza, diventeranno la nuova casa dell’uomo, dalla vita non più terrena ma cosmica, essendo, in un futuro lontano, la Terra cancellata dal sole.

Per ben capire questi mondi nuovi ed i misteri imperscrutabili da cui sono circondati, è assolutamente importante leggere con il dovuto interesse e la dovuta attenzione le pagine del fisico Galfard; pagine che ci apprestiamo a conoscere come “L’universo a portata di mano”; come l’universo-mondo con l’uomo che lo abita.

Una buona introduzione alla lettura del testo di Galfard ci viene dall’intervista all’autore di Giulio Giorello. Inizia chiedendogli della grave sofferenza scientifica attuale dovuta alla diffusa malattia della “Depressione Filosofica Copernicana”; una sofferenza che, dice l’autore, ancora oggi prova di chi e sono tanti, si sente soffocato dalla vastità del nostro universo e dall’assoluta marginalità in esso dell’uomo e del suo vivere altrettanto marginale.

Galfard, in modo esaltante e convincente si pone in atteggiamento entusiastico per come l’uomo nel passato si è rapportato all’universo, da sempre una incredibile fonte di sogni e di gioia.

Secondo Galfard le dimensioni e le energie presenti nello spazio cosmico vanno al di là di qualsiasi cosa e sono assolutamente ben lontane da tutto quello a cui siamo abituati e che possiamo scientificamente provare sulla Terra.

Lo scorso anno, dice Galfard, l’energia sprigionata da due buchi neri visti dal rilevatore LIGO è stata pari a 50 volte l’energia di tutte le stelle dell’universo visibile, messe assieme. Tanto, con una violenza mai conosciuta prima.

La violenza in natura, contrariamente a quella umana, è di una grande ed indescrivibile bellezza; è la bellezza in assoluto.

Aggiunge, tra l’altro, il nostro fisico, che le leggi della natura, ci dicono che quando nell’universo si raggiungono nuovi stadi di energia, appaiono anche nuove realtà.

La violenza che produce tutto questo, ha in sé del “meraviglioso”; dell’”indescrivibile meraviglioso. Nell’inarrestabile evoluzione cosmica è il sole ad alimentarsi per poi scoppiare, facendo aumentare i suoi pianeti, tra cui la Terra. Tanto è previsto fra 5 miliardi di anni.

Con la crisi dell’energia solare, si avrà inevitabilmente anche la morte del nostro pianeta Terra, che morirà per mano del sole che, per un tempo infinito, le ha garantito la vita.

È tragicamente traumatico per l’uomo della Terra, pensare che tanto possa accadere anche se fra 5 miliardi di anni.

C’è, per questo tragico evento-destino, in un futuro lontanissimo, il possibile limite alla nostra esistenza, non solo come individui ma anche come specie umana.

Anche nella grande evoluzione cosmica molto, ma veramente molto, può ancora dipendere dall’uomo.

Tanto, impegnandosi a ben capire le leggi della natura; se non può evitarne l’estinzione della specie, può certamente prolungarla il più possibile nel tempo.

Non si può impedire la morte del sole e con il sole della Terra; quello che sicuramente si può è di imparare a viaggiare a e per grandi distanze nello spazio. Nel lontanissimo futuro del mondo, c’è questo.

C’è una mutazione dai contorni assolutamente imprevedibili e tutti da mettere insieme, dove e per i quali, possiamo ritrovare l’uomo nel ruolo di homo faber di un nuovo mondo, fatto non più dalla Terra, ma dall’Universo, la nuova casa nel futuro dell’uomo; dell’homo faber di un mondo nuovo.

Nei secoli a venire, con l’apporto delle tecnologie al servizio dell’uomo, può succedere di tutto e di più.

Se ci guardiamo per un momento indietro, tanto e tutto ci viene incontro per capire di poter affrontare e vincere anche le sfide dall’apparente impossibile.

Nel Medioevo era impensabile andare sulla luna; cosa oggi, assolutamente possibile. Si può tranquillamente andare anche sulla luna.

Quello che succederà e si potrà fare nei secoli a venire, dipende dalla Scienza che si occuperà di fare domande e di dubitare costantemente delle risposte date.

Dalla Scienza e solo dalla Scienza possono venire le tante risposte sul come funziona l’universo; si tratterà di risposte che verranno solo dalla Scienza, osservando attentamente e concretamente il “mondo reale” ed avendo come base di partenza tutto quello che già conosciamo e che, in quanto tale, è già parte di NOI.

La Scienza non potrà dare assolutamente risposte su Dio; è pura ed errata illusione pensare di trovare Dio in quello che la Scienza produce.

La Scienza ha come punto di partenza una teoria; una teoria che non è e non potrà essere reale fino a quando non sarà realmente tale, con prove provate della teoria che diventerà realtà.

Mancando il riscontro, qualsiasi riscontro sul piano teorico-reale, ogni cosa oggetto della Scienza e dei suoi studi, resta puramente teorica; tanto, non avendo in sé i riscontri dalla realtà acquisita come tale.

La teoria, come quella dell’”inflazione cosmica” è ad oggi, teoria e solo teoria; se dovessero aversi riscontri felicemente reali, verrebbe fatta luce su molti misteri cosmici.

Già Kant parlando del sistema delle “stelle fisse”, andava affermando che si trattava di un “mondo di  mondi”.

Tra l’altro Kant attraverso il suo pensiero filosofico aveva maturato il libero convincimento che i pianeti di un qualche sistema solare potessero, tra l’altro, ospitare vita intelligente.

Continuando con il suo dibattito delle idee, il fisico Galfard, anche se affascinato dal lontanissimo futuro di una possibile emigrazione umana nell’universo e dalle altrettanto lontane prospettive di poter abitare altri mondi, invita a stare ancora con i piedi sulla Terra, la grande madre di vita intelligente.

Nell’invitarci alla concretezza di un presente, ancora fortemente terreno, non esclude che lo spazio brulichi di vita e che potrebbe, tra l’altro, trattarsi anche di vita intelligente.

Tanto, si può solo supporre; non ci sono assolutamente riscontri e quindi certezze scientifiche; trattasi di mondi lontani ed in quanto tali, scientificamente sconosciuti.

Ci sono molti campi per l’uomo della Terra di cui non si sa nulla. Ma proprio nulla! L’universo è il grande sconosciuto.

Sconosciuta è anche la gravità quantistica che si manifesta nei due “buchi neri” visti dal rilevatore LIGO, all’origine dell’universo o della materia oscura e dell’energia scura che assieme, costituiscono il 96% dell’energia presente nel nostro universo, tra l’altro, tutto da scoprire; tra l’altro, con molti tesori, tutti da scoprire nel futuro; nel futuro del mondo con un’umanità in cammino verso mondi sempre più sconosciuti, con il possibile approdo finale all’universo, sostitutivo della Terra; è questo, un nuovo mondo per il futuro; un mondo tutto da scoprire, con un suo lontanissimo nuovo rapporto uomo-universo, sostitutivo dell’attuale rapporto uomo -universo -Terra.

Un cammino tutto da costruire; un cammino umano in cui l’uomo può avere ancora un ruolo; un ruolo intelligente, sempre che, nel rispetto di quanto andavano suggerendo i saggi antichi, oggi più che non mai prima, l’uomo sappia guardarsi dentro se stesso.

Una strada maestra, assolutamente non seguita né dalla scienza né dalla filosofia.

Distrattamente i filosofi non si sono mai  intelligentemente occupati del nostro cervello che, ancora oggi, resta un grande sconosciuto anche per la stessa scienza medica che distrattamente, non ha mai saputo dedicargli la dovuta attenzione scientifica per percorsi umanamente utili a guardarsi dentro.

Purtroppo, ancora se ne sa veramente poco; così poco che, a confronto con quel che si sa del cosmo, la conoscenza scientifica del cervello, è assolutamente perdente; è assolutamente limitata, se non nulla.

L’uomo deve osare; deve, sempre più osare nella conoscenza che è importante per non farsi trovare impreparato nel “misterioso” futuro del mondo.

È, assolutamente, importante “osare con la nostra ragione”; tanto serve per capire dove va il mondo e quale potrà essere il futuro possibile per l’uomo-cittadino non della Terra, ma dell’Universo.

Come ci insegna la storia dell’uomo sulla Terra, nel corso dei secoli, l’umanità ha basato la comprensione della realtà unicamente sul quel che si sapeva in quel tempo.

La conoscenza ha avuto alla base due modi di pensare: il primo SPERIMENTALE; il secondo TEORICO.

Per Plutone, il secondo era più importante del primo. Oggi vale soprattutto il primo; solo quel che è stato verificato, attraverso esperimenti ripetuti e indipendenti, è considerato corretto.

La materia oscura e le energie oscure sono misteri di oggi; sono stati individuati, avendo ben capito la gravitazione. Non si ha, purtroppo, una teoria che ne spieghi tutto.

Galfard è fortemente convinto che crescerà la conoscenza; crescerà, a suo dire, a tal punto, da riuscire, tra l’altro, a pensare l’imprevisto.

Siamo di fronte ad una grande, grandissima sfida. Per affrontarla e vincerla con i migliori risultati possibili, è assolutamente necessario rivolgere lo sguardo all’indietro; uno sguardo, saggiamente utile che, tanto può aiutare la conoscenza moderna.

Con l’aiuto del passato, l’uomo sarà capace di fare luce sui misteri da sempre inconoscibili; anche per questi un giorno, cadranno i veli dell’inconoscibilità; anche questi non saranno eternamente inconoscibili.

Saranno, sicuramente, la fonte inesauribile dei nuovi misteri e così a catena, risolvendoli, ne saranno garantiti altri da conoscere, da scoprire e da fare accrescere i nuovi misteri di domani, assolutamente necessari per il futuro del mondo che verrà, anche se trattasi di un futuro non più uomo-Terra, ma uomo-universo.

Giuseppe Lembo

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