In occasione del 97esimo anniversario della morte di Enrico Caruso, rilancio l’appello affinché venga aperto al più presto a Napoli, nella città che gli diede i natali il 25 febbraio 1873, e dove morì il 2 agosto 1921, un museo dedicato ad Enrico Caruso, progetto che, dopo essere proposto alla fine degli anni ’90, allo stato non ha trovato ancora pratica attuazione. Allo stato, esistono già due musei dedicati al grande tenore, uno nella villa Bellosguardo a Lastra a Signa, in provincia di Firenze, e un altro a Brooklyn, ma, purtroppo, nessuno a Napoli. Sarà pure un caso ma resta il fatto che il grande tenore partenopeo è sepolto a Napoli, in una cappella privata nel cimitero di Santa Maria del Pianto in via Nuova del Campo, a pochi metri dalla cappella dove è sepolto un altro grande artista, l’indimenticato Totò, che attende anch’egli da lustri l’apertura a Napoli di un museo a lui dedicato. Confido che le iniziative varate in questi giorni per ricordare Enrico Caruso, possano servire a smuovere le acque e che si possa in tempi rapidi offrire un giusto riconoscimento ad un grande artista, vanto della musica e della cultura napoletana, conosciuto in tutto il mondo, istituendo finalmente un museo a lui dedicato, che potrebbe trovare un’idonea collocazione, una volta acquisita al patrimonio pubblico, nella casa natale al civico 7 dell’attuale via Santi Giovanni e Paolo, all’epoca denominata via San Giovanniello.