Il governo intende a dieci giorni dal Def «insistere nella diminuzione della pressione fiscale» per sostenere la crescita e «proseguire nell’impegno di far costare meno il lavoro», oltre che «nell’affrontare II disagio sociale e accrescere l’impegno per la sicurezza»: un presidente del Consiglio Paolo Gentiloni a tutto campo lo ha assicurato ieri nel suo intervento al Forum Confcommercio di Cernobbio alla presenza del presidente dei cornmercianti Carlo Sangalli. Un elogio alla economia della fiducia e della ripresa. Qui ha parlato di segni positivi. Sul lavoro ha ricordato che dal gennaio 2014 al gennaio 2017 i posti di lavoro sono cresciuti di 700 mila unità. «Sono cifre che ci spingono a continuare sulla strada di strumenti innovativi come il Jobs Act». E ancora: «Solo aumentando la domanda interna riusciremo a garantire davvero una massiccia ripresa della nostra economia. Solo così si esce definitivamente dalla crisi e l’Italia riparte davvero». L’obiettivo lo si raggiunge «proseguendo con il percorso di riduzione della pressione fiscale che è stato avviato in questi tre anni». Meno tasse, sottolinea il premier, «a vantaggio della ripresa dei consumi». Quanto ai tempi, resta sul vago. Dice che «lo faremo in primavera e in autunno» poi si corregge, «forse in autunno sarà più difficile che in primavera». (…) Carlo Sangalli. Il presidente dei commercianti, sottolinea invece come «sia vitale, per le prospettive della nostra economia, evitare qualsiasi aumento dell’Iva: siamo favorevoli alla riduzione del cuneo fiscale sul lavoro dipendente, ma mai a scapito di una maggiorazione dell’Iva che avrebbe riflessi fortemente negativi sui consumi».