La primavera anticipata di un mese: lo dicono i nostri giardini

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Dopo un inverno in cui si sono registrate temperature fra le più elevate degli ultimi due secoli – l’aumento si è aggirato intorno a 1,8°C – la primavera è arrivata nella Penisola con circa un mese di anticipo. Dalle mimose ai mandorli, dai peschi agli albicocchi, senza tralasciare le varietà ornamentali che si trovano nei terrazzi e nei giardini, la maggior parte delle piante italiane ha raggiunto il periodo di fioritura ben prima delle tradizionali primavere mediterranee. In vista dell’edizione 2014 del “Monito del giardino”, il prestigioso premio ambientalista promosso dell’Ente Cassa di Risparmio di Firenze e realizzato dalla Fondazione Parchi Monumentali Bardini e Peyron che si terrà il 14 maggio a Firenze, alcuni esperti, membri del comitato scientifico del Premio, evidenziano come anche le piante “domestiche”, quelle che dimorano in giardini, parchi, balconi e frutteti italiani ci parlano di quello che sta accadendo al clima e ci mandano un “monito” – da qui il nome del premio – quest’anno più forte e chiaro che negli altri anni.

Le piante sono sentinelle incredibilmente sensibili di questo mutamento climatico in atto, dal momento che gli equilibri vegetali possono essere significativamente alterati dal cambio di clima. Un inverno senza gelate, per esempio, può causare l’assenza del periodo di riposo della pianta generando uno squilibrio vegetativo. Oppure una primavera eccessivamente anticipata, come sembra stia accadendo in questa stagione 2014, se seguita da una gelata tardiva può danneggiare gravemente le culture germogliate anzitempo.

Secondo il climatologo Giampiero Maracchi, Presidente del comitato scientifico del premio e docente emerito di Climatologia all’Università di Firenze, “questa primavera incredibilmente anticipata si deve al fatto che, a differenza di quello che accadeva ancora fino agli ’90 del secolo scorso, la circolazione delle masse d’aria è avvenuta solo lungo i paralleli terrestri e mai lungo i meridiani, cioè da nord a sud, come è normale che succeda nel periodo invernale e di fine inverno. Lo squilibrio è legato all’aumento della temperatura della superficie degli oceani. La macchina climatica è in movimento”.

Lo studio di un altro membro del comitato scientifico del Premio, Francesco Ferrini, docente di Arboricoltura del Dipartimento di Scienze delle Produzioni Agroalimentari e dell’Ambiente dell’Università di Firenze, conferma il pericolo al quale la vegetazione mediterranea va incontro. “La primavera in anticipo di un mese può incrementare significativamente i danni da gelate tardive, che soprattutto negli ultimi anni si sono verificate spesso”, dichiara Ferrini. “Le specifiche risposte degli alberi rispetto all’aumento di temperatura variano a seconda della specie, ma gli effetti nel lungo periodo è probabile che porteranno ad una redistribuzione geografica delle specie con una possibile ricaduta di effetti disastrosi come alluvioni, frane e smottamenti”.

Altri indicatori di un cambiamento climatico evidente e inarrestabile sono gli ecosistemi che vivono all’interno o attorno alle specie vegetali. Sempre secondo gli studi di Ferrini, l’aumento di temperatura porterebbe alla proliferazione ed invasione infestante di alcuni insetti esotici giunti in Italia negli ultimi anni a seguito delle forti importazioni di legno e materiali da imballaggio provenienti dall’est del Mondo. Frassini e ippocastani, ad esempio, già così sensibili all’innalzamento delle temperature e soggetti ad effetti dannosi per il loro equilibrio fisiologico, sono il cibo preferito dalle larve di “minatrice fogliare”, la Cameraria Ohridella nativa dei Balcani, oppure del “minatore smeraldino del frassino”, l’Agrilus Planipennis della zona russo-asiatica, e del “cerambice dalle lunghe antenne”, l’Anoplophora chinensis originaria di Cina, Giappone e Korea.

Questi insetti, già infestanti per natura, aumentano la deposizione di uova e lo sviluppo delle proprie larve soprattutto in presenza di aumenti di temperatura e di una riduzione dell’esposizione al freddo dovuta a inverni brevi o particolarmente miti, come quello appena trascorso. Dal 2007, il “Monito del Giardino” ha premiato 23 tra i più illustri ecologi e scienziati di fama internazionale, tra i quali la primatologa Jane Goodall e l’economista Robert Costanza. Scopo del “Monito” è premiare personalità di spicco del mondo ambientale e scientifico che abbiano offerto soluzioni e alternative per ridurre l’impatto antropico sull’ambiente e in particolare il problema dei cambiamenti climatici. L’edizione 2014 sarà dedicata alle energie rinnovabili e in particolare alla rivalutazione del patrimonio agro-forestale come risorsa energetica.

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