La piaga del caporalato: sono irregolari due imprese su tre

La piaga del caporalato: sono irregolari due imprese su tre

I due incidenti stradali che sono costati la vita a 16 braccianti stranieri, ammassati nel retro di furgoncini, nelle campagne foggiane non sono un caso. Prima o poi, dice la statistica, dovevano succedere: in tutto il 2017 i controlli in agricoltura della task force composta dall’Ispettorato del lavoro e dei carabinieri hanno registrato il 64,47 per cento di aziende irregolari. Quasi due su tre. E le violazioni di legge hanno riguardato per lo più la sicurezza sul lavoro, trasporto compreso. I numeri dell’attività di vigilanza, che sono stati portati al tavolo del comitato per l’ordine e la sicurezza riunito a Foggia alla presenza del ministro dell’Interno Matteo Salvini, raccontano di un settore quasi del tutto grigio-nero in cui a rispettare le regole sono davvero in pochi. La chiamano “emergenza”, eppure va avanti da anni. Qui, per la raccolta del pomodoro così come per quella degli ortaggi, vige la legge del caporalato. Significa che il 38 per cento dei lavoratori risulta in nero o irregolare. E si tratta solo dei dati ufficiali. «Per noi è il 90 per cento delle aziende a non essere in regola» sostiene il segretario foggiano della Flai Cgil, Daniele Iacovelli. Ecco perché, dice il presidente del Consiglio Giuseppe Conte ieri a Foggia per un incontro in prefettura con una delegazione di migranti, «l’incidente stradale è un fatto occasionale, però qui c’è qualcosa di più, evidentemente. Dietro queste morti c’è lo sfruttamento di lavoratori umiliati, questa non è dignita». A dare un nome a quel “qualcosa di più” è il ministro Salvini. «Questo è un problema di mafia. A Foggia c’è una criminalità mafiosa che seguirò paese per paese. Vanno aggrediti i patrimoni dei mafiosi che campano di caporalato e di sfruttamento dell’immigrazione clandestina». Nel frattempo, però, il titolare del Viminale annuncia tre misure “emergenziali”: il rafforzamento dell’organico della procura e della questura di Foggia, controlli sui furgoncini per il trasporto nei campi (300 i mezzi con targa bulgara sequestrati negli ultimi mesi) con l’incremento del trasporto pubblico — «abbiamo a disposizione alcuni milioni di euro» — e lo svuotamento dei ghetti.

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