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Di Laura Bercioux

Quel che resta del traghetto Norman Atlantic è arrivato a Brindisi e qualche ora fa è sta recuperata la scatola nera. Al momento per motivi di sicurezza non è possibile ispezionare il traghetto. Perché l’armatore greco volesse controllare  per primo la nave, desta non pochi sospetti. Intanto la Guardia costiera ieri sera ha consegnato al ministero degli Esteri, alla Procura di Bari e al Governo greco la lista nominativa delle 477 persone tratte in salvo sulla Norman Atlantic. Sarà ora possibile, viene sottolineato, effettuare i riscontri con la lista di imbarco stilata dalle autorità del porto di Patrasso, in Grecia: è proprio questa lista che non chiarisce quanti fossero i passeggeri a bordo. Ci sono due versioni diverse.
Come sia scoppiato l’incendio non è dato ancora sapere, c’è chi sostiene che un camion che trasportava olio avesse il cassone troppo alto che si è poi surriscaldato per il rollio della nave e ha preso fuoco. Eppure se i clandestini erano a bordo, solitamente questi ultimi si nascondono sotto i camion: qualcuno per riscaldarsi evidentemente ha acceso un falò. Ora le indagini diranno la verità anche se ci sono alter vittime a bordo. Il numero delle vittime dell’incendio sulla Norman Atlantic finora accertato resta fermo ad 11. 9 vittime sono state recuperate in mare, mentre altri due corpi, avvistati, non è stato possibile recuperarli. Lo rende noto la Guardia Costiera, sottolineando che “continuano le ricerche”. Questo il bilancio attuale, “fatta salva l’ispezione della Norman Atlantic una volta che il traghetto incendiato giungerà in porto”.
Il procuratore della Repubblica di Bari, Giuseppe Volpe. “Il bilancio definitivo sui dispersi, potremo farlo solo quando verificheremo se a bordo del relitto ci sono vittime. Non abbiamo notizie del secondo peschereccio diretto sulle coste greche su cui potrebbero esserci altri naufraghi”.”. Secondo i numeri della Procura, sulla motonave c’erano 499 persone, compresi tre clandestini. Undici le vittime accertate, 390 quelle messe in salvo sulle coste pugliesi e greche su navi militari, motovedette della Guardia costiera, elicotteri e pescherecci.
Dopo i 212 naufraghi sbarcati ieri a Brindisi, altri 38 sono arrivati oggi a Taranto e 80 in Grecia (sette su un elicottero e 73 su un peschereccio). Sono nove le salmenell’istituto di Medicina legale di Bari, quattro delle quali formalmente riconosciute e identificate. Tra queste ci sono i corpi di due autotrasportatori napoletani. Il comandante, Argilio Giacomazzi, è stato interrogato nella notte per oltre cinque ore negli uffici della Capitaneria di porto di Bari e ha risposto a tutte le domande del pm Ettore Cardinali, chiarendo di aver “rispettato tutte le procedure di sicurezza”. Sono in corso nell’aeroporto di Brindisi le operazioni di rimpatrio dei naufraghi della Norman Atlantic arrivati ieri con la nave San Giorgio. E’ già partito un primo volo per la Grecia, si attende che giunga un altro aereo che condurrà i passeggeri turchi a Istanbul. 
La moglie del terzo disperso, Carmine Balzano, è convinta che il marito sia in Albania e ha chiesto di cercarlo. Il procuratore della Repubblica di Bari, Giuseppe Volpe. “Gli accertamenti medico-legali dovranno chiarire le cause della morte e in particolare se ci siano segni di ustioni, anche se dai primi esami esterni sui cadaveri non emergerebbero dati in questo senso. Solo quattro vittime sono state ufficialmente identificate. mentre cinque, tra cui una donna, non hanno ancora un nome”. Anche il premier Matteo Renzi, in visita in Albania, in un tweet ha dichiarato “Sarà la magistratura a fare chiarezza sulle cause” dell’incidente, ha detto, ricordando che “ci sono stati momenti di eroismo” e che “in condizioni proibitive si è impedito che l’incendio avanzasse inarrestabile: sarebbe stata un’ecatombe”.