“Di questa prima corsa per le vie di Napoli ne ho un ricordo confuso come d’una cosa accadutami anni ed anni indietro. Ho negli orecchi il ronzìo di serenate che incontrammo lungo la riviera di Chiaja; mi pare di rammentarmi di fiammate in mezzo alla via, intorno alle quali ballavano strillando centinaia di ragazzi mezzi nudi, e dei lumi del gas che mi bucavano gli occhi, e della luna e delle stelle che brillavano cullandosi nel mare, e di Capri tuffata nei vapori del crepuscolo, e del Vesuvio! Dio, Dio, il Vesuvio! il suo pennacchio, i suoi bagliori sanguigni! Ma tutto confuso, tutto annebbiato come il ricordo d’un ballo fantastico veduto da fanciullo, o come le idee d’un nebuloso poeta del Nord che viaggia ispirato attraverso al regno dei sogni”.

Renato Fucini, Napoli ad occhio nudo