LA LETTERA. L’assessore Roberta Gaeta: “Il cuore di Napoli e i minori migranti non accompagnati”

Care cittadine e cari cittadini,
questo mese abbiamo scritto insieme una pagina importante della storia della nostra Città incidendo, con l’intelligenza del cuore che da sempre contraddistingue il popolo napoletano, un momento significativo di una realtà che ci riguarda sempre più da vicino: il fenomeno dei minori migranti non accompagnati.
Il 23 ottobre siamo stati tutti direttamente coinvolti nell’arrivo dei 109 adolescenti provenienti dall’Africa, recuperati in mare dalla nave Gregoretti della Guardia Costiera e giunti al Porto di Napoli stremati, avviliti e spaesati come può essere solo chi vive sulla propria pelle un viaggio di sacrificio e speranza per fuggire da situazioni tragiche di guerre, violenze e povertà estreme.
L’Amministrazione Comunale ha prontamente messo in moto il sistema di accoglienza, attrezzando straordinariamente il Centro Polifunzionale S. Francesco di Marechiaro per ospitare 50 minori fra i 13 e i 17 anni, e la rete di solidarietà per indirizzare altri ragazzi presso le comunità convenzionate con il Comune tra Napoli, l’area metropolitana e Salerno. Il Comune di Napoli, che adotta una linea politica inclusiva ed accogliente, ha sentito il dovere e la responsabilità di rispondere positivamente a questo fenomeno sociale accompagnando i minori in tutte le fasi della loro permanenza sul nostro territorio.
In questa occasione di dolore e sofferenza, i cittadini di Napoli insieme all’Amministrazione hanno costruito dal basso un ponte con l’Africa, rispondendo senza esitazione alla nostra sollecitazione, mobilitandosi con forte generosità nella raccolta di indumenti e strumenti per l’igiene personale da consegnare direttamente alla struttura comunale di Marechiaro. C’era il rischio che questo momento fosse soffocato dall’egoismo: abbiamo dato vita, invece, ad una rete così compatta e funzionale che, nel corso di poche ore, siamo stati sostenuti e sommersi da atti di pura solidarietà!
Abbiamo consapevolmente scelto e praticato un’idea di comunità contemporanea, intesa non come localismo chiuso, diviso e contrapposto in nicchie di esclusione, ma come luogo dell’incontro e del dialogo con la diversità: questi adolescenti soli, senza famiglia né legami, sono stati accolti ed adottati dalla Città intera, in un unico grande afflato d’amore per l’umanità.
Nella perfetta sinergia fra istituzioni e cittadini Napoli supera la sfida dell’accoglienza offrendo una possibilità a chi ha perso tutto: sono bastate poche ore affinché lo stato di emergenza abbia lasciato il posto alla programmazione delle attività ordinarie.
A Marechiaro, in questo caldo nido di ospitalità creato per loro, i ragazzi si stanno riappropriando della quotidianità: sono seguiti da un equipe di medici, che ne ha attestato lo stato di piena salute; ogni pomeriggio sono attivamente coinvolti in attività ludiche e ricreative con i coetanei dei laboratori delle Educative Territoriali di Napoli, che hanno manifestato il desiderio di conoscerli e trascorrere del tempo con loro; hanno la possibilità di mantenere vivo il legame con la terra d’appartenenza mediante l’ausilio di cellulari a loro donati. In altre parole, respirano un’aria di accoglienza e amore che li aiuta a riprendersi dalle sofferenze inflitte da un viaggio disperato e a tracciare la strada giusta per una vita dignitosa e serena.
Proprio per questo motivo, come Amministrazione Comunale abbiamo voluto premiare simbolicamente questi ragazzi: sabato li porteremo allo stadio insieme ai bambini di Napoli, per dimostrare loro che nella vita c’è sempre spazio per sorprendersi e che i sogni possono avversarsi.
Come Assessore al Welfare, e come cittadina, voglio ringraziare le donne e gli uomini di Napoli per ogni prezioso contributo che si è rivelato inestimabile, impagabile, efficace: avete speso parte del vostro tempo e delle vostre energie per gli altri, con la forza spontanea delle persone generose, dando vita ad un presidio di coesione sociale ed accoglienza.
Nella sfida dell’integrazione socioculturale, Napoli non ha costruito muri, non si è chiusa in se stessa ma ha dimostrato, ancora una volta, di essere una Città aperta dal cuore solidale.

Roberta Gaeta

Assessore al Welfare Comune di Napoli

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