A quasi quattro mesi dalla partenza del reddito di cittadinanza le imprese non stanno assumendo i lavoratori in stato di povertà. Il motivo? Il sito dove dovrebbero registrarsi non funziona. E non è chiaro come ottenere gli sgravi sui contributi che spettano loro a fronte di queste assunzioni.

Tra gli imprenditori che hanno rinunciato ad assumere candidati con Rdc c è Giampiero Olivetti, 46 anni, romano. Sua la Olsa informatica. Tra maggio e giugno ha dovuto arruolare cinque persone. «Tra i candidati aveva individuato due percettori di reddito di cittadinanza. Ma alla fine non ha portato a termine le assunzioni», racconta. Perché rinunciare agli sgravi? «Primo: non è chiaro se posso scegliere io il percettore di reddito da assumere. Secondo: non posso aspettare i tempi del via libera di un sito che non funziona». Il presidente dell associazione dei consulenti del lavoro, Dario Montanaro, ha inviato una lettera al vicepremier Luigi Di Maio e al presidente Inps Pasquale Tridico datata 18 luglio. Il giorno dopo sul sito Anpal è stata aperta la possibilità per le imprese di segnalare la propria disponibilità ad assumere i beneficiari del reddito. Nonostante ciò, non è cambiato molto: «Il sito non funziona— constata Alessia Noviello, consulente del lavoro a Roma —. Ho provato a registrare un imprenditore interessato ad assumere. Nulla da fare. E il numero verde non risponde».