Nuovo fronte di tensione tra Italia e Francia, questa volta sul terreno della fiscalità. A innescare lo scontro è stato il premier francese François Bayrou, che in un’intervista rilasciata a quattro emittenti televisive ha accusato l’Italia di portare avanti una politica di dumping fiscale, usandola come esempio per giustificare il suo no alla “tassa Zucman” – una proposta di imposta minima del 2% sui patrimoni superiori ai 100 milioni di euro.

“Le persone se ne vanno perché ormai c’è una sorta di nomadismo fiscale. L’Italia sta attualmente perseguendo una politica di dumping fiscale”, ha affermato Bayrou.


La reazione di Palazzo Chigi: “Affermazioni infondate”

Non si è fatta attendere la replica italiana. La premier Giorgia Meloni, attraverso un post su X, ha definito le parole di Bayrou:

“Affermazioni totalmente infondate”.

Fonti di Palazzo Chigi hanno parlato di una condanna immediata e articolata, mentre i media francesi riferiscono di un forte disappunto da parte della presidente del Consiglio.


I media francesi: “Dopo Macron, l’Italia prende di mira anche Bayrou”

La polemica è finita in prima pagina sui principali quotidiani francesi:

  • Le Figaro titola che Bayrou “attira l’ira dell’Italia”, dopo che in estate Macron era già finito nel mirino del governo italiano per le sue posizioni sull’Ucraina.

  • Les Echos, principale giornale economico francese, evidenzia come ora il terreno del confronto non sia più migranti o politica estera, ma la competizione fiscale.


Il caso della flat tax e il regime agevolato per i ricchi

I quotidiani francesi spiegano nel dettaglio il meccanismo al centro delle critiche di Bayrou. Si tratta della flat tax introdotta nel 2016 dal governo Renzi: un’imposta forfettaria annuale di 100mila euro (poi aumentata a 200mila euro nell’agosto 2024) sui redditi prodotti all’estero, destinata a attrarre grandi patrimoni e italiani espatriati facoltosi.

Le Figaro ricorda anche un caso emblematico:

“Cristiano Ronaldo ne ha beneficiato durante il suo trasferimento alla Juventus nel 2018.”

Les Echos sottolinea che, sebbene il regime sia stato pensato per soggetti privati, l’Italia ha chiaramente scelto di “incoraggiare il ritorno dei ricchi” nel Paese, come già avviene nel Regno Unito con il sistema dei “non-dom”.


Un attacco (anche) politico?

Le parole di Bayrou arrivano in un momento delicato per la politica interna francese. Come nota Le Figaro, il premier è già nel mirino dell’opposizione, che prepara una mozione di sfiducia per l’8 settembre. Lo scontro con l’Italia potrebbe quindi rientrare in una più ampia strategia comunicativa, ma rischia di incrinare ulteriormente i rapporti con Roma.



Il confronto sul fisco riaccende le tensioni tra Italia e Francia. E mentre a Parigi si discute di una tassa sui super-ricchi, a Roma si difende un modello pensato per attrarre capitali e investimenti. Sullo sfondo, però, resta una domanda politica: quanto è sostenibile, in Europa, la competizione tra regimi fiscali nazionali?