Investimenti all’estero, alle aziende campane piace il Regno Unito

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Di NADIA PEDICINO

La crisi economica non ferma gli investimenti nel Regno Unito. E’ quanto emerge dall’Italy-Uk Investors’ Day, il forum per le aziende italiane in UK che si è svolto lo scorso 5 dicembre presso l’Ambasciata Italiana a Londra alla presenza dell’ Ambasciatore Pasquale Q. Terracciano e del Cav. Antonio D’Amato, Presidente della Seda Group e ospite dell’evento.

Il Presidente della Camera di Commercio e dell’industria in UK, Leonardo Simonelli, ha presentato la quinta edizione della “Survey of Italian Investments in UK”, l’indagine sugli investimenti delle aziende italiane nel Regno Unito, sponsorizzata dalla napoletana SMS Engineering (information ad communication technology) con sede anche a Londra e rappresentata durante la presentazione dal Managing Director, Rosangela Capasso.

Secondo l’indagine l’Italia è leader in Europa per gli investimenti nel Regno Unito e le aziende campane ne costituiscono una buona fetta. Sono ben 695 le aziende che compongono il tessuto imprenditoriale italiano che hanno investito in UK con oltre 24 miliardi di sterline dando vita a circa 50.000 posti di lavoro. Solo nel 2013, 7 nuovi progetti hanno generato un ritorno di 1,2 miliardi di sterline per l’economia britannica. Siamo di fronte alla sfida comune di una congiuntura economica complessa, l’Europa sta ancora lottando per consolidare la ripresa, i mercati emergenti rallentano e il Giappone è in una fase di recessione inaspettata. Occorre recuperare competitività in un mercato più favorevole alle imprese dove l’Europa gioca un ruolo fondamentale; non sono necessarie nuove regole ma occorre puntare a strategie di semplificazione e di riduzione della burocrazia. Il processo di completamento del Mercato Unico Europeo, in particolare nel settore dell’energia, dei servizi digitali e finanziari, sarebbe un fattore chiave per la messa a punto di accordi commerciali con interlocutori internazionali, a partire dagli Stati Uniti. In questo scenario gli investitori italiani sono pronti a fare la loro parte, a sostenere le riforme strutturali in Italia e in Europa, e spingere per un approccio più intelligente alle normative europee.

“L’uscita della Gran Bretagna dall’UE sarebbe negativa per le nostre economie e per le nostre società” dichiara l’Ambasciatore Terracciano. “Serve un’Europa migliore e la Gran Bretagna deve essere parte attiva.” sostiene Antonio D’Amato che prosegue: “Con la sua storia di liberalismo pragmatico, visione del business e sensibilizzazione globale ha dato un contributo fondamentale nel plasmare l’Unione Europea, ed è uno dei fattori che ha spinto tanti investitori europei a venire nel Regno Unito”.

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