Peppe Barra

Intervista con Peppe Barra: “Io, Napoli e la città che ormai vive senza cultura…”

Peppe Barra
Peppe Barra

di SIMONA D’ALBORA

La domanda di fronte alla sua arte viene naturale, cosa non ha regalato alla sua città un artista come Peppe Barra? Il suo nome è indissolubilmente legato a Napoli e la sua arte, fatta di recitazione musica e canto, hanno contribuito a divulgare la cultura partenopea nel mondo

Un artista come lei, che rapporto ha con una città bella e contraddittoria come Napoli?

“Napoli è croce e delizia, una grande città d’Europa, senza fare stupida retorica. Ma vivere a Napoli sta diventando  sempre più difficile, anche se, non esageriamo però,  ormai tutte le città sono diventate difficili, viviamo un momento molto critico, molto doloroso, ormai si vive senza cultura e quando una società non ha interesse per la cultura è una società perdente.”

In questo scorcio del 2015  Napoli ha perso chi artisticamente chi ha dato tanto alla sua città, Pino Daniele, Francesco Rosi, eppure sembra a volte che sia Napoli a non dare tanto:

“Questo non è vero, parlando di Pino Daniele, la città ha tributato molti onori al cantante, anzi Napoli è questa, ha avuto come spesso le succede poco equilibrio. Pino era un grande, ha dato tanto alla città, però forse gli è stata data un’importanza mondiale. Ha tutto il diritto di ricevere gli onori per quello che ha rappresentato per la città, solo ci sarebbe voluto un po’ più di equilibrio”.

Non si può negare però che al di là di qualche strada, Napoli non ha riconosciuto altro ai suoi figli, pensiamo a Totò, sono venti anni che non si riesce nemmeno ad aprire il suo museo:

“Totò fa parte della cultura napoletana ed è assurdo che ad oggi non ci sia ancora un museo per ricordarlo, come del resto abbiamo un premio Troisi, va benissimo, ma non esiste un premio Eduardo De Filippo o un premio allo stesso Totò”

Intanto il teatro Trianon è fermo da mesi e sembra che non si trovi una soluzione, cosa ne pensa?

“Il teatro Trianon è una vera e propria diatriba perché molto spesso non si sa cosa si vuole. Il Trianon era um teatro culturale popolare che ha funzionava gestito dai privati. In mano alla politica ha iniziato ad avere problemi. E questo è sintomatico, significa che non è gestito bene perché non si sa se per defaillance dovuta alla politica napoletana o se la politica non ha interesse e lo dico da cittadino che non ha mai fatto o mai chiesto niente alla politica. Quello che sono lo devo solo a me e per questo ringrazio il mio talento.”

A quale suo lavoro artistico è più legato?

“Non guardo mai a quello che ho fatto ma a quello che farò, non mi guardo mai indietro, avendo ormai una certa età, è tutto un premio quello che viene domani”:

Lei è ricordato anche per la grandissima interpretazione che ha offerto a tutti ne La Gatta Cenerentola…

“La Gatta l’ho un po’ rimossa, ho fatto anche cose più importanti della Gatta, anche se, devo ammettere che è stato uno degli spettacoli più belli degli ultimi 50 anni. Ma il successo è anche merito del bellissimo rapporto tra la Nuova Compagnia di Canto Popolare e il grande Roberto De Simone, un talento unico, con il quale la collaborazione ha portato ha tanti altri successi.”

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