Nicola Olivieri

Intervista a Nicola Olivieri (Meridionalismo democratico): “Una macroregione del Sud, lo Stato centrale ci sta distruggendo”

Nicola Olivieri
Nicola Olivieri

di LAURA BERCIOUX

Negli ultimi anni c’è stato un risveglio di movimenti e associazioni che spingono per dare una nuova rappresentanza al Mezzogiorno. L’associazione dei Meridionali Democratici di Nicola Olivieri si è mossa da tempo su questo fronte.

Vi definite meridionalisti e democratici: destra, sinistra o centro?

 
“Siamo una forza progressista impegnata nel riscatto totale, sia politico che sociale ed economico del “Sud”. La matrice Socialista ispira molti dei nostri pensieri e delle nostre azioni, inclusi i principi di equità, di lotta alle discriminazioni e solidarietà, mentre la matrice Liberale ispira il nostro credo nell’importanza della dell’iniziativa privata e della libertà di impresa, ovviamente nel rispetto della legge e del bene comune”.
 

Qual è il vostro concetto di democrazia?

 
“Concepiamo lo Stato come la casa dei cittadini sovrani secondo un modello di democrazia partecipata in cui vanno tutelate e garantite la libertà individuale, lo stato di diritto, le pari opportunità per tutti, la libertà d’impresa mediata dalla tutela dello Stato nei confronti dei soggetti più deboli, la separazione fra stato e religione, il rispetto dell’ambiente e di tutte le specie animali e l’autodeterminazione dei popoli, nel pieno rispetto dei diritti dell’Uomo”.
 

Qual è il vostro manifesto?

 
“L’articolo 1 del nostro statuto rappresenta in pieno il nostro pensiero poiché le nostre finalità sono la rinascita e il rilancio materiale, culturale e morale del Sud d’Italia, definito come i territori dell’ultimo stato indipendente del Regno delle Due Sicilie, attraverso un metodo di azione politica ispirata alla democrazia partecipata e ai principi della nonviolenza, sia verbale sia fisica, e della tolleranza”.
 

Cosa intendete per federalismo meridionale?

 
“Partendo dal principio di autodeterminazione dei popoli e ritenendo che quello dell’ultimo Regno delle due Sicilie sia da considerarsi “popolo sovrano”, riteniamo che la costituzione di una macroregione Sud politicamente ed economicamente libera dal governo centrale romano” sia l’unica strada per il riscatto prima e la rinascita poi dei nostri territori e dei suoi cittadini”.
 

Siete anche Europeisti: il Meridione è una parte fondamentale dell’Europa?

 
“Per noi l’Europa non è quella del governo e controllo della BCE, né quella dei diktat di chi ha potere economico nei confronti dei paesi più deboli. Il nostro modello è quello del Manifesto di Ventotene scritto da Rossi e Spinelli nel 1941 per la costituzione di un organismo sovranazionale teso alla ridistribuzione delle ricchezze secondo principi di federalismo solidale. Il Meridione è parte importante dell’Europa, basti pensare che il suo numero di abitanti è di gran lunga superiore a quello di tanti stati sovrani che mettono veti e fanno le “politiche comunitarie” che tanto ci hanno penalizzato. Inoltre, il Meridione occupa una posizione geografica strategica nel Mediterraneo per quanto concerne gli scambi commerciali con tutti i paesi che in esso si affacciano, ma la carenza di infrastrutture penalizzano ogni possibilità di mettere a reddito questa posizione”.
 

Com’è strutturata la Vostra Organizzazione?

 
“Il partito è organizzato in struttura piramidale su base territoriale, con sezioni, coordinamenti provinciali, coordinamenti regionali, un consiglio generale, la segreteria, il segretario politico, l’ufficio di presidenza ed il presidente. Il Congresso Generale, massima espressione della nostra democrazia interna si riunisce almeno ogni due anni per l’elezione dei propri rappresentanti.  Il Consiglio Generale, invece, è convocato almeno quattro volte l’anno e assiste la direzione del partito nella formulazione della linea politica”.
 

Cosa pensate del Governo per le politiche meridionali e cosa secondo Voi il Governo non sta facendo?

 
“Purtroppo il Meridione è stato privato delle sue ricchezze e non si intravede alcuna politica di rilancio da parte dello Stato centrale che, anzi, in momento di grave crisi, continua a depauperarlo sottraendo volutamente fondi per investirli in altre parti del paese. Il non volere investire in infrastrutture che facilitino i collegamenti penalizza il Meridione dell’agricoltura di eccellenza, dell’industria turistica, dello sviluppo e della ricerca tecnologica. Il Governo non ha alcuna intenzione di fermare la neocolonizzazione del Sud ed è solo interessato a sfruttarlo per le risorse in combustibili fossili e come pattumiera per i rifiuti. Impoverire significa anche desertificare, ed ecco che parte lo “sputtaNapoli” continuo delle campagne mediatiche della stampa di regime. Rendere la vita più che difficile in interi territori significa ottenere la fuga dei cervelli, ma anche di intere comunità. Con questo gioco, in un territorio sempre più svuotato di cittadini lo sfruttamento diventa molto più semplice. In poche parole, uno sviluppo nuovo e sostenibile per i nostri territori dal Governo e da quelli che seguiranno non lo avremo mai, se non cambiando l’intera classe politica attuale rappresentativa del Meridione, che ahimè è da sempre asservita e lacchè del potere tosco-padano”.
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