Intervista con Gennaro Migliore: “Da Sel a Renzi e non sono pentito. Ora il governo aiuti chi è senza tutele. De Magistris? Non rivotatelo…”

gennaro MiglioreDa SEL al Partito Democratico di Renzi. Nell’intervista a Il Sud On Line Gennaro spiega la metamorfosi e affronta molti temi, dalla crisi economica al Mezzogiorno.

La sua conversione dalla sinistra ecologista al renzismo è un punto debole?

“Non lo considero certamente un punto debole, lo considero un punto di riflessione nel ragionamento politico. Si può costruire e rafforzare anche così un’area di sinistra. Dal mio punto di vista, è sicuramente un valore aggiunto. Si tratta di cambiare il Paese e non cambiare un partito”.

 Quali sono le cose che ha fatto il governo che gli sono piaciute e quali meno?

“Il governo non accetta come dogma le politiche Europee ma la stagione di riforme è ancora nel limbo: andrebbero realizzate con maggiore velocità, Sono molto d’accordo, invece, sulle proposte relative alla riforma elettorale e costituzione. Mentre il tema della centralità della scuola può diventare un argomento forte nel dibattito politico”.

Cosa dovrebbe fare il governo Renzi?

“Mi aspetto che si diano strumenti e tutele a chi in questi anni non li ha mai avuti. Su questa base io mi auguro ci sia uno spostamento significativo per coloro che non hanno avuto mai questa possibilità”.

Il rapporto di Srm sulle relazioni economiche tra Italia e Mediterraneo confermano, per la quarta volta, che l’Europa non cresce perché guarda solo ad Est e non al Sud. L’Italia nel periodo 2001-2013 ha raddoppiato il suo export verso i Paesi dell’area Med: più 107%, più degli Usa, più della Francia, meno della Germania (+138%): cosa può e deve fare il Sud per sfruttare questo trend?

“Noi siamo stati abituati a dare le spalle al nostro mare, tanto che si potrebbe adottare il titolo del libro della Cortese “Il mare non bagna Napoli”. Abbiamo completamente sottovaluto anche la fisicità della nostra collocazione al centro del Mediterraneo. E credo che i Paesi emergenti, in particolare la Turchia, l’Egitto in generale i Paesi dell’area mediterranea, rappresnetano un’occasione straordinaria per lo sviluppo. Da un lato si abbatte questo muro dell’immigrazione che è diventato spesso un cimitero per tante persone che cercano solo di salvarsi, dall’altro il Mediterraneo può tornare a essere un centro di sviluppo adeguato”.

Ma cosa serve?

“Soprattutto infrastrutture. Occorre specializzare le infrastrutture dei porti per renderli finalmente un’occasione di sviluppo. E, poi, realizzaree un Erasmus del Mediterraneo per poter consentire a studenti del Sud o europei di conoscere quest’area, creando quei legami che, successivamente, potrebbero essere utili per il nostro sistema economico. L’Italia è molto brava a fare infrastrutture, nell’edilizia, nella costruzione di reti ferroviarie, autostrade. Il patrimonio che abbiamo è strategico per i partners che si affacciano sulla via dello sviluppo industriale. Va cambiata, inoltre, anche la politica industriale del nostro Paese: su questo il governo non è ancora intervenuto a regime perché sta fronteggiando le emergenze. Dobbiamo recuperare il nostro Paese a livello internazionale. E questo lo può fare solo un’amministrazione pubblica efficiente e titolata. La cosa più importante che dovrà portare a casa il governo è la riforma della pubblica amministrazione. Giustizia, burocrazia, anticorruzione: questi sono gli elementi che faranno dell’Italia un Paese favorito rispetto ad altri per gli investimenti”.

Una macroregione che superi le Regioni?

“Io sono d’accordo. Le regioni devono ritornare ad avere una dimensione legislativa e non gestionale. Bisognerebbe, accanto all’abolizione delle provinc,e fare anche uno sforzo perché si possano immaginare alcune macroregioni: penso a regioni bivalenti, sei, otto regioni in tutta Italia, fatte salve alcune esigenze di specialità come le isole”

Dica tre cose che farebbe e tre cose che non farebbe mai se fosse il sindaco di Napoli….

“Onestamente non sto pensando di fare il Sindaco di Napoli ma vorrei costruire una nuova speranza per Napoli, perché quel che abbiamo non funziona. Da cittadino, quello che non farei è rivotare chi ha ridotto la città in questa condizione: la manutenzione urbana non funziona, i rifiuti,le partecipate… Vorrei una rappresentanza politica che rispetti le istituzioni e che non si metta in conflitto perenne. Da napoletano questa amministrazione ha ridotto la città in una condizione ancora più difficile di prima”.

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