guido donatone

guido donatone

di SIMONA D’ALBORA

La settimana prossima i riflettori saranno tutti puntati su Bagnoli. Il premier Matteo Renzi, sarà a Napoli il 7 novembre prossimo. Ma ad accendere le polemiche sono i provvedimenti previsti dal decreto Sblocca Italia, che riguardano proprio l’area ovest di Napoli. Il coordinamento delle realtà di base campane ha organizzato proprio per il 7 una mobilitazione per protestare proprio sul capitolo del decreto che parla di Bagnoli.

Intanto nei giorni scorsi a Palazzo Marigliano Italia Nostra ha incontrato le Assise del Mezzogiorno per discutere dei punti critici dell’articolo 33 del decreto che dovrebbe delineare il futuro di Bagnoli. Alla base c’è lo stravolgimento del Piano Regolatore Generale che prevede la delocalizzazione di Città della Scienza al di là della strada, così come stabilito anche dalla legge 582 del 1996 che prescrive tassativamente che nel tratto di costa che va da Nisida a Bagnoli venga totalmente ripristinata la spiaggia per la balneazione e sanciva la rimozione della colata.

“L’accordo di programma tra Governo Regione e Comune indicava una risoluzione  diversa da quello prevista dal PRG – dichiara Guido Donatone, presidente di Italia Nostra Napoli – e già avevamo denunciato che il Comune non rispettava lo strumento di pianificazione urbanistica inserendo nell’accordo la bonifica dei fondali marini, la ricostruzione di Città della Scienza ma a pochi metri di distanza dalla costruzione precedente. Non solo, nelle intenzioni vi è la realizzazione di un polo per la nautica da diporto, totalmente incompatibile con la balneazione e la conservazione della colmata sul mare. Tutto questo è stato superato dall’articolo 33 del decreto Sblocca Italia che ha  commissariato il comune su Bagnoli e nominato un soggetto privato, attuatore della trasformazione urbana, che diventa il proprietario dei suoli con la facoltà di riscrivere per se stesso le norme di piano che, invece, dovrebbero rientrare nei poteri dell’Amministrazione comunale.”

E cosa succederà ai 120 ettari di verde che potrebbero diventare un polmone per la città?

“Il consorzio prevede che venga trasformato in parco a tema e il tema sarà la scienza. Insomma ci sarà un doppione di città della scienza e il verde verrà ridotto dalle costruzioni previste dal progetto. Ma c’è un’altra cosa più grave: il decreto prevede un aumento di costruzioni di edilizia privata in tutta l’area di Bagnoli, quando si sa da tempo che la Regione a breve approverà il piano di evacuazione elaborato dalla protezione civile che allargherà la zona rossa ai Campi Flegrei, questo vuol dire congestionare un’area ad altissimo rischio quando invece si dovrebbero perfezionare le vie di fuga nelle zone dove potrebbe verificarsi una seria catastrofe.”

Il 7 novembre, il coordinamento delle realtà di base hanno organizzato una mobilitazione per protestare contro il decreto, Italia Nostra parteciperà?

“Il coordinamento ha le nostre stesse posizioni, siamo stati invitati a partecipare e ci saremo anche noi.”