Intervista Daisy Osakue, la regina “d’oro” delle Universiadi

Intervista Daisy Osakue, la regina “d’oro” delle Universiadi

Di lei, a Napoli, si sono innamorati in tanti. Al punto che l’hanno scelta come protagonista della cerimonia di chiusura della 30/a edizione dell’Universiade, in quello stesso stadio, il San Paolo che, appena qualche giorno prima, l’aveva vista trionfare nel “suo” lancio del disco.

Un oro quello di Daisy, arrivato con tanto di primato personale, 61,69, la cifra della settima prestazione italiana di ogni tempo; non male per una che è stata capace di superare i 60 metri per la prima volta solo nella primavera scorsa, ma che sta scalando le vette della specialità a ritmi vertiginosi. Daisy Osakue, origini nigeriane ma chiare inflessioni piemontesi nel parlare, ha voglia di prendersi il mondo. La brutta storia dello scorso anno, quando un gruppo di balordi l’aggredì lanciandole delle uova al rientro a casa, mettendo a rischio la sua partecipazione agli europei di Berlino (dove poi andò, malgrado la benda sull’occhio portata per giorni, finendo ottima quinta), è ormai nel dimenticatoio. Soprattutto per lei, ragazza dagli orizzonti straordinariamente ampi, finanziera, studentessa di criminologia alla Angelo State University.

Incontro Daisy senza voce, che sorride ancora, pensando al suo trionfo napoletano.

Un urlo liberatorio verso la curva dello stadio San Paolo, subito dopo aver eseguito il lancio che ti ha portato al vertice della classifica della finale del lancio del disco, che ti ha dato l’oro alla fine! Che cosa hai provato in quel momento? Qual è la prima immagine che ricordi?

Ero entusiasta! Avevo sentito che il lancio era buono fin dall’inizio, e nel finale sono riuscita a sentire quella sensazione di liberazione mentre lanciavo. Il mio primo sguardo era rivolto alla mia famiglia, mia madre che correva da una parte all’altra. Insieme a mia sorella e mio fratello, e tutto il bellissimo pubblico che era venuto a farci il tifo!

Un anno di crescita spettacolare: Il 15 marzo ad Abilene, Texas, superi per la prima volta il muro dei 60 metri con un lancio di 60,04 metri. Quindici giorni dopo migliori il tuo record  con 60,13 m. Il 25 aprile durante l’Oliver Jackson Twilight Open 2019, sempre ad Abilene, superi di oltre 1 metro e mezzo il tuo primato portandolo a 61,35 metri. Nella magica serata al San Paolo il tuo nuovo record di 61,69 metri. Si tratta della settima misura italiana di tutti i tempi, come sei riuscita ad ottenere un risultato così importante?

Tanto, tanto, tanto impegno e fiducia nel lavoro che stiamo svolgendo con il mio tecnico Maria Marello, è una persona speciale, e un punto di riferimento costante per me. 

Non si guarda al passato. E’ “la regola d’oro”, fuori e dentro il campo. Non ti chiedo cosa pensi o provi a un anno di distanza da quello che ti è successo a seguito dell’aggressione, ti chiedo di descrivere “cosa” ti ha portato qui oggi, con il tuo splendido sorriso… e voglia di vivere, “prima” dei metri conquistati?

Credo che tutti quanti noi abbiamo vissuto e poi superato dei momenti difficili nella vita, e credo che tutti confermeranno che il miglior metodo è quello di non arrendersi mai e di non farsi influenzare dalle situazioni negative che viviamo!

Dal 2014 sei cittadina Italiana e negli Stati Uniti studi Criminologia. Qual è il paese che ti affascina di più, in cui vorresti vivere, oltre la tua bellissima Moncalieri?

Non saprei, sono una persona che si adatta a qualsiasi tipo di ambiente, ma se potessi scegliere un posto dove vivere, la scelta sarebbe su un posto in montagna, all’aria aperta e con tanta, tanta, tranquillità.

Una campionessa giovane e talentuosa come te, cosa consiglierebbe a chi sta per iniziare?

Consiglierei di ricordarsi che la cosa più importante è divertirsi, e che non deve essere o diventare un peso gareggiare o fare sport. 

Un rito scaramantico prima della gara?

Se devo essere sincera, non ho un rito scaramantico, mi comporto come in qualsiasi altro giorno. 

A settembre i Mondiali di Doha, in Qatar, poi il “sogno” della partecipazione ai Giochi olimpici di Tokyo 2020. Quali sono i pronostici di Daisy per Daisy?

Daisy è molto scaramantica e non dice mai nulla finché non l’ha ottenuto. Per ora credo di poter dire con sicurezza che voglio impegnarmi al meglio per finire la stagione con il sorriso.

Al San Paolo, davanti ad oltre 35mila spettatori, la discobola azzurra emozionata e con il suo splendido sorriso, ha interpretato la parte che nell’apertura era stata di Lorenzo Insigne. A lei l’onore dello spegnimento del braciere. Dopo, ha avuto inizio lo show, ideato e prodotto da Balich Worldwide Shows, per la regia di Stefania Opipari. Ispirata al rito del sospeso, tipicamente napoletano, la cerimonia è stata un saluto alla città di Napoli e alla Campania, con i colori delle bandiere dei 118 Paesi partecipanti, che, nei dodici giorni dell’evento hanno gareggiato su tutto il territorio regionale. In Tribuna autorità, il Presidente del Consiglio dei Ministri, Giuseppe Conte, con il Presidente della FISU, Oleg Matytsin, il Presidente della Regione, Vincenzo De Luca, e il Sindaco di Napoli, Luigi De Magistris. Cala il sipario sulla manifestazione che ha prodotto numeri vincenti: 6000 atleti ospitati su due navi da crociera, 222 premiazioni, oltre 300mila biglietti staccati, 60 impianti ristrutturati e restituiti alla comunità con l’obiettivo di cavalcare l’onda e inserire Napoli nel circuito dei grandi eventi internazionali. Atto finale, il passaggio di testimone alla cinese Chengdu che tra due anni ospiterà la 31/a edizione delle Universiadi estive.

Share this post