Intervista con Arturo delle Donne, il “romanziere” della fotografia

Intervista con Arturo delle Donne, il “romanziere” della fotografia

IL TAOMODA quest’anno si è anche vantato della presenza del fotografo A. DELLE DONNE esponendo al P. Ciampoli una sua Mostra dal titolo “Il Mare non ha Paese”da Ulisse alla DICIOTTI.Delle Donne ha ricevuto IL TAO AWARD Fotografia Arte grazie alla sua collaborazione con il Marchio Suprema Venezia per Campagne Pubblicitarie e Mostre.Grandi emozioni ha dato, durante la serata del gala,il corpo di ballo con le coreografie di Fia Distefano che si intervallavano con i capi Suprema.

Mi vuole parlare dell’esposizione di sue fotografie, al P. Ciampoli, dal titolo “Il mare non ha Paese “da Ulisse alla Diciotti ?

Il mare non ha Paese è una frase tratta dai “Malavoglia” di G. Verga è un racconto in fotografia che va da Ulisse ai giorni Nostri che vuole raccontare l’avventura umana,s’ispira ai grandi romanzi del mare di Jack London, in parte anche ad Omero, sono tutte piccole frasi tratte da questi romanzi da cui io ho estrapolato una fotografia che viene costruita prima mentalmente, poi viene costruito un piccolo set e alla fine di un percorso in positivo viene scattata. Al P. Ciampoli c’è esposto anche un dittico che è stato scattato, nello stesso istante, a prua e a poppa sulla nave Diciotti.

Il dittico s’intitola“Lo stesso mare differenti punti di vista”
Si, c’era un tramonto fantastico ed un’alba di una luna meravigliosa, eravamo davanti a Catania stavamo arrivando, ero lì inbarcato per un altro servizio fotografico ed è da vedere il racconto non basta, nello stesso istante, la poppa racconta una cosa e la prua ne racconta un’altra.

Qual è il segreto per far diventare una fotografia una bella fotografia?

Belle fotografie non esistono,esistono foto che emozionano e queste normalmente sono quelle che nascono attraverso un attimo eccezionale,come ad Es.quello della Diciotti, oppure da un percorso molto complesso di pensiero e di cuore, il tutto poi deve arrivare allo spettatore perchè per fare una bella foto ci vogliono 3 ingredienti: il fotografo, il soggetto e chi guarda.

Guardando le sue foto ho notato che danno una sensazione di romanzesco
Esattamente perchè, tranne il dittico di cui parlavamo prima, sono tutte tratte da dei romanzi di mare, ogni foto è un romanzo c’è Jack London che io adoro, c’è Joseph Conrad che è uno dei miei preferiti, c’è Melville con Moby Dick, c’è ventimila leghe sotto i mari e quindi è un racconto dell’umanità perchè anche questi grandi romanzieri hanno raccontato l’umanità, ognuno ha raccontato la sua contemporaneità, io ho voluto raccontare la storia dell’umanità partendo da Omero e finendo dalla Diciotti e tutte hanno in comune questo mezzo meraviglioso che ci unisce e divide che è il mare.

Con l’avanzamento della tecnologia, oggi, è cambiato il modo di fotografare?
Adesso si fanno una gran quantità di foto, se si pensa che solo nel 2011 sono state fatte tante foto quante ne sono state fatte dall’invenzione della pellicola al 2009, col digitale ormai ognuno anche per prendere l’orario dei pullman fa una foto, non si scrive più a penna, ma quella non è fotografia, la fotografia nasce da un pensiero non nasce dalla macchina fotografica è come dire a un cuoco che bel piatto che hai fatto che padella hai usato o a un pittore che bel quadro hai fatto che pennelli hai usato non è la padella non sono i pennelli è il pensiero che c’è dietro.

Io sono convinta che il fascino della fotografia in bianco e nero non passerà mai…
AH! Si, perchè è un modo di vedere completamente diverso, è il fascino del vintage, anche il vinile è tornato tantissimo anche il riprendere con la pellicola in bianco e nero ha un fascino.Io ad esempio amo stampare in bianco e nero l’emozione di entrare in camera oscura e perdersi nel bianco e nero è ancora molto forte.

Io gradirei che si tornassero a girare i film in pellicola, secondo me le piccole inperfezioni rendono il tutto più poetico
Si, il vintage da tantissime emozioni, non ci dimentichiamo però che quando c’erano alcune pellicole alcune ottiche si faceva di tutto per migliorarle, adesso si hanno in mano dei mezzi potentissimi che danno una quantità di possibilità di espressione enorme, chi ha qualcosa da dire in questo momento ha una quantità di tecnologia per poterla dire enorme ed è bellissimo.

Ma con la tecnologia non si è un po’ persa la poesia della fotografia?
No, io non credo che esiste la fotografia nel momento in cui tu clicchi il pulsante, lei nasce da un pensiero e non c’è niente che può modificarti un pensiero puoi evolverlo con la tecnologia ma non puoi cambiarlo, ogni mia foto è frutto di un lunghissimo studio, e quando vado a scattarla è solo lo step finale di un lunghissimo momento di meditazione, di studio e di costruzione di quella foto lì.

Questo lavoro di pre-foto quanto dura?
Può durare pure un paio di mesi se pensi che ognuna di quelle foto è un romanzo intero letto, da ogni romanzo ne ho estrapolato una frase poi ho costruito mentalmente la foto, l’ho disegnata, poi ho costruito il set e alla fine l’ho scattata, lo scatto è un secondo, l’ultimo istante quasi di espiazione.

Ha ricevuto il TAO AWARD per l’Arte e Fotografia che rapporto ha lei con la moda?
Io ho fatto e faccio tantissima moda e con Suprema, che è il Marchio che ha sfilato al gala, abbiamo fatto un progetto insieme che è stato estremamente lungimirante da un certo punto di vista, ha sposato l’arte per le campagne pubblicitarie, questo è molto particolare all’interno di uno sviluppo di un proggetto di Moda perchè non è così facile da trovare un imprenditore che crede in un proggetto artistico e lo fa diventare il suo sviluppo e la sua pubblicità.

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