“Il capitale umano e le competenze digitali hanno un ruolo chiave per realizzare la “digital revolution.” Lo ha dichiarato Fabio De Felice nel corso della sessione organizzata in occasione del Forum dell’Ocse del B20 (http://www.b20argentina.info), il business forum delle “Confindustrie” e dei business leader collegato al G20 in programma a Parigi oggi e domani.
De Felice è il fondatore di Protom Group SPA (www.protom.com), PMI d’eccellenza a cui quest’anno Confindustria ha assegnato il “Premio Imprese per Innovazione” ed è attualmente in  concorso, per la categoria Industria e Servizi, per il Premio dei Premi riconoscimento istituito dalla Presidenza del Consiglio dei Ministri su mandato del Presidente della Repubblica.

Nata nel 1995, nel 2017 Protom ha avviato il suo percorso all’interno di Elite, il programma di Borsa Italiana e Confindustria per le imprese ad alto potenziale, per supportare il suo percorso di crescita legato a innovazione e internazionalizzazione.
Con cuore operativo in Italia a Milano e Napoli, uffici in Francia e Brasile, Protom è un’azienda di consulting e system integration che punta ad essere per i propri clienti un “change manager” in grado di fornire prodotti e servizi che possano supportarli nella progettazione e nella realizzazione di cambiamenti strategici.

“Rispetto alle Recommendation sviluppate nel 2017 dal B20 Germany – spiega De Felice- quest’anno un ruolo centrale è stato assunto dal tema delle competenze digitali. Relativamente ad esse, è stato rilevato da un sondaggio della European Commission, che ad oggi il 44% della popolazione europea non possiede le skill di base. Si tratta di un segnale allarmante, che va immediatamente affrontato attraverso l’implementazione di importanti investimenti sul capitale umano e sulla formazione.

“Esiste un gap e si può superarlo solo agendo in maniera parallela su due versanti – continua De Felice – Da un lato, è necessario operare sui giovani, nuove leve del mercato del lavoro, per le quali l’acquisizione di competenze digitali dovrà diventare parte del percorso di formazione scolastica, sin dalle elementari. Dall’altro lato ci si dovrà concentrare sull’aggiornamento di skill e competenze per chi già lavora. È questa una tematica di vitale importanza, dirimente rispetto alla possibilità di ridurre ineguaglianze sociali e disoccupazione. La conversione e l’aggiornamento delle competenze, pertanto, dovranno essere rivolte primariamente a chi ne ha più bisogno: le piccole e medie imprese, i disoccupati e chi vive in aree rurali o caratterizzate da importanti barriere infrastrutturali”.

“È inoltre da sottolineare – spiega De Felice – come i processi di digitalizzazione costituiscano uno strumento di empowering economico e sociale in special modo per le donne, per le quali l’acquisizione di nuove competenze può giocare un ruolo chiave nell’affermazione professionale. Relativamente al tema della Industria 4.0, superata la fase di definizione delle nuove tecnologie abilitanti e dei miglioramenti infrastrutturali, ci si va sempre più concentrando sulla necessità da parte dei governi di predisporre gli incentivi adeguati per l’implementazione di questo che è stato definito come un nuovo ecosistema produttivo. Particolare attenzione, inoltre, è stata data alla dimensione della condivisione, sia in termini di informazioni (soprattutto in ambito cybersecurity) sia in termini di standard internazionali da applicare in maniera univoca.”

Il G20 e il B20
L’importanza della funzione del G20 quale principale e indiscusso Forum decisionale di cooperazione economica e regolamentazione finanziaria è nota a tutti.
Dalla creazione nel 1975 del G7, che riuniva i Capi di Stato e di Governo dei sette maggiori Paesi industrializzati (Stati Uniti, Giappone, Germania, Francia, Italia, Regno Unito e Canada), allargato alla Russia dal 1998, il Forum si è sempre più ampliato al fine di includere, nel dialogo sulle questioni di maggior rilievo a livello globale per la stabilità economica e finanziaria, a partire dal 1999, anche i nuovi Paesi emergenti quali Arabia Saudita, Argentina, Australia, Brasile, Cina, Corea del Sud, India, Indonesia, Messico, Sudafrica e Turchia, oltre all’Unione Europea.
Il Forum è stato formalizzato ufficialmente in G20 a partire dal 2008. Di pari passo con l’allargamento del Gruppo ai nuovi protagonisti della scena economica attuale, in considerazione del loro crescente contributo al PIL mondiale, il G20 ha mostrato anche una maggiore apertura nei confronti del settore privato dell’economia, quale riconoscimento del suo ruolo di motore per la crescita economica, fonte di risorse per gli investimenti e stimolo per l’occupazione. Gli stessi leader del G20, nelle loro dichiarazioni conclusive, hanno ribadito negli ultimi anni la necessità di una maggiore cooperazione dei Governi col settore privato attraverso partnership pubblico-private e misure volte a rafforzare il ruolo di tale settore a beneficio delle economie di tutto il mondo.
La sinergia della business community con il G20 è nata nel 2010 nel corso del Summit ospitato dal Canada, quando questa fu invitata per la prima volta a far sentire la sua voce. Il Business 20 (B20), il Forum attraverso cui le imprese e loro associazioni, tra cui la ICC, producono raccomandazioni di indirizzo per l’incontro annuale del G20, rappresenta oggi oltre 6,5 milioni di imprese di tutti i settori e tutte le dimensioni.
Da allora, il B20 è divenuto un appuntamento fisso annuale nonché canale privilegiato del settore privato per veicolare il punto di vista delle imprese ai Governi impegnati nel rafforzamento delle misure per la ripresa economica.
Il B20 rappresenta la voce del settore privato e dell’imprenditoria all’interno della comunità del G20, fornendo prospettive pratiche e generando nuove idee sui temi da quest’ultimo individuati come sfide globali.

L’operato del B20 si caratterizza per l’impegno alla cooperazione nello sviluppo di concerete proposte di policy, con l’obiettivo di generare innovazione e occupazione, sostenere la crescita e lo sviluppo economico. Il processo avviene attraverso la formazione di taskforce di imprenditori che, dopo un percorso di dialogo di circa 7 mesi, rilasciano un piano di “Recommendation” indirizzato ai leader del G20.

Protom Group Spa (www.protom.com )
Nata nel 1995 a Napoli come società di consulenza, oggi Protom Group S.p.A. (www.protom.com)  è una realtà il cui main focus si esplicita nella capacità di trasformare l’innovazione in business, attraverso l’implementazione di soluzioni ad alto contenuto tecnologico.
L’iniziale concentrazione negli ambiti della consulenza alle PMI e della formazione continua e professionale, viene sostituita, a partire dal 2010, con una graduale apertura a nuovi orizzonti di attività.
La continua ricerca di innovazione avvicina infatti gli interessi di Protom a settori con una forte spinta in questo senso: da un lato l’Advanced Engineering, dall’altro il settore IT, che oggi costituiscono le due verticali di business su cui opera l’Azienda.

La divisione Advanced Engineering, incentrata sull’ingegneria dei trasporti, a seguito dell’acquisizione di un ramo di azienda di Piaggio Aero Industries, ha maturato un forte orientamento verso il settore Aerospace. La divisione si caratterizza per l’approccio “Integrated & Make it work” e la presenza di competenze di elevata qualità e singolarità, sia in ambito di strutture che in ambito di sistemi, espresse dai tecnici e dagli ingegneri del Team, i quali affiancano ad un’elevata capacità di team-working, esperienze maturate all’interno delle organizzazioni di molteplici OEM. Queste caratteristiche hanno reso Protom un partner qualificato per i partner mondiali qualificato in tutte le fasi del ciclo di vita del prodotto (PLM Approach) che necessitano di supporto ingegneristico, consentendole inoltre di vincere sei progetti nell’ambito di Clean Sky 2, il programma europeo che, nel quadro del piano Horizon 2020, punta alla progettazione ed alla realizzazione di velivoli sempre meno inquinanti e più efficienti dal punto di vista energetico.

La divisione IT, potenziata nel 2012 con l’ingresso in azienda di un team proveniente dal gruppo Olivetti Ricerca, si dedica alla realizzazione di progetti, prodotti e servizi ad alto grado di valore aggiunto nell’ambito della Digital Transformation. Accanto ai servizi di Application Management & System Integration, il Team ha negli anni maturato una forte esperienza nella progettazione ed implementazione di Enhancing Solutions e prodotti legati alle cutting-edge technologies, focalizzate nei settori dell’Healthcare, dell’Education, dell’Industry 4.0 e degli Smart Museum, all’interno del quale Protom si propone come una realtà leader, come dimostrano i risultati raggiunti nella progettazione e realizzazione di “Corporea”, il museo virtuale del corpo umano realizzato per Città della Scienza, nonché gli exhibit multimediali ed interattivi realizzati, tra gli altri, per il MAV di Ercolano e per il MANN di Napoli.

Trasversalmente a queste due verticali di business e in maniera complementare rispetto ad esse, opera il Knowledge Lab, un’area dedicata alla formazione, fattore abilitante per la crescita e lo sviluppo di competenze ad alto valore aggiunto, declinata da un lato come formazione interna, per la crescita delle risorse del know-how di Protom, dall’altro impegnata nel trasferimento di conoscenze e tecnologie relativo alle aree di attività più innovative dell’Azienda verso Clienti e soggetti terzi.

Sul dialogo continuo e costante tra queste aree, unitamente al bagaglio pluridecennale di esperienza nel program e project management, si fonda la capacità dell’Azienda di perseguire la propria mission: essere per i propri clienti un “change manager”, in grado di fornire prodotti e servizi che possano supportare i Clienti nella progettazione e nella realizzazione di cambiamenti strategici.
La capacità gestione del cambiamento e la spinta all’innovazione che costituiscono il DNA di Protom, sono confermate dalla sua iscrizione al registro delle PMI innovative, nonché dall’assegnazione nel 2018“Premio Imprese per Innovazione” da parte di Confindustria.

Negli anni Protom ha sviluppato un forte orientamento all’internazionalizzazione. Dal 2011, infatti, l’Azienda è presente in Francia con una sede a Tolosa. Nel 2017, invece, è stata la sede legale è stata spostata negli uffici di Milano, mentre in seguito alla scelta di aggredire i mercati sudamericani, un’ulteriore sede operativa è nata a San Paolo, in Brasile.
Nel 2017, per supportare i processi di crescita legati ad innovazione ed internazionalizzazione, Protom sceglie di avviare il percorso Elite, il programma di Borsa Italiana e Confindustria per le imprese ad alto potenziale.