In prima pagina sui giornali di mercoledì 24 ottobre: lo scontro Italia-Ue, il tetto a 100mila euro per il condono

In prima pagina sui giornali di mercoledì 24 ottobre: lo scontro Italia-Ue, il tetto a 100mila euro per il condono

Le notizie in evidenza sui quotidiani di mercoledì 24 ottobre

Politica Interna

Monito di Mattarella. «La logica dell’equilibrio di bilancio non è quella di un astratto rigore», ma risponde a ben altri criteri, molto concreti, e serve a dare sicurezza alle persone. Su quel terreno, inoltre, va sempre tenuto presente il rischio che «il disordine dei conti produca contraccolpi pesanti per le fasce più deboli». È Sergio Mattarella a ricordare questi precetti base per chiunque amministri la cosa pubblica, a ogni livello. Lo fa prendendo a pretesto l’assemblea dell’Anci, a Rimini. Molti Comuni, si sa, hanno la contabilità in stato di pre-dissesto o dissesto conclamato e i sindaci sarebbero dunque i naturali destinatari del suo messaggio. È però ovvio che, nelle ore in cui l’Ue boccia la manovra del governo italiano, il presidente si riferisca ad altri. Cioè a coloro ai quali la maggioranza gialloverde affiderà il compito di negoziare con la Commissione europea (che ha il ruolo di «guardiano dei Trattati») un’eventuale riscrittura dei nostri parametri economici. Non è la prima volta che Sergio Mattarella richiama il Governo «all’equilibrio di bilancio» ma ieri ha voluto declinarlo in una logica che non è quella dell’«astratto rigore» ma a tutela delle famiglie e del risparmio, in una prospettiva di «equità e con uno sguardo lungo sullo sviluppo».

L’Europa boccia la manovra italiana: pronta la procedura per debito. La Commissione concede tre settimane per correggere la Finanziaria 2019. Il Governo: andiamo avanti. – Mattarella sullo scontro Italia-Ue: “Un dovere l’equilibrio di bilancio” – Condono, tetto a 100 mila euro. Quali sono le misure del decreto – Erdogan accusa: “Quello di Khashoggi un omicidio selvaggio e pianificato”

La Lega punta su Roma. Tre settimane fa, a margine di un’iniziativa polltica a Latina, Matteo Salvini ha aperto ufficialmente il «dossier Capitale». Davanti a sé aveva lo stato maggiore del partito nel Lazio, dalla presidente della Commissione Attività produttive della Camera Barbara Saltamartini al consigliere regionale Laura Corrotti passando, ovviamente, dal coordinatore Francesco Zicchieri. L’occasione era la prima festa regionale della Lega ma era evidente, a ciascuno dei presenti, che il piatto forte fosse Roma. L’innesco della miccia in grado di stravolgere la geografia politica italiana è troppo evidente perché qualcuno possa far finta di niente. Ancora qualche settimana e poi, Il 10 novembre, arriverà la sentenza del processo Marra che vede Virginia Raggi sul banco degli imputati. In caso di condanna non ci sarà appello, almeno dal punto di vista politico-istituzionale. La sindaca si dimetterà. «Teniamoci pronti», è il mantra più gettonato in casa Lega. Esclusa a priori ogni fantapolitica (che tanto fantapolitica non sarebbe, visto che governano assieme) alleanza coi Cinquestelle, la Lega punterà dritto al Campidoglio.

Politica Estera

Omicidio Khashoggi. «Un omicidio selvaggio, pianificato con cura, eseguito da un commando di sauditi arrivati in Turchia in tre gruppi». Questa la «nuda verità» esposta da Recep Tayyip Erdogan alla fine dell’inchiesta turca sull’eliminazione di Jamal Khashoggi, definito «un cittadino saudita e un giornalista di fama internazionale», avvenuta il 2 ottobre scorso nella sede del proprio consolato a Istanbul. Il presidente turco mantiene la pressione su Riad, smonta la versione ufficiale araba, ma non ingaggia un confronto che all’interno del mondo musulmano potrebbe risultare imbarazzante. Salva così i rapporti con la vecchia dirigenza saudita, non cita mai il rampante principe Mohammed bin Salman da più parti accusato di conoscere la realtà sul caso. «Non metto in dubbio la sincerità del re – spiega Erdogan dopo avergli parlato al telefono – ma se dovesse esserci la conferma che ci troviamo dinanzi a un omicidio politico allora anche in patria dovrà essere svolta un’indagine».

Migranti, dossier Claviere. Alla frontiera di Ventimiglia si supera quasi quotidianamente il confine della vergogna. Perciò non può essere elevata a «caso» la notizia filtrata ieri dal ministero dell’Interno, secondo cui «la sera del 18 ottobre la Francia ha cercato di restituire all’Italia anche dei minori»: non è un episodio isolato, sono anni che accade, c’è un dossier che lo prova. E singolare quindi che gli esperti del Viminale lo abbiano rilevato durante la missione a Claviere, dove pochi giorni fa si è registrato l’ennesimo sconfinamento della gendarmeria francese: è da aprile che un report — redatto da alcune organizzazione umanitarie — giace sui tavoli del governo italiano e della Commissione europea. E non è neppure il primo. In quelle pagine ci sono le prove testimoniali e anche fotografiche sulle «sistematiche violazioni delle norme nella gestione dei migranti» da parte delle autorità di frontiera transalpine, che al confine italiano si sono rese protagoniste di «numerosi respingimenti di minori stranieri non accompagnati», con «atti contrari alla legislazione internazionale», a quella «europea», e addirittura alle rigide «regole di Dublino».

Economia e Finanza

Bocciata la manovra economica, scontro Italia-Ue. Diplomatica nei toni, ma fermissima nella sostanza, la Commissione europea per la prima volta nella storia ventennale della zona euro ha contestato ieri formalmente il bilancio programmatico di uno stato membro, nella fattispecie dell’Italia. Il governo Conte ha tre settimane per correggere la Finanziaria 2019 e portarla in linea con il Patto di Stabilità. In caso contrario, l’esecutivo comunitario ha già aperto la porta a una clamorosa procedura per debito eccessivo. «Se la fiducia viene erosa, tutti gli stati europei e la stessa Unione vengono danneggiati». Sono le tre e mezza del pomeriggio quando il vicepresidente della Commissione Ue, Valdis Dombrovskis, e il titolare dei conti pubblici, Pierre Moscovici, spiegano la bocciatura della manovra da parte della squadra di Jean-Claude Juncker, in trasferta a Strasburgo. Per la prima volta l’esecutivo comunitario deve chiedere a un paese di rivedere la propria bozza di bilancio (…) Il governo italiano sta violando apertamente gli impegni presi con se stesso e con gli altri paesi (…) La zona euro è costruita su stretti legami di fiducia con regole che sono le stesse per tutti», quindi «se la fiducia viene erosa, tutti gli Stati ne sono danneggiati». La decisione, “senza alternativa”, è giunta dopo una serie di missive tra Roma e Bruxelles.

Manovra economica e condono. La dichiarazione integrativa speciale, con cui si potranno denunciare i redditi nascosti al Fisco pagando un’aliquota scontata del 20%, sarà possibile solo entro un tetto di 100 mila euro l’anno, e non di 100 mila per tributo e per annualità, come nella prima versione del decreto. Il testo, bollinato ieri dalla Ragioneria e firmato dal Presidente della Repubblica, esclude dalla sanatoria chi ha omesso la presentazione della dichiarazione dei redditi e chi è stato già scoperto dall’Agenzia delle Entrate con un avviso o un atto di accertamento. Dal decreto, rimaneggiato sabato dal Consiglio dei ministri, spariscono lo scudo penale sui reati fiscali e quelli di riciclaggio connessi alla dichiarazione e la norma che allungava di tre anni i tempi di accertamento nei confronti di chi non aderiva a nessuna delle ben nove forme di sanatoria fiscale previste dal decreto. Lo sconto sulle tasse da versare arriverà anche per chi ha dichiarato tutto, ma poi non ce l’ha fatta per problemi economici. Sarà introdotto con un emendamento al provvedimento, che inizia il suo iter al Senato, e prevede il pagamento del 6,15 e 25% a seconda del reddito. Accanto alla dichiarazione integrativa speciale e al futuro sconto legato all’Isee si prevede anche la cancellazione delle cartelle esattoriali più vecchie e di minore importo, emesse tra il 2000 e il 2010 ed entro i mille euro per singolo ruolo

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