In Italia un giornalista ogni 526 abitanti: il sistema a rischio implosione

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L’esercito dei free lance


Nel 2000 quasi sette giornalisti attivi su 10 (65%)erano lavoratori dipendenti (in massima parte con contratti Fnsi-Fieg). Alla fine del 2012 il rapporto si era ridotto al 40%: oggi, sei giornalisti attivi su 10 fanno lavoro autonomo.
 
In tredici anni la popolazione giornalistica attiva in Italia – contrariamente a quanto avviene in altri paesi – è più che raddoppiata, passando da 21.373 a 47.227 giornalisti attivi (con posizione Inpgi).

Giornalisti, reddito in picchiata 

Il reddito dei giornalisti autonomi è 5 volte inferiore rispetto alla media annua delle retribuzioni dei giornalisti contrattualizzati (che nel 2012 era pari a 62.459 euro). Quello dei Co.co.co è ancora più basso: sette volte minore.  
In Italia (se si tiene conto del numero degli iscritti all’ Ordine) c’ è un giornalista ogni 526 abitanti, contro 1/1.778 in Francia e 1/5.333 negli Stati Uniti.
Sono i dati principali dell’ ultimo Rapporto di Lsdi sulla professione giornalistica in Italia (“Il paese dei giornalisti” è il titolo) presentato il 5 novembre nella sede della Federazione nazionale della stampa.
I dati suggeriscono il dubbio che l’ impianto complessivo del giornalismo italiano possa prima o poi implodere su se stesso, anche a breve termine. E sarà questa probabilmente la linea della discussione.
L’ alternativa sembra affidata a una scossa, molto forte, in tutto il sistema, che determini come minimo
1)una nuova stagione contrattuale, che metta al centro della strategia sindacale (e imprenditoriale) il lavoro autonomo, e
2) una radicale riforma dell’ Ordine, ispirata al principio che il giornalismo è un bene pubblico e che giornalista è chi lo fa in maniera professionale, anche se non esclusiva o prevalente.

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